Irpinia, in difesa della nostra storia: il museo archeologico di Carife

Le perle sconosciute in provincia di Avellino. Il nostro Stefano Carluccio ha visitato il museo archeologico di Carife

5' di lettura

Solo pochi mesi fa, dopo un sogno portato avanti con determinazione dalla comunità locale fin dagli anni ’80 del secolo scorso, è stato inaugurato a Carife, nel cuore della Baronia, un importante museo archeologico che raccoglie circa 500 reperti rinvenuti nel territorio ufitano dall’archeologo Werner Johannowsky e dalla sua equipe con l’appoggio e la collaborazione di studiosi locali.

Il Museo si pone come obiettivo quello di trasmettere agli Irpini e agli italiani di oggi una traccia visibile e storicamente valida di ciò che è stata la civiltà dei Sanniti in Irpinia.
E proprio per far conoscere di più questa eccellenza della nostra provincia, abbiamo parlato con Giampiero Galasso che ha curato l’allestimento scientifico del Museo Archeologico di Carife e ne è attualmente conservatore.

Come e quando nasce il Museo Archeologico di Carife e a opera di chi?

Il Museo Archeologico di Carife è stato allestito in soli due mesi (tra novembre e dicembre 2018) ed è stato inaugurato nel gennaio 2019. Nasce sotto la spinta dell’Amministrazione comunale guidata dal già Sindaco Carmine Di Giorgio e dalla sua comunità che ha fortemente voluto raggiungere questo importante obiettivo. Fondamentale è stata, però, la collaborazione fattuale della Soprintendenza ABAP di Salerno e Avellino, guidata dall’architetto Francesca Casule, che ha permesso di concretizzare un’idea inseguita da tantissimi anni. La Soprintendenza ha seguito tutto l’iter burocratico e il progetto scientifico che ha portato prima ad eseguire una serie di verifiche e adattamenti dell’edificio destinato a museo, poi a dare l’autorizzazione alla selezione dei reperti, al loro studio e al successivo restauro (eseguito da Artes Srl, Napoli ndr), che si è svolto nei mesi di aprile-agosto 2018. Infine, seguendo le indicazioni del progetto scientifico condiviso tra Soprintendenza e Comune si è definito l’allestimento che ha portato all’esposizione definitiva.


Qual è l’estensione del Museo e quante sale contiene? Come sono suddivisi i reperti?

Il museo occupa una superficie di 400 metri quadrati e la disposizione dei reperti è articolata in più ambienti, ciascuno dei quali illustra i contesti archeologici prevalenti. La prima sala, al piano terra, ospita i reperti archeologici selezionati tra i corredi funerari provenienti della necropoli di Castel Baronia, dove in località Serra di Marco è stata esplorata una necropoli che ha restituito 135 sepolture di età arcaica. Sempre al piano terra è allestito uno spazio dedicato ad un gruppo di reperti (laterizi e ceramici) selezionati tra i materiali recuperati in località Tierzi dallo scavo di un complesso artigianale di fornaci di epoca romana. La seconda sala, più ampia e disposta al primo piano dell’edificio,ospita i preziosi reperti archeologici provenienti dalle due necropoli di Carife: la prima scoperta in località Piano La Sala ha restituito 80 tombe, mentre la seconda è quella dell’Addolorata, località dove sono state messe in luce tombe con copertura “alla cappuccina” ma anche “a camera” in blocchi di travertino con copertura a doppio spiovente, in parte ancora visibili nell’area archeologica, aperta su richiesta per le visite. Una terza sala, infine, è dedicata alla didattica con al centro la ricostruzione in scala 1:1 di una tomba a camera.


Come si è costituito il patrimonio del Museo, in quanto tempo e di quali numeri parliamo?

Il patrimonio di antichi reperti provenienti dai siti archeologici di Castel Baronia e Carife proviene prevalentemente dalle varie campagne di scavi archeologici condotte tra il 1981 e il 1990. Parliamo complessivamente di circa 300 sepolture tombali, molte delle quali hanno restituito ceramiche, monili in bronzo e argento, armi e utensili in ferro. Parliamo complessivamente di oltre 1000 reperti archeologici.


Quali sono le attività che il Museo svolge durante l’anno, oltre alla tutela e custodia dei reperti della sua collezione?

Il Museo fin dalla sua inaugurazione segue un programma di attività rivolte da un lato alla ricerca, conservazione e salvaguardia del patrimonio archeologico e dall’altro alla valorizzazione e divulgazione delle raccolte. Sul versante della didattica, il Museo sta collaborando con le scuole presenti sul territorio con attività di conoscenza e laboratori didattici effettuati sia negli spazi museali di Carife sia nello spazio all’aperto dell’area archeologica dell’Addolorata. Dall’inaugurazione (gennaio 2019) a oggi sono già state allestite e inaugurate cinque mostre tra fotografiche e artistiche ospitate su supporti posizionati nell’ampia sala d’ingresso del museo ed organizzati eventi aderendo alle iniziative proposte dal Mibac.

Cosa invece avete in mente per il futuro?
Il museo si contraddistinguerà in futuro per nuove manifestazioni ed eventi culturali, organizzati in collaborazione con l’assessorato alla cultura del comune di Carife ma cercando tra gli sponsor anche il supporto di Provincia e Regione per concentrare i propri obiettivi soprattutto sulla divulgazione e sulla conoscenza del ricco patrimonio storico e archeologico della Baronia.


Quanti sono stati finora i visitatori del MAC e da dove provenivano?
Fin dalla sua inaugurazione l’istituto museale è stato aperto al pubblico per 25 ore settimanali e ciò ha portato già alla presenza di numerosi visitatori occasionali, scolaresche e gruppi organizzatiprovenienti dal territorio e dalla provincia. Stiamo per mettere in linea il sito web ma ci preoccupa al momento che ancora in pochi conoscono l’esistenza di questa nuova realtà museale e soprattutto dell’importanza dei preziosi reperti della civiltà irpina di V-IV secolo a.C. in essa contenuti. Contiamo che nei prossimi mesi sempre più visitatori siano mossi dal desiderio di vivere una nuova esperienza emozionale entrando nel nostro contenitore culturale per un tuffo nel passato alla riscoperta delle nostre radici, della nostra storia…

Entra nel gruppo di WhatsApp e ricevi due volte al giorno - 13:30/20:30 - le notizie più importanti senza spam!
Iscriviti al bot di Messenger e ricevi due volte al giorno - 13:30/20:30 - le notizie più importanti senza spam!