Paperino coi nazisti
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“Paperino nella terra dei nazisti è un episodio in cui lo sventurato protagonista è costretto a fermarsi ogni volta che appare un’immagine di Hitler per fare il saluto nazista. Ci sono copie del Mein Kampf  e ritratti del Führer ovunque, bombardato da messaggi propagandistici sulla superiorità della razza ariana Paperino fa assurdi esercizi di ginnastica (posizionarsi come una sorta di svastica ed eseguire il saluto), lavora affannosamente in una catena di montaggio tutto il giorno ed ha strane allucinazioni. Finalmente si ritrova nel proprio letto, a casa, capisce che è statosolo un brutto incubo, abbraccia una Statua della Libertà in miniatura e gioisce di essere cittadino degli Stati Uniti d’America.

Paperino e i Nazisti

L’Italia del 2019 è un pò come quel sogno: stiamo vivendo un esperimento sociale: a breve qualcuno ci dirà dov’èra la telecamera nascosta.

Abbiamo da un lato un Movimento che, per definizione, rifiuta il concetto di leader. Non ha un capo, perché, come spiega il sociologo Manuel Castells, si regge su un buon livello di coordinamento rappresentato soprattutto da Internet e dalla possibilità di un continuo confronto. Assunto fondamentale: prendere le decisioni insieme (avete presente Il Blog delle Stelle, la piattaforma Rousseau, le consultazioni online, la democrazia diretta dell’ “uno vale uno”?!). Dall’altra parte un capo politico, l’emblema della personalizzazione: un leader che trae il consenso dal culto e dalla comunicazione della propria immagine (le divise, le dirette facebook). Da una parte la solidarietà del “nessuno resta indietro” e dall’altra il «cinismo nella sua forma più inconsistente giunto al potere» come lo ha definito su l’Espresso il filosofo tedesco Peter Sloterdijk

E’ come mettere insieme i Blues Brothers e i Nazisti dell’Illinois, come se John Belushi invece di gettarli in acqua si mettesse anche lui a sventolare una bandiera nazista.

Per anni abbiamo ascoltato i proclami di obiettivi radicalmente diversi, i due, rivali alle scorse elezioni, prima del voto hanno pubblicamente assicurato che non si sarebbero mai alleati: e invece eccoli qui. Dalla Tav alla gestione dei rifiuti, dalla riforma della prescrizione al decreto sicurezza, dal Venezuela di Nicolás Maduro, ai gilet gialli di Emmanuel Macron non sono d’accordo su nulla ma hanno dato vita ad un Frankenstein politico che per qualche motivo resta in piedi.

Twitter sulla Francia che ha ritirato il suo ambasciatore in Italia (nuovi nazisti)

L’Italia vista dall’esterno deve sembrare davvero uno strano paese,  il paese in cui tutto è possibile. Il New York Times ha definito Lega e Movimento 5 Stelle «bigotti ed incompetenti», secondo il quotidiano statunitense Mattarella ha «spianato la strada ai populisti». Per Le Monde si tratta di «estrema destra» con unministro dell’Interno «xenofobo». Il Financial Times parla di«moderni barbari» e titola: “Il duo anti-establishment testerà l’armonia della Ue”. Der Spiegel, settimanale tedesco, ci ha chiamati «scrocconi» dell’Unione europea. The Irish Times ci dà dei fan dell’ideologia anti-immigrati di Donald Trump” e bolla l’Italia come antidemocratica e anticostituzionale; anche il quotidiano britannico The Guardian, accosta la “pomposa retorica” di Salvini all’America. Il Wall Street Journal otto mesi fa ha scritto dell’insediamento di «un’amministrazione euroscettica» in Italia.

 Le Figaro «Populisti al potere», El Pais«Lega e Cinque stelle chiudono il governo e recuperano Conte come primo ministro», per il Washington Post siamo un mix di euroscetticismo e protezionismo di estrema destra. L’ Economist ha dedicato diverse copertine all’Italia, ricorderete quella con il gelato che recita: «L’Italia va maneggiata con cura».

Italia nuova dittatura

Il problema non è l’opinione internazionale, ma volgere lo sguardo intorno per avere una visione più completa di quel che accade. E’ un passaggio storico quello attuale, una fase, e come tale prima o poi troverà una sua soluzione, ma i passaggi storici sono utili a riflettere. 

Esiste la possibilità che sia qualcun altro a decidere per noi sulla nostra sorte, senza esplicitarlo chiaramente, ma operando in modo tacito e manipolatorio? Siamo completamente padroni della nostravita? Abbiamo la possibilità di scegliere tra più alternative?

La sensazione è che siamo disposti ad accettare ogni cosa, abbiamo creduto alla balla di “esportare la democrazia” e oggi viviamo serenamente nella parodia di una dittatura: un moderno The Truman Show. Dipenderà da noi, se come Truman avremo la curiosità,  l’esigenza di – capire – usciremo presto o tardi da questa grande rappresentazione, sfondando il falso orizzonte per sbucare in un realtà migliore.

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