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Iva ridotta con Legge 104, se il certificato è incompleto

Iva ridotta con Legge 104, se il certificato è incompleto si rischia di ricevere un no dal rivenditore, cosa fare per ottenere comunque il beneficio fiscale.

di The Wam

Aprile 2022

Iva ridotta con Legge 104, se il certificato è incompleto e manca l’attestazione dell’invalidità funzionale permanente, cosa bisogna fare? (scopri le ultime notizie su bonus, Rem, Rdc e assegno unico. Leggi su Telegram tutte le news su Invalidità e Legge 104. Ricevi ogni giorno sul cellulare gli ultimi aggiornamenti su bonus, lavoro e finanza personale: entra nel gruppo WhatsApp, nel gruppo Telegram e nel gruppo Facebook. Scrivi su Instagram tutte le tue domande. Guarda le video guide gratuite sui bonus sul canale Youtube. Per continuare a leggere l’articolo da telefonino tocca su «Continua a leggere» dopo l’immagine di seguito).

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Si tratta di una domanda ricorrente, anche perché molto spesso l’Iva agevolata non viene concessa proprio per questo motivo: ovvero mancano dei riferimenti precisi all’interno del verbale redatto e consegnato alla persona con disabilità dalla commissione medica integrata.

Anche quando i requisiti ci sono tutti per beneficiare delle agevolazioni che vengono riconosciute a chi ha una disabilità con legge 104.

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Vedremo in questo articolo cosa bisogna fare per rimediare seguendo le disposizioni che sono state fornite dall’Agenzia delle Entrate.

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Iva ridotta con Legge 104: per chi

Come sapete l’Iva agevolata al 4% (invece di quella ordinaria, che è al 22%) si applica per l’acquisto dei mezzi che sono necessari per l‘accompagnamento, la deambulazione e il sollevamento delle persone che soffrono di una disabilità.

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Iva ridotta con Legge 104: acquisti

Possono rientrare in questa agevolazione:

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Iva ridotta con Legge 104: dispositivi informatici

L’Iva agevolata al 4% oltre alla detrazione Irpef del 19% si applica anche per l’acquisto dei sussidi informatici che possono facilitare l’autosufficienza e l’integrazione delle persone con disabilità che rientrano nell’articolo 3 della legge numero 104 del 1992.

In questo beneficio possono rientrare tutte quelle apparecchiature o dispositivi che si basano su tecnologie meccaniche, elettroniche e informatiche, sia quelle di uso comune, sia quelle che sono state realizzate per un caso specifico.

Tra gli esempi riportati dall’Agenzia delle Entrate rientrano:

Iva ridotta con Legge 104: finalità di vantaggio

La cosa determinante per fruire di questa agevolazione è che lo strumento abbia delle precise finalità a vantaggio di persone che hanno menomazioni permanenti di natura motoria, visiva, uditiva o del linguaggio.

Strumenti che devono assistere alla riabilitazione o facilitare queste funzioni della persona con disabilità:

Iva ridotta con Legge 104: documentazione

Ma veniamo al dunque: la documentazione richiesta.

Per ottenere l’agevolazione Iva al 4% la persona con disabilità riconosciuta deve consegnare al rivenditore (nel momento stesso dell’acquisto), una copia del certificato che attesta l’invalidità funzionale permanente.

Quel documento viene rilasciato dall’Azienda sanitaria locale (quella competente sul territorio di residenza della persona con disabilità) o dalla Commissione medica integrata.

Nei verbali redatti dalle Commissioni, infatti, è riportata anche l’esistenza dei requisiti sanitari che sono necessari per accedere alle agevolazioni fiscali.

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Non sempre accade e in quel caso la documentazione viene ritenuta incompleta. In pratica non viene evidenziato il collegamento funzionale tra la menomazione funzionale e il sussidio tecnico informatico.

In questo caso sarà allora necessario esibire anche una copia della certificazione che è stata rilasciata dal medico curante che contiene la necessaria attestazione per richiedere l’attivazione del beneficio fiscale.

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O anche:

Iva ridotta con Legge 104: certificati necessari

Questi sono i documenti necessari per l’acquisto agevolato dei diversi sussidi.

Per le protesi:

fatture (ricevute o quietanze), la prescrizione del medico curante, salvo che si tratti di attività svolte, in base alla specifica disciplina, da esercenti arti ausiliarie della professione sanitaria abilitati a intrattenere rapporti diretti con il paziente. In questo caso, se la fattura non viene rilasciata direttamente dall’esercente l’arte ausiliaria, questi deve attestare sul documento di spesa di aver eseguito la prestazione.

In alternativa alla prescrizione medica, a richiesta degli uffici dell’Agenzia delle entrate, il contribuente può presentare un’autocertificazione (anche con sottoscrizione non autenticata, se accompagnata da una copia del documento di identità).

La dichiarazione va conservata insieme al documento di spesa e deve attestare la

necessità della protesi (per il contribuente o per il familiare a carico) e il motivo per la

quale è stata acquistata.

Per i sussidi tecnici e informatici servono in genere:

fattura, certificazione del medico curante che attesti che quel sussidio serve per facilitare l’autosufficienza e la possibilità di integrazione della persona disabile.

Per documentare l’acquisto di farmaci:

“scontrino parlante”, deve indicare la natura (farmaco o medicinale), il numero di autorizzazione all’immissione in commercio (AIC), la quantità e il codice fiscale del destinatario del farmaco.

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