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ISEE corrente per Assegno di inclusione: chi potrà farlo

Quando richiedere l'ISEE corrente per l'Assegno di inclusione? Scopriamolo insieme.

di Alda Moleti

Marzo 2024

In questo articolo vedremo quando richiedere l’ISEE corrente per l’Assegno di inclusione e come farlo (scopri le ultime notizie sul Rdc e sui bonus attivi in italia. Leggile gratis su WhatsApp, Telegram e Facebook).

Quando richiedere l’ISEE corrente per l’Assegno di inclusione

Che cos’è l’ISEE corrente?

L’ISEE corrente rappresenta uno strumento fondamentale per aggiornare la situazione ISEE di quei cittadini che hanno subito un peggioramento della propria condizione lavorativa o economica rispetto a due anni fa, periodo di riferimento per l’ISEE ordinario. Questa versione dell’ISEE è particolarmente utile in caso di cambiamenti significativi nella situazione finanziaria di un nucleo familiare.

Per poter accedere all’ISEE corrente, devono essersi verificate specifiche condizioni:

L’ISEE corrente si può richiedere sia in caso di perdita di lavoro o di riduzione del reddito sia in caso di perdita patrimoniale. In presenza di entrambe le situazioni, l’ISEE corrente potrà includere i due aspetti per evidenziare adeguatamente il disagio economico rispetto alle informazioni fornite nell’ISEE ordinario.

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Quando va richiesto l’ISEE corrente?

Le tempistiche di richiesta dell’ISEE corrente variano in base alla specifica situazione del nucleo familiare, in questo modo:

La documentazione necessaria per richiedere l’ISEE corrente

È possibile richiedere all’INPS l’ISEE corrente online, tramite il servizio di ISEE precompilato o ricorrendo al supporto di un Caf (Centro di assistenza Fiscale). Per elaborare l’ISEE corrente, è comunque necessario fornire questi documenti:

ISEE corrente per l’Assegno di inclusione: quando va presentato?

Per essere idonei all’Assegno di inclusione, è fondamentale avere un Indicatore della Situazione Economica Equivalente (ISEE) non superiore a 9.360 euro.

La circolare INPS n. 105/2023 specifica che fino a febbraio 2024, in mancanza di un ISEE valido, l’analisi dei requisiti per ottenere il beneficio per i mesi di gennaio e febbraio 2024 è stata basata sull’ISEE 2023.

Per accedere al beneficio nei mesi successivi, tuttavia, è indispensabile disporre di un ISEE aggiornato al 2024. Ciò significa che, a partire da marzo 2024, senza un ISEE 2024 in corso di validità, l’erogazione dell’Assegno di inclusione verrà messa in pausa temporaneamente.

Se poi, durante il periodo di godimento dell’Adi, si verificano cambiamenti nel nucleo familiare che alterano le condizioni dichiarate nell’attestazione ISEE 2024, è obbligatorio inoltrare una Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU) aggiornata entro un mese dalla variazione, altrimenti si perderà il diritto al beneficio. L’unica eccezione a questa regola riguarda le modifiche dovute a decessi e nascite.

In questi casi, cessano di avere validità le condizioni previste dalla misura precedente e il nuovo nucleo familiare ha la possibilità di presentare una nuova domanda per l’Adi a partire dal mese seguente quello di invio della DSU aggiornata per l’ISEE.

Per le famiglie con figli minori, è necessario che l’ISEE sia determinato seguendo le indicazioni dell’articolo 7 del DPCM 159/2013, riferito come ISEE minorenni.

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In foto, la pagina dell’Assegno di inclusione sul sito dell’INPS.

Quali sono le differenze tra reddito e ISEE ai fini dell’Adi?

Per ottenere l’Assegno di inclusione è necessario rispettare una serie di requisiti che riguardano non solo l’ISEE, ma anche il reddito familiare e i patrimoni.

Tuttavia, spesso si fa confusione proprio tra reddito e ISEE e non si capisce bene cosa siano, cercheremo perciò di chiarirlo. Per una panoramica dettagliata delle condizioni richieste vi invitiamo a consultare l’articolo sui requisiti dell’Assegno di inclusione.

L’Indicatore della Situazione Economica Equivalente (ISEE) è uno strumento fondamentale per valutare l’intera situazione economica di un nucleo familiare. Tale valutazione non si limita all’analisi dei redditi dei singoli membri della famiglia, ma tiene conto anche della dimensione del nucleo e della presenza di persone disabili, minori o altri individui che non percepiscono redditi propri.

Il calcolo dell’ISEE incorpora sia il patrimonio mobiliare, che include elementi come depositi bancari e investimenti, sia il patrimonio immobiliare, che comprende terreni e immobili, fatta eccezione per l’abitazione principale. Anche la composizione del nucleo familiare gioca un ruolo chiave nel calcolo, poiché l’ISEE mira a riflettere la situazione economica della famiglia nel suo insieme, non dei singoli componenti.

Per esempio, una coppia con redditi diversi che risiede nella stessa abitazione avrà un unico valore ISEE. Questo perché l’ISEE si distacca dalla semplice dichiarazione dei redditi, la quale è basata unicamente sui redditi personali senza considerare altri aspetti essenziali come la dimensione del nucleo o il patrimonio totale.

FAQ: Domande frequenti sull’Assegno di inclusione

Cosa è cambiato per l’Assegno di inclusione a giugno 2023?

A giugno 2023 sono state introdotte alcune modifiche all’Assegno di inclusione. È importante tenere presente che, a partire dal 1° gennaio 2024, l’Assegno di inclusione prenderà il posto del Reddito di cittadinanza. Le modifiche riguardano l’obbligo per il percettore attivabile al lavoro di accettare la prima offerta congrua di lavoro.

Chi può beneficiare dell’Assegno di inclusione se ha più di 60 anni?

Le persone che hanno superato i 60 anni di età, hanno un ISEE di massimo 9.360 euro e rispettano i requisiti di reddito e patrimoni, possono beneficiare dell’Assegno di inclusione.

Ci sono differenze tra la Pensione di Cittadinanza e l’Assegno di inclusione?

Le differenze sostanziali tra la Pensione di Cittadinanza e l’Assegno di inclusione riguardano il calcolo degli importi spettanti. Per il resto i requisiti di età e le condizioni economiche restano pressoché invariati.

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