La nostra vita dopo il covid. Ci stringeremo la mano?

Come sarà la nostra vita dopo il covid? Ovvero, come ci ha segnato quest'anno e passa di pandemia, quali piccole abitudini cambieranno per sempre? Lo spunto arriva dal New York Times che ha ascoltato molti esperti, abbiamo calato quelle risposte sulla realtà italiana. Ed ecco quello che ci aspetta tra qualche mese.

6' di lettura

Con la campagna di vaccinazione che in un modo o nell’altro dovrà decollare, è impossibile non chiederci come sarà la nostra vita dopo il covid. Ovvero: cosa lascerà quest’anno e più di pandemia nei nostri gesti e comportamenti quotidiani. Parliamo di quelli, non di trasformazioni epocali (tipo digitalizzazione estrema, modifiche sociali sostanziali), perché quelle appartengono alla sfera dei futurologi, e in genere sono ipotesi che non sempre si realizzano.

Parliamo di piccole cose, quelle che accadono a ognuno di noi tutti i giorni. La pandemia del 1918, quella dell’influenza spagnola (che causò tra 50 a 100 milioni di morti nel mondo), ha inciso su molte nostre abitudini. Due fra tante: prima nei vagoni dei treni e sui mezzi di trasporto pubblico c’era una sputacchiera, ma anche una ciotola dalla quale si beveva tutti dell’acqua. Quelle “usanze”, come altre sparirono dopo la pandemia.

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Cosa cambierà dunque nelle nostre abitudini dopo un anno di paura e contagi? Come sarà la nostra vita dopo il covid?

Lo spunto ci è stato dato dal New York Times, che ha ascoltato una serie di esperti per valutare proprio questi aspetti della nostra esistenza. Non si tratta, come detto, di modifiche epocali, ma quello che muta nel quotidiano non è quasi mai epocale, riguarda però la vita di tutti i giorni, e forse sono proprio quei cambiamenti che avvertiremo di più e subito. Tutti noi, dall’Alaska alla Sicilia.

Ci stringeremo di nuovo la mano?

Quello è il gesto più comune quando si incontrano due persone. È molto probabile che la gente tornerà a farlo, magari facendo più attenzione all’igiene personale. Qualcuno sarà più riluttante a questa forma di saluto (non parliamo dei baci sulle guance). C’è però una certezza: molti continueranno a lavarsi le mani con più frequenza anche quando il covid sarà sparito dalla circolazione.

Chi ha lavorato da casa si sentirà a suo agio a tornare in uffici magari con molti altri colleghi?

Sicuro, appena sarà chiaro che tutti quelli che ci stanno intorno si sono vaccinati.

Parteciperemo di nuovo a feste affollate senza indossare una mascherina?

Se il livello di infezione è ancora alto, il problema non si pone: non ci saranno neppure le feste. Ma appena i contagi saranno così bassi da rasentare lo zero, ci saranno di nuovo le feste. E saranno senza mascherine. Al limite, soprattutto a Carnevale, saranno in maschera. Nella nostra vista dopo il covid si tornerà dunque a fare festa (e per fortuna).

Bisognerà aspettare che il 75% della popolazione sarà vaccinata prima di tornare a viaggiare?

Sarà un ritorno graduale ai viaggi. Non scatterà un interruttore e ci dirà ora sì, ora no. Man mano che la popolazione sarà immunizzata e i contagi scenderanno si tornerà un po’ alla volta a viaggiare. Bisogna anche pensare che non tutti i Paesi del mondo avranno la stessa velocità nell’immunizzarsi.

Per quanto tempo ancora bisognerò indossare le maschere?

Con l’immunità di gregge e senza infezioni in circolazione, potrebbe non essere necessario indossare una maschera tutto il tempo. Potresti farlo in una situazione di grande affollamento, ma senza il necessario rigore di questi giorni. Alla fine non sarebbe necessario farlo affatto.

Nei Paesi dell’Estremo Oriente, dopo la diffusione della Sars, è rimasta l’abitudine di indossare le mascherine nei luoghi affollati. È un atto di civiltà, in genere la indossa chi è raffreddato o ha l’influenza, in questo modo evita di contagiare gli altri.

Come sapremo che tutti siamo al sicuro?

La cosa più evidente, ma anche quella che meglio fotografa una situazione epidemiologica, sono i numeri. Il numero migliore è zero. Ma non sarà mai zero, sarà comunque fantastico qualsiasi numero che si avvicini allo zero.

Quando si potrà tornare in sicurezza al cinema o al teatro?

Dipende dalle vaccinazioni. Se si raggiunge l’immunità di gregge si potrà sedere a cinema o in teatro in piena sicurezza, con o senza mascherina. Se a fare il vaccino è solo il 50%, beh il quadro cambia. Non sarà così sicuro e ci vorrà molto più tempo per tornare a quella che chiamiamo la normalità.

Quando potremo mangiare in sicurezza al ristorante?

Il discorso per i ristoranti è simile ma non del tutto a quello dei cinema. Per andare in sicurezza in un ristorante, dove non si è in platea o al botteghino uno accanto all’altro, basterebbe anche una percentuale del 50 per cento della popolazione vaccinata. Se tutto procede bene questa possibilità potrebbe concretizzarsi per l’inizio dell’estate, quando oltretutto in molti locali si potrà mangiare anche all’aperto.

Quando potremo sentirci di nuovo a nostro agio in una folla?

Non basterà ricevere il vaccino, per passeggiare in tranquillità in una calca di persone, sarà necessario che l’80% della popolazione si sia vaccinata. Ovvero quando sarà raggiunta l’immunità di gregge. A quel punto potremo anche tornare con serenità allo stadio per qualsiasi evento sportivo o musicale.

Quando inizieranno ad allentarsi le restrizioni?

Se la campagna di vaccinazione procederà come hanno definito sia il governo, sia il commissario straordinario per l’emergenza, entro l’estate ci potrebbe essere un significativo allentamento delle misure di restrizione, per arrivare all’inizio dell’autunno in una situazione di sostanziale normalità (o quasi).

Come sarà la prossima normalità?

Potremmo sentire il bisogno per i prossimi 12, 18 mesi di continuare a indossare la mascherina in determinate situazioni. Alcuni potrebbero farlo anche per i prossimi anni. Dipende molto dalla pandemia. Ovvero: se è stata del tutto debellata o se in qualche modo, magari sottotraccia, continua a circolare. Per dire: la Mers, che era un coronavirus anche più letale del covid, è sparita del tutto, con altri virus (influenza, raffreddore), continuiamo a convivere.

Cosa ci ha insegnato questa pandemia?

Che si può vivere anche rinunciando a fare delle continue commissioni e abbiamo apprezzato il tempo in più trascorso con i nostri figli. Questa consapevolezza potrebbe avere un peso nell’immediato futuro. In questo caso la nostra vita dopo il covid potrebbe essere migliorata…

Quale abitudine potrebbe restare?

Per molti quella di indossare la mascherina tra la folla o sui mezzi pubblici durante la stagione del raffreddore e dell’influenza. È servita per ridurre in modo drastico i contagi. Ogni anno nel mondo, ed è bene ricordarlo, muoiono 600mila persone per l’influenza stagionale.

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