La 104 per chi cambia lavoro: cosa succede ai permessi

La 104 per chi cambia lavoro: cosa succede ai permessi? Verranno revocati o si può continuare a fruirne? Scopri tutto in questo approfondimento.

6' di lettura

La 104 per chi cambia lavoro: cosa succede ai permessi lavorativi, c’è una procedura da seguire per continuare a beneficiarne? Ne parliamo in questo articolo (scopri le ultime notizie su bonus, Rem, Rdc e assegno unico. Leggi su Telegram tutte le news su Invalidità e Legge 104. Ricevi ogni giorno sul cellulare gli ultimi aggiornamenti su bonus, lavoro e finanza personale: entra nel gruppo WhatsApp, nel gruppo Telegram e nel gruppo Facebook. Scrivi su Instagram tutte le tue domande. Guarda le video guide gratuite sui bonus sul canale Youtube. Per continuare a leggere l’articolo da telefonino tocca su «Continua a leggere» dopo l’immagine di seguito).

Il sito Invalidità e diritti ha condiviso alcuni interessanti approfondimenti sulla Legge 104 e sui permessi lavorativi. Ad esempio: con la 104 si possono fare gli straordinari? Se volete saperne di più su come richiedere i permessi lavorativi per assistere un lavoratore disabile o su come richiederli per se stessi, cliccate sui rispettivi link. Inoltre è interessante sapere cosa si rischia quando si abusa dei permessi 104.

INDICE:

La 104 per chi cambia lavoro: a chi spettano i permessi?

La 104 per chi cambia lavoro: si ha ancora diritto a fruire dei permessi se si cambia lavoro? Il beneficio è ancora valido se il caregiver cambia azienda?

Prima di rispondere a queste domande è opportuno ricordare cosa sono i permessi lavorativi per la 104.

Ogni lavoratore disabile o il familiare che lo assiste ha diritto a 3 giorni di permesso al mese, frazionabili in ore (ne abbiamo parlato in questo articolo).

Hanno diritto ai permessi lavorativi, in base a criteri, modalità e condizioni diverse:

  • la madre lavoratrice, o – in alternativa – il padre lavoratore (anche se adottivi o affidatari), di un figlio con disabilità grave entro i primi 3 anni di vita del bambino;
  • la madre lavoratrice, o – in alternativa – il padre lavoratore (anche se adottivi o affidatari), dopo il compimento del terzo anno di vita del bambino disabile e poi a seguire nella maggiore età;
  • i lavoratori disabili in possesso del certificato di handicap grave.
  • i parenti o gli affini entro il secondo grado che assistono la persona disabile non ricoverata in istituto (a determinate condizioni è possibile fruirne anche se il familiare è ricoverato in ospedale);
  • i parenti o gli affini di terzo grado, qualora i genitori o il coniuge della persona disabile siano deceduti, mancanti, abbiano compiuto 65 anni oppure siano affetti da patologie invalidanti.

Scopri la pagina dedicata ai benefici connessi alla Legge 104.

Quando il disabile è ricoverato a tempo pieno in ospedale, il caregiver non ha diritto ai permessi lavorativi, a meno che non avvenga:

  • l’interruzione del ricovero a tempo pieno per necessità del disabile in situazione di gravità di recarsi al di fuori della struttura che lo ospita per effettuare visite e terapie appositamente certificate;
  • il ricovero a tempo pieno di un disabile in situazione di gravità in stato vegetativo persistente e/o con prognosi infausta a breve termine;
  • il ricovero a tempo pieno di un soggetto disabile in situazione di gravità per il quale risulti documentato dai sanitari della struttura il bisogno di assistenza da parte di un genitore o di un familiare.

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La 104 per chi cambia lavoro: è possibile fruirne ancora?

Una volta spiegato in cosa consistono i permessi lavorativi e chi può fruirne, vediamo insieme se è possibile utilizzare la 104 per chi cambia lavoro.

La legge permette al lavoratore che ha cambiato lavoro di beneficiare dei permessi, in quanto la validità del beneficio dipende dalle condizioni di salute della persona assistita e del modo in cui viene svolto il ruolo del caregiver.

In poche parole: i permessi lavorativi vengono revocati qualora le condizioni di salute dell’assistito dovessero migliorare e nel caso in cui il caregiver rinuncia al beneficio per problemi di salute, personali o di lavoro.

Se oltre al cambio di lavoro, cambia anche l’orario di lavoro, con il passaggio dal tempo pieno al part-time verticale, il caregiver subirà una riduzione dei permessi lavorativi.

Quando si cambia lavoro, però, è necessario informare l’INPS e inviare un’apposita domanda anche al nuovo datore di lavoro, poiché le variazioni delle informazioni dichiarate originariamente all’istituto vanno comunicate in tempi rapidi.

Nei prossimi paragrafi vedremo insieme come presentare la nuova domanda per la 104 per chi cambia lavoro.

La 104 per chi cambia lavoro: nuova domanda per i permessi

La 104 per chi cambia lavoro. Il caregiver che cambia lavoro è obbligato a comunicare la variazione all’INPS.

La domanda va presentata in via telematica (entrando sul sito dell’istituto con le proprie credenziali Spid, CIE o CNS), accedendo alla sezione “Servizi per i cittadini” e cliccando su “Invio domande di prestazioni a sostegno del reddito” e poi su “Replica” per evitare di compilare la domanda da capo.

Si può utilizzare anche il contact center dell’INPS, telefondando al numero 803.164, oppure ci si può fare aiutare da un patronato.

La domanda, con le modifiche di impiego e, eventualmente, di contratto, va presentata entro 30 giorni. Il modulo da compilare è il Modello SR08_Hand 2, che può essere scaricato dal sito dell’INPS.

La domanda all’Inps deve contenere:

  • i dati del richiedente e la sua posizione lavorativa, compreso l’orario contrattuale (part time o full time);
  • i dati e la relazione di parentela col disabile;
  • l’indicazione riguardo all’esistenza o meno di altri familiari beneficiari di permessi o congedi per lo stesso disabile;
  • l’indicazione dell’eventuale ricovero del disabile ( i permessi, in caso di ricovero, sono fruibili solo in determinati casi);
  • la distanza tra l’abitazione del richiedente e quella del disabile;
  • l’autodichiarazione dei dati e del possesso di handicap in situazione di gravità, firmata dallo stesso disabile, o dal tutore, dal curatore o dall’amministratore di sostegno, in caso di documentato impedimento;
  • le eventuali modalità di pagamento, nei casi in cui l’indennità non sia liquidata dal datore di lavoro, ma direttamente dall’Inps.
La 104 per chi cambia lavoro
La 104 per chi cambia lavoro.

Alla domanda va allegato il certificato medico che attesta lo status di handicap grave del familiare da assistere.

Inoltre, il caregiver è tenuto a presentare una domanda per i permessi lavorativi anche al nuovo datore di lavoro.

Non esiste un modulo prestabilito da presentare al proprio datore di lavoro, cliccando su questo link, potrete scaricare un esempio di modello da presentare per la fruizione dei permessi 104.

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