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La fuga degli statali: ma non guadagnano meno (tabella)

La fuga degli statali continua, ma la ragione non sarebbero gli stipendi più bassi rispetto al privato.

di The Wam

Maggio 2023

La fuga degli statali continua, ma la ragione non sarebbero gli stipendi più bassi rispetto al privato. (scopri tutti gli annunci e le offerte di lavoro sempre aggiornati. Ricevi su WhatsApp e sul canale Telegram la rassegna stampa con le ultime novità sui concorsi e sul mondo del lavoro. Resta sempre aggiornato sulla nostra pagina Facebook e Prova il nostro tool online per la ricerca di lavoro in ogni parte d’Italia. Per continuare a leggere l’articolo da telefonino tocca su «Continua a leggere» dopo l’immagine di seguito).

INDICE

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La busta paga più leggera per chi lavora nel settore pubblico è uno degli svantaggi che tradizionalmente vengono associati agli statali e di conseguenza è anche diventato uno dei motivi più utilizzati per giustificare la scelta di tanti giovani (e non solo) di rinunciare a quel tipo di impiego, anche dopo aver vinto il concorso.

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Ebbene, non è così. Lo dimostra un dossier dell’Aran (l’Agenzia che tratta a nome del governo il rinnovo del contratto degli statali). Secondo questa ricerca, gli stipendi dei dipendenti della pubblica amministrazione sono perfettamente in linea con quelli del settore privato.

Vediamo nello specifico, ma resta una domanda, alla quale cercheremo di rispondere: per quale motivo c’è una tendenza forte a lasciare l’impiego pubblico?

Potrebbe interessarti un post sullo strumento di attivazione al lavoro, scopriamo cosa non fa reddito; vediamo anche come è possibile fare lavoro extra da dipendente pubblico e non avere problemi; e infine vediamo cosa fare subito dopo aver sostenuto un colloquio di lavoro.

La fuga degli statali: stipendi, la ricerca

Come accennato la ricerca è stata condotta dall’Aran che ha una visione complessiva e costantemente aggiornata degli stipendi erogati ai dipendenti pubblici. Del resto è deputata a trattare gli aumenti a nome del governo e a valutare le norme che regolano i rapporti di lavoro.

Il risultato di questa analisi è per certi versi sorprendente e ribalta quella che era una convinzione generale e molto accreditata.

Facciamo un esempio immediato:

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La fuga degli statali: classifica stipendi

L’Aran ha anche tracciato una classifica degli stipendi erogati a dipendenti del settore privato, per verificare le differenze con le buste paga dei lavoratori impegnati nel settore pubblico.

A guadagnare di più sono i funzionari di banca, che intascano 34.288 euro lordi l’anno.

Subito dopo ci sono gli impiegati che operano nel settore della metallurgia e della siderurgia, con 33.565 euro.

Vengono poi gli impiegati del settore chimico, con 33.396 euro.

In questi comparti gli impiegati hanno uno stipendio medio un po’ più alto rispetto a quello garantito dall’impiego pubblico.

Guadagnano meno dei dipendenti pubblici i dipendenti che sono occupati in questi settori:

Per maggiore chiarezza guarda lo schema sotto.

SETTORISTIPENDIO ANNUO LORDO
Banche e servizi finanziari34.288
Metallurgia e siderurgia33.565
Chimica33.296
Energia e servizi ambientali33.034
Alimentari, bevande e beni di largo consumo32.824
Automotive32.626
Assicurazioni32.512
Telecomunicazioni32.159
Pubblica amministrazione31.766
Trasporti e logistica31.619
Edilizia e costruzioni31.484
Media nazionale impiegati30.836
Tessile, abbigliamento, accessori30.449
Media web, editoria30.348
Servizi alla persona27.786
Hotel e ristorazione27.662
Turismo e viaggi37.515
Dati Aran

La fuga degli statali: perché?

Lo stipendio non sembra dunque una ragione così rilevante per rinunciare a un impiego pubblico (che ha altri vantaggi, come la stabilità). Per quale motivo allora sono tante le persone che non ritengono più vantaggioso e interessante avere un posto statale? Perché sono soprattutto i giovani a ritenere più attrattive le proposte che arrivano dal privato?

Sul punto hanno cercato di trovare una risposta credibile molti studi e analisi realizzati in questi ultimi mesi. Viene fuori che il settore pubblico è ritenuto poco innovativo. Questo aspetto tiene alla larga soprattutto le professioni più tecniche (quelle legate a doppio filo con l’innovazione).

Ma le ragioni potrebbero essere anche altre.

La fuga degli statali: troppi posti

Nel settore pubblico si scontano quindi anni di blocco del turn over, che ha portato a un inevitabile aumento dell’età media dei dipendenti. Negli ultimi anni (con il governo Draghi e poi con quello Meloni) la situazione è radicalmente cambiata. Gli esecutivi hanno finalmente compreso che l’organico del settore pubblico doveva essere rinnovato e rinforzato. C’è bisogno quindi di un notevole ricambio generazionale e si devono assumere centinaia di migliaia di dipendenti. Per la precisione 320.000. Un numero esorbitante.

E cosa è successo (forse per la prima volta in Italia)? Che la richiesta di dipendenti del pubblico è maggiore alla domanda.

Le pubbliche amministrazioni sono dunque entrate in diretta competizione con il settore privato per cercare i profili giusti necessari a completare e rigenerare gli organici. Risultato: la ricerca è diventata difficile, e molti candidati rinunciano.

Vediamo anche perché.

La fuga degli statali: ma non guadagnano meno
La fuga degli statali: ma non guadagnano meno

La fuga degli statali: più concorsi

La marea di concorsi indetti dalla pubblica amministrazione ha portato tanti candidati a presentare domanda per più bandi e poi scegliere quello più conveniente. E così tra un posto di lavoro a tempo indeterminato e uno a tempo determinato hanno inevitabilmente scelto il primo. Le conseguenza sono state pesanti soprattutto per il personale che deve essere reclutato per il Pnrr (il Piano nazionale di ripresa e resilienza). Si cercano anche profili di una certa rilevanza professionale, ma le direttive europee hanno consentito di offrire solo posti di lavoro con una durata determinata. Risultato: per l’assunzione di 500 esperti del Ministero dell’Economia, più del 30 per cento dei vincitori del concorso ha deciso di rinunciare. Si sta ora cercando di correre ai ripari inserendo delle norme che consentono di stabilizzare subito i funzionari assunti per l’attuazione del Piano.

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