Interviste imprenditori

Jafood, così vogliamo rivoluzionare le consegne a domicilio

Fabio Greco - Ceo Jafood
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Cibo di ristoranti d’alta gamma servito a domicilio e in tempi brevissimi. La sfida del delivery food è stata raccolta dalla start up napoletana Jafood. Un progetto che mira a un mercato dove la qualità e, soprattutto, la rapidità del servizio rappresentano il fattore critico per conquistare l’utente e surclassare la concorrenza. Al timone di questa nave innovativa c’è il giovane Fabio Greco, Ceo e founder di Jafood.

Riprendiamo a viaggiare, imprenditori

Continua con lui il nostro viaggio nelle start-up campane. Ieri vi abbiamo parlato dell’esperienza di Megaride, azienda di software che ha conquistato collaborazioni prestigiose con Audi e Ferrari e della storia di Valentino Magliaro che ha avuto l’attenzione dell’ex presidente Usa Obama, oggi vi portiamo alla scoperta di un’altra realtà del territorio. Il progetto è stato presentato durante lo Youth Village, evento dedicato agli startupper prodotto da Knowledge for Business con la collaborazione della Regione Campania e co-organizzato dalla Università di Napoli Federico IICampania NewStell e Sviluppo Campania

Fabio Greco
Fabio Greco

L’inizio di Jafood

“Dopo un’altra esperienza con una azienda simile –spiega Fabio Greco – con il mio staff abbiamo deciso di creare Jafood. L’idea che avevamo strutturato, con i bikers a occuparsi della consegna del cibo e un sito molto intuitivo, ha avuto grande successo. Con una campagna di found-rising e altre sponsorizzazioni abbiamo raccolto circa 130mila euro. Quella è stata la nostra base di partenza”. 

La nicchia di riferimento

Decisiva, per differenziarsi dalla concorrenza, la scelta di focalizzarsi su ristoranti o comunque realtà ristorative di alta gamma.

Abbiamo definito la nicchia e deciso di puntare con decisione su quella. Per conquistare i partner commerciali è stato necessario, fin da subito, dimostrare professionalità ed efficacia del servizio. Poi un nome ha richiamato l’altro: in tanti volevano vedere il proprio brand accanto a quello di altri riferimenti di settore”.

Il servizio, oltre che su Napoli, si è sviluppato anche sull’area dei Campi Flegrei e su Fuorigrotta e Bagnoli. Un bacino di utenza di oltre 200mila abitanti.

La semplicità di Jafood

“Un altro elemento che volevamo ci caratterizzasse era l’usabilità. Prima quella del sito e adesso anche con l’App. Una grafica intuitiva e piacevole da adoperare. Tu scegli il ristorante, guardi il menù, selezioni cosa vuoi mangiare e parte l’ordinazione. In un carrello possono essere inserite anche più richieste”.

Il resto lo fa la velocità dei bikers. I tempi di consegna rientrano nei 35 minuti che, in realtà come quella napoletana, sono una media che ha convinto decine di ristoranti ad aderire a Jafood. 

“Un altro risultato di cui andiamo fieri – spiega Fabio – sono le condizioni lavorative dei nostri bikers. Un’etica di tutela del lavoratore che deve camminare accanto alla qualità del servizio”.

I consigli di Fabio: nicchia di clienti estremamente definita, elevata qualità del servizio, chiarezza nella distribuzione e sui luoghi di riferimento. 

La qualità al primo posto

La flotta di Jafood può avvalersi sia di mezzi propri che utilizzare bici elettriche prese dall’azienda in comodato d’uso. L’esperienza dell’impresa ha già attirato l’attenzione di alcuni investitori.

“Questo ci lusinga. Al momento, comunque, l’importante è continuare a offrire un grande servizio. Durante un convegno in Spagna ho interagito con un manager di un’azienda internazionale che si occupa di delivery food. Ecco: il loro principio era la quantità dei clienti raccolti. In un sistema da catena di montaggio. Rispetto le scelte altrui, ma quella cultura non ci appartiene. Per noi il gradimento del cliente e dei nostri partner viene al primo posto. Anche se significa maggiori costi e numeri di ordinazioni inferiori. La qualità del servizio è la nostra stella polare”.

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