Juventus, Pirlo all’esordio come allenatore. Come Zidane e Guardiola?

Andrea Pirlo domenica sera esordirà sulla panchina della Juventus. Quali sono stati i tecnici vincenti all'esordio in panchina?



4' di lettura

Sabato 19 settembre partirà il campionato di Serie A 2020-21. Un campionato che vedrà la Juventus ripartire dopo 9 trionfi di fila per una nuova avventura, unica nel suo genere. I bianconeri hanno infatti scelto un allenatore esordiente, in assoluto, ovvero Andrea Pirlo.

Il «re del centrocampo» ha preso solo ieri il patentino da allenatore. Quella con la Juventus sarà di fatto la sua prima esperienza in assoluto su una panchina. La Juve lo aveva ingaggiato a metà luglio come tecnico dell’Under 23, in Serie C. L’esonero di Sarri poi ha cambiato tutto.

Ma adesso vediamo chi, come Pirlo, è diventato allenatore di una prima squadra senza alcuna esperienza in panchina.

Zidane e Guardiola: gli accostamenti non reggono

In questi mesi Pep Guardiola e Zinedine Zidane sono stati i nomi che più volte i commentatori hanno accostato a Pirlo. I due erano esordienti in prima squadra, ma avevano alle spalle diversa esperienza con le squadre giovanili.

Guardiola aveva infatti allenato un anno al Barcellona B. Ha ereditato poi un grande Barcellona, dopo l’addio di Rijkaard, nel 2008. La scelta fu vincente visto che Guardiola ottenne il “triplete” subito al primo anno nel 2008-09 e vinse di nuovo la Champions nel 2010-11.

Stessa cosa per Zidane. Anzi, il curriculum del francese era ancora più importante quando, nel 2016, a stagione in corso, fu scelto come tecnico della prima squadra del Real Madrid.

Zizou aveva fatto l’assistente del direttore sportivo blancos ed è stato vice di Carlo Ancelotti nella stagione della “decima” Coppa Campioni, nel 2014. Ha allenato poi il Castilla B, la squadra riserve del Real. Un paio di anni di esperienza che gli è bastato per scrivere la storia vincendo tre Champions League di fila con il Real (2016-’17-’18).

Leonardo, Seedorf e Ferrara gli esempi più lampanti

In Italia, a provare a fare una scelta «alla Guardiola» fu proprio la Juventus nel 2009-10, con Ciro Ferrara. Anche lo stesso difensore napoletano però prima di diventare allenatore bianconero fu collaboratore tecnico con la Nazionale e coordinatore del vivaio proprio per la Juve.

Insomma, non un’esperienza diretta in panchina, ma qualche piccola esperienza c’era. E a Ferrara andò però malissimo, venendo esonerato dalla panchina della Juve dopo poche giornate. La Juve che scelse poi Zaccheroni, chiudendo al settimo posto.

Per trovare altri due casi come quelli di Pirlo bisogna guardare in casa Milan, altra società che provò la strategia del tecnico giovane come ad esempio Leonardo, predecessore di Max Allegri, e Clarence Seedorf.

Il brasiliano, ora ds del PSG, fu scelto da Adriano Galliani per la stagione 2009-2010: fino a quel momento aveva avuto solo esperienze da dirigente, sempre nel mondo rossonero, e da osservatore (si dice abbia portato lui Kakà a Milano).

Il Diavolo finì la stagione con zero titoli, agganciando però il terzo posto che valse la qualificazione alla Champions League. Leonardo lasciò il Milan quella estate e fu preso poi dall’Inter al posto di Rafa Benitez. Chiuse al secondo posto (il Milan vinse lo scudetto con Allgri) ma vinse la Coppa Italia del 2011 nella finale con il Palermo, che resta l’ultimo trofeo della bacheca interista.

Nel gennaio 2014 tocca invece a Clarence Seedorf, chiamato a sostituire l’esonerato Allegri. L’olandese firma un contratto di soli sei mesi e i risultati non saranno memorabili, anche se l’olandese era l’unico, nel post Allegri, ad aver avuto nel Milan una media da Champions. L’esordio è vincente ma poi il Milan chiude ottavo, mancando persino la qualificazione all’Europa League.

Un altro esempio, infine, può essere quello di Fabio Capello. Il tecnico friulano sostituì il grande Niels Liedholm nel 1987, che fu esonerato dopo un pesante ko ad Avellino.

In quella occasione fu chiamato il giovane Capello che stava già allenando la Primavera del Diavolo da un paio di anni ed era stato vice proprio di Liedholm. Capello finì la stagione quando poi fu scelto Sacchi al suo posto.

Dal 1987 al 1991, gli anni di Sacchi al Milan, Capello non allenò e fu dirigente del club, salvo poi tornare sulla panchina del Diavolo.

Insomma, per Andrea Pirlo certamente non sarà un esordio facile sulla panchina della Juventus. Potrà però avvalersi di una dirigenza lungimirante e una squadra vincente, per adeguarsi poco alla volta ed entrare nella storia come Zidane e Guardiola oppure nella lista di chi ha fallito, che è davvero molto lunga.

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