L’Italia tutta in zona bianca: ecco tutte le date

L'Italia tutta in zona bianca: già a metà giugno buona parte del Paese sarà nella fascia di rischio basso e con pochissime restrizioni. Resterà solo l'obbligo delle mascherine e del distanziamento. Ecco le regioni che si apprestano a passare in bianco, quelle ormai prossime e quelle ancora lontane dal traguardo.

4' di lettura

L‘Italia corre verso la zona bianca. A metà giugno potrebbe quasi essere tutta “immacolata”, e quindi con ben poche restrizioni.

La diminuzione dell’incidenza (i casi ogni 100.000 abitanti) è in netta e costante discesa. La zona bianca scatta quando si arriva al di sotto dei 50 casi ogni 100.000 abitanti.

Se non ci saranno sorprese, ovvero l’aumento improvviso dei contagi causati da una variante, nelle prossime settimane la zona bianca sarà realtà in quasi tutte le regioni della Penisola.

Il che significa, niente coprifuoco e come uniche misure di sicurezza mascherine e distanziamento.

La fascia bianca è stata istituita il 14 gennaio del 2021, su proposta del ministro Dario Franceschini.

Quando scatta la zona bianca?

Una regione diventa zona a basso rischio quando l’incidenza dei contagi è al di sotto dei 50 casi ogni 100.000 abitanti per tre settimane consecutive.

I dati di queste ultime settimane consentono di stabilire quali regioni passeranno quasi subito in zona bianca, quelle che sono molto prossime a farlo e quelle che al momento sembrano ancora in ritardo e dove bisognerà aspettare un po’ più a lungo.

1 giugno in zona bianca

Il nuovo decreto Draghi, in vigore dal 18 maggio, ha già stabilito il passaggio in zona bianca di Friuli Venezia Giulia, Molise e Sardegna.

La Sardegna ha già sperimentato la zona a basso rischio, ma forse era troppo presto. Ora, con la campagna di vaccinazione in stato molto più avanzato, la situazione sembra oggettivamente diversa. Molto più rassicurante.

7 giugno in zona bianca

Il lunedì dopo, la zona bianca sarà “conquistata” da Abruzzo, Veneto e Liguria. Saranno determinanti i dati del 4 giugno.

14 giugno in zona bianca

Il 14 giugno potrebbero passare in zona bianca le regioni che il 28 maggio avranno un’incidenza di 50 casi ogni 100.000 abitanti. Vicine a questo traguardo ci sono la Lombardia e il Lazio (già oggi tra 70 e 90), e l’Umbria (75).

Per queste tre regioni, anche in considerazione dell’andamento della curva epidemiologica che è in costante e deciso calo nelle ultime settimane, il passaggio in zona bianca per quella data sembra scontato.

Le zone più a rischio

Sono invece lontane dal traguardo la Campania (146 per 100.000), la Valle d’Aosta (156) e la Puglia (117).

Eventi da giugno: quando ripartono e nuove regole

A meno di cali repentini per queste tre regioni, ma anche per Basilicata e Calabria, l’obiettivo zona bianca potrebbe essere raggiunto alla fine di giugno.

Cali repentini che comunque non sono improbabili, soprattutto se – come si pensa – la discesa dei contagi è legata anche all’avanzare della campagna vaccinale.

Ma quali sono le regole in zona bianca?

Come detto sono poche: non c’è il coprifuoco, ma bisogna continuare a indossare la mascherina, mantenere le distanze di sicurezza e curare l’igiene delle mani.

Apre tutto, dicevamo, con l’eccezione delle discoteche, all’aperto o al chiuso. Per ora non è stata stabilita una data per prevederne la riapertura.

Al momento discoteche e sale da ballo vengono ritenute a rischio per una eventuale diffusione del contagio.

Vaccinazioni in vacanza

Nel frattempo continua il pressing delle Regioni per vaccinare gli italiani in vacanza. Una decisione che eviterebbe rallentamenti della campagna causati da italiani che pur di partire decidono di rinviare a settembre l’immunizzazione.

Sulla questione c’è il no del commissario Figliuolo. Un no dettato da ragioni logistiche.

La vaccinazione in vacanza è più semplice a dirsi che a farsi.

Problemi organizzativi

Ma quali sono le difficoltà?

Servirebbe un registro sanitario nazionale, per consentire la consultazione delle banche dati, verificare le prime dosi, il cambio data e le località dove si somministra il richiamo.

Purtroppo però non abbiamo questo tipo di anagrafe vaccinale, anzi. In questi mesi, come avete potuto verificare, ci sono stati problemi anche con la gestione delle prenotazioni. Senza dimenticare che le Regioni su molti aspetti della campagna di vaccinazione si sono mosse in modo diverso.

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