Kyllne: "Da Atripalda ai concerti con Coez e Clementino"
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Kyllne: “Da Atripalda ai concerti con Coez e Clementino”

9′ di letturaDalla piccola cittadina di Atripalda al successo internazionale. Andrea D’Argenio, in arte Kyllne, è un dj atripaldese di fama internazionale. “Ho ricevuto tanto supporto dalla mia città e questo mi ha permesso di suonare con artisti di spessore nazionale e internazionale come Clementino, Ensi, Coez, Frah Quintale. Ho avuto anche l’onore di essere invitato da celebri radio e network come Radio Rock, Bass Island e The Wave Electro TV”, esordisce soddisfatto Andrea. Incredibile come un ragazzo così giovane sia approdato tanto in alto. Volete sapere com’é arrivato fin qui? Siete curiosi, lo so. Bene, ripercorriamo insieme quello che […]

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Dalla piccola cittadina di Atripalda al successo internazionale. Andrea D’Argenio, in arte Kyllne, è un dj atripaldese di fama internazionale.

“Ho ricevuto tanto supporto dalla mia città e questo mi ha permesso di suonare con artisti di spessore nazionale e internazionale come Clementino, Ensi, Coez, Frah Quintale. Ho avuto anche l’onore di essere invitato da celebri radio e network come Radio Rock, Bass Island e The Wave Electro TV”, esordisce soddisfatto Andrea.

Incredibile come un ragazzo così giovane sia approdato tanto in alto. Volete sapere com’é arrivato fin qui? Siete curiosi, lo so. Bene, ripercorriamo insieme quello che è stato il percorso di Andrea fino ad ora.

Ho iniziato così

“Mi presento, sono Andrea e ho ventitré anni. Ho una laurea in musica elettronica e sono un DJ, produttore, label manager e sound engineer. Vivo da un anno la maggior parte delle mie giornate in uno studio di registrazione sotto terra. Mangio male, dormo poco e mi diverto a fare suoni strani col computer.

Sul palco sono quello che suona dubstep col nome impronunciabile. E i miei DJ Set sono solo un modo per adescare i rivoluzionari nascosti e gli amanti dell’hardcore che si aggirano tra la gente comune. Colleziono musica digitale in maniera compulsiva da quando i cellulari avevano la porta infrarossi e io suonavo ancora il pianoforte. Per questo ho bisogno di rimanere sempre aggiornatissimo su ciò che succede nel panorama dell’elettronica”.

Un lavoro iniziato quasi per gioco e continuato per passione. Il talento del giovane Andrea non passa inosservato.

“Ho cominciato a fare il DJ molto giovane, avevo 12 anni. Impazzivo per la trance di Tiësto ed Armin Van Buuren. Quest’ultimo mi ricordava le orchestrazioni della musica classica che avevo studiato. L’intensità di quelle tracce mi faceva pensare, forse egoisticamente, che tutti dovessero goderne. Custodivo già centinaia di tracce e le scambiavo coi pochi conoscenti che seguivano il genere. Già, era così eccitante l’idea di possedere del materiale sonoro raro per noi, lontano territorialmente e culturalmente anche a causa della limitata disponibilità della rete internet.

All’epoca si creavano situazioni improvvisate in posti inadatti e dannati, tipo magazzini, campi di calcetto e case libere nel weekend. Ci si arrangiava con pochi mezzi, quello che si riusciva a recuperare per fare più casino possibile, spostandosi a piedi con l’attrezzatura in spalla per raggiungere il luogo designato.

Non molto tempo dopo – continua – un mio amico si appassionò al genere rap. Voleva scrivere un testo, provare a creare qualcosa di personale e così io feci lo stesso con la musica. Gli produssi una strumentale. Così, ci ritrovammo a registrare allo studio di Gamino, Carmine dei Jambassa, e nonostante il risultato altamente discutibile dei nostri sforzi creativi. Capii che la cosa della produzione mi interessava. E oggi sono arrivato fin qui.


Tra le collaborazioni che ho avuto il piacere di fare in questi anni, quella sicuramente più riuscita è l’avventura con il mio side project Revàsh, insieme ai rapper Peste Mc e Nuno. Ho realizzato e fatto parte di vari progetti come DEATH2VHS, una serie di performance audio-video basata su spezzoni di film, cartoni animati e videogiochi del 2000 conditi da bass music, dialoghi e colonne sonore. Poi c’è Electronique Guerrilla Orchestre, un’orchestra di laptop che realizza concerti di musica elettroacustica dirette dal Maestro G.Grassia e anche Flessibilità Lineari Ensemble, un’orchestra di 40 strumenti classici con implementazione di mezzi elettroacustici diretta dal Maestro C.Gabriele. E infine, Fat Groove. La battle di freestyle rap avellinese, ormai alla settima edizione, che si è appena conclusa al Tilt di Avellino con l’inaspettato arrivo sul palco di Clementino”.

La musica come arma

Tuttavia, non è stato tutto rose e fiori, come molti di voi potrebbero banalmente pensare. In particolare, l’inizio del l’adolescenza porta l’atripaldese a fare i conti con l’esclusione, la solitudine. Unico conforto, la musica. “Ho iniziato a suonare il pianoforte a sei anni. Suonare mi faceva sentire libero. Libero dalla mia epilessia. Problema che mi ha accompagnato fino ai 12 anni. Questo mi permetteva di uscire poco, e quindi ho vissuto molta solitudine. La musica è stata la mia prima amica. Con lei mi sono sfogato, emozionato. Mi ha portato in luoghi sconosciuti. Posti che magari non avrei mai visitato. E mi ha fatto conoscere persone che sicuramente non avrei mai conosciuto. Ero un po’ più che un bambino e suonavo per gente più grande di me. Ho usato la musica come arma per esprimere il dissenso verso gli schemi imposti nella nostra città e l’ho usata come ali per fuggire dalla realtà”, dice.

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Dunque, un rapporto a 360 gradi che Andrea ha maturato sempre più. “Oggi che sono un po’ più grande rispetto a quando ho iniziato, la musica, il fare la musica, significa ‘ricerca’.

E’ studio, oltre che sfogo. È l’impegno della sperimentazione e la sfida della tecnica, un atteggiamento compositivo che sicuramente mi ha dato il Conservatorio. Qui ti insegnano a pensare prima di agire e conoscere per capire e reinventare. Ed è un insegnamento che devi ricevere da uno più esperto di te, un maestro che sa trasmettere e di cui pesi ogni parola. Anche conoscere le fondamenta storiche di quello che si fa è importante per comprendere il futuro, per anticipare i tempi e stare al passo con i ritmi serrati dell’arte contemporanea”.

Un’indimenticabile sera d’estate

“Subito dopo la fase trance, mi sono avvicinato a sonorità più crude come la fidget house, la complextro e la dubstep. Dovevo essere bello incazzato (si può dire?) in quel periodo, poiché per quest’ultima sono impazzito fin da subito e ho cominciato a documentarmi su tutto ciò che era uscito ed usciva giornalmente. Sebbene suonassi per alcune radio sulla rete e già facessi abbastanza serate in Campania, ad Avellino facevo pochi DJ Set in ambienti pubblici. Sarà perché non mi è mai andato giù di dover vendere biglietti per suonare, ma anche perché non ne so assolutamente nulla di techno o commerciale (standard imposti ancora oggi in città)”.

La svolta decisiva arriva una calda sera d’estate del 2013. E da qui il dj irpino non si è più fermato. “Fui ingaggiato per una serata pubblica in città da un organizzatore che decise di scommettere su di me in line up.

Era la mia occasione. Dovevo farmi valere. Miscelai i classici dei primi anni 2000 del pop, dell’alternative rock, della black music con la dubstep, la drum’n’bass, la moombahton. Successe l’impensabile. Fui travolto dall’ondata di energia di un pubblico stupito da suoni mai sentiti prima . D’un tratto la mia stranezza si trasformò in forza, una vittoria in casa, la prima, difficile da dimenticare. Mentre, come produttore le soddisfazioni sono arrivate in primis sulla rete. Ho conosciuto sul web molti amici stranieri del mio ambito e sono stato promotore italiano di due etichette di punta della bass music, Never Say Die Records e Hospital Records, e label manager di Massivex Records, etichetta Bass/Psy di Tel Aviv, Israele. Nel 2012 -dichiara- sono riuscito a piazzare due singoli su Anodic Records, etichetta danese, ed uno di loro ‘Acid Friday’ è diventato virale ricevendo il supporto di molti network Bass ed è stato usato da tantissimi utenti YouTube per i loro video. Dopodiché, nel 2014 ho pubblicato il mio primo album Bonus Life per Norule Label, uscito in copia fisica, che mi ha portato un ottimo rientro in termine di date in Campania e fuori regione.

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L’anno dopo è iniziato il lavoro con Revàsh, il gruppo sopracitato, da cui sono nati 2 EP rap/bass (E-Press 1/2) molto apprezzati dalla scena hip hop che portiamo sui palchi di club, festival, piazze e locali storici in varie regioni d’Italia. Quest’anno ho avuto il piacere di firmare la colonna sonora del documentario sul tema dell’integrazione ‘A cu’ apparteni – Earth and Skin’, presentato al festival Internazionale a Ferrara in collaborazione con Unione Europea, Fondazione Unipolis, Ateliers Varan, Libera Contro le Mafie, ed altri partners e promosso da La Repubblica.
Date future? Tra le varie di Aprile in Campania e una a Foggia. C’è anche quella del 30 Aprile al DSSZ di Baronissi (SA) insieme a DJ Slait, il dj ufficiale di Salmo e della Machete Crew. Che dire, ci sarà da divertirsi”, afferma.

Inoltre, Andrea si abbandona agli emozionanti ricordi dei suoi Dj Set. L’adrenalina e la gioia di vedere i suoi fan appagati ed eccitati dalla sua musica non ha prezzo. “Ho fatto più di 500 serate. Ma tra quelle indimenticabili ci sono: la serata alla Mostra d’Oltremare insieme ai Dope D.O.D. Poi quella all’Officina 99, lo storico centro sociale di Napoli. Un’altra insieme a Clementino al For A Will Festival davanti a 7000 persone e quella con Coez sul tetto tremolante del Teatro Carlo Gesualdo. Poi ho suonato su una spiaggia con il mare di fronte, ed è stato bellissimo. E un’altra volta ancora ho suonato per 9 ore consecutive. E’ stato estremo!
Sono fiero di me? Non ci penso, non mi capita mai. Probabilmente no. Sicuramente sono libero e sento il brivido quando sono su un grande palco, un sensazione fisica di piacere che non si può descrivere”.

Tutto questo e non solo. Tanti altri i progetti attuali e futuri. “Attualmente lavoro insieme a quei pazzi di Habitat Lab, uno studio di registrazione, un team, una famiglia. Un luogo straordinario che unisce rapper, grafici, writer e videomaker impegnati nella realizzazione e promozione di prodotti musicali, spot pubblicitari, eventi pubblici, intrattenimento sul web e abbigliamento. Io mi occupo della parte tecnica audio, ciò che riguarda le registrazioni, il missaggio e il mastering. O anche le strumentali e delle tracce musicali dei nostri clienti.

Siate voi la rivoluzione

Fin da subito abbiamo ricevuto supporto e fiducia, lavorando con tantissime giovani voci e menti avellinesi, e non solo. Tra gli ultimi prodotti usciti, il video musicale di Io sono fatto di cera de Il Cervello, di cui produrrò il prossimo album, presentato da poco ad una conferenza all‘Università degli Studi di Salerno.
Non so se e per quanto tempo rimarrò ancora in Italia poiché ho una buona occasione per trasferirmi all’estero entro fine anno. Ma comunque non ho altri piani se non quello di continuare a fare musica. Bene, no?”

Da zero a cento. Questo il percorso di Andrea ma anche il sogno di tanti ragazzi. Ed è per questo che il nostro dj si sente in dovere di fare un appello a tutti i giovani sognatori. “Sembrerà banale ma perseverare è la chiave del successo. Oggi si cerca la vittoria facile, ricorrendo a qualsiasi mezzo pur di prevalere sugli altri e mettersi in mostra. Siate rispettosi degli altri artisti e della vostra arte.

Sarà un magnifico viaggio con persone fantastiche, e un pò matte! Trattate la vostra passione da vera amica. Fate sacrifici e attendete pazientemente che il mondo vi dia ciò che desiderate mentre fate di tutto per inseguirlo. Vivete il momento, vibrate alla vostra maniera. Circondatevi di rivoluzionari e fate la vostra piccola rivoluzione: qualcuno là fuori si è già accorto che esistete. Drop the Bass”, conclude.

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