Italia invasa dai migranti. Marcia indietro di Salvini: sbagliavo



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Contrordine compagni, non c’è invasione. Gli immigrati irregolari sono 90mila in Italia e non 600mila. La correzione non arriva da uno qualunque, ma dal ministro dell’Interno, Matteo Salvini. Sì, proprio lui, che sull’invasione, e sulle paure degli italiani ha costruito buona parte del suo successo elettorale.

Novantamila, ma – come ha dichiarato lo stesso leader leghista – potrebbero essere anche meno: “Non sappiamo se vivono in Italia o in altri Paesi europei”.

Quest’anno sbarcati 666 immigrati

Lo scorso anno sono arrivati 8mila 930 immigrati. Quest’anno 666. Eppure, fino a ieri, si è alimentato il terrore dell’invasione. Dato la stura alle consuete teorie complottiste (le multinazionali vogliono sostituirci con lavoratori a basso costo), sollecitato istinti xenofobi. Piuttosto che affrontare la questione con logica e pragmatismo. Anche evidenziando i madornali errori commessi in passato, soprattutto per non ripeterli. Evento inevitabile se si continua a discutere solo e soltanto in termini di emergenza.

Eppure il mantra di Salvini fino a qualche settimana fa è stato sempre lo stesso: “In Italia ci sono mezzo milione di irregolari. Con le dovute maniere vanno allontanati”. Stime ribadite da tutti. O meglio, da tutti quelli che hanno tratto vantaggio nel cavalcare la paura dei nostri concittadini. Ma la colpa – meglio ribadirlo – è anche di chi in parlamento dice di opporsi al governo gialloverde: avrebbe avuto la possibilità di verificare il numero dei “clandestini”, e non l’ha mai fatto.

C’è chi crede (tanti) che in Italia gli immigrati siano 25 milioni

Il risultato di questa oscena disinformazione ce lo ha raccontato l’istituto Cattaneo qualche mese fa: l’Italia è il Paese europeo con la percezione più falsata dell’immigrazione. In tanti – così per ricordare – sono infatti convinti che gli stranieri in Italia siano il 25 per cento della popolazione, ossia 15 milioni. In realtà sono 4 milioni (molti residenti da decenni). Per non parlare del numero di irregolari. All’epoca gli analisti supposero che fossero 600mila (Salvini dixit), e anche con quel numero (sei volte maggiore di quello reale), la Penisola era la nazione europea che ne ospitava meno (in percentuale rispetto alla popolazione), di Austria, Francia, Germania e Svezia.

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Cattivisti/buonisti una guerra tra pecoroni

Far crescere le paure, oltre a procurare vantaggi alle urne, impedisce di avere un dibattito vero, concreto, libero e non strumentale. Non permette, in pratica, di mettere sul campo le decisioni necessarie per affrontare con raziocinio le gestione dei flussi, l’accoglienza (quella vera, non lo schifo di questi anni: ci riferiamo ai Cara e ai Cas), e l’integrazione. Ma spacca il Paese in quell’abominio divisivo, che mette su fronti contrapposti i buonisti e i cattivisti, gli accoglienti e i prima gli italiani. In una guerra tra pecoroni, affetti da convinzioni sballate (gli uni e gli altri), e da insopportabile sindrome di tifo da stadio.

Governare sulla paura non da’ sempre buoni frutti. Quella paura è utile per convogliare voti, ma poi bisogna governarla. E per farlo, se è artefatta o esagerata, serve disinnescarla, dicendo magari la verità. Come in questo caso sul numero reale degli irregolari presenti in Italia. Un esercizio che mette a rischio la credibilità di chi su dati fasulli ha costruito il suo successo, prima sui social e poi nelle urne.

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E se degenera la guerra civile in Libia…

Se la guerra civile in Libia non si ferma, saremo costretti ad affrontare una vera emergenza. Rifugiati (con tutti i diritti) che cercano aiuto attraversando il Mediterraneo. Non basteranno più gli slogan e la retorica dei porti chiusi. Servirà quello che non è stato fatto in questi mesi, una condivisione europea. E oggi è più difficile di ieri, dopo mesi trascorsi a insultare i tradizionali alleati a colpi di slogan e offese.

La storia dei migranti ricorda un po’ quella della sicurezza. Si è soffiato sul fuoco, facendo credere agli italiani che furti, rapine e omicidi (che pure ci sono e destano preoccupazione), fossero in crescita esponenziale. Al punto che è stata salutata come un toccasana l’approvazione della legge sulla legittima difesa. Eppure, analizzando i dati del ministero dell’Interno, e quindi a disposizione anche di Matteo Salvini, proprio in questi ultimi dieci anni si è registrato un inarrestabile (e per fortuna) calo dei reati commessi. Un’altra bolla. Per qualche voto in più.

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