Racconti

La notte che sette tigri ci hanno impedito di intervistare Joe R. Lansdale

0

Cosa avrebbe potuto impedirci di intervistare uno dei nostri scrittori preferiti, un autore profondamente Wam, prolifico, divertente,terrificante e poliedrico? Nulla, naturalmente. Eccetto sette tigri sull’autostrada. Mica una, sette. Ed è accaduto, ieri pomeriggio: un tir carico di felini del Bengala si è ribaltato sul raccordo Avellino – Salerno. Traffico bloccato e quattro ore per raggiungere Joe. R. Lansdale. Quando siamo arrivati, nella sede della Fondazione Menna, sul Lungomare di Salerno, dello scrittore americano era rimasto solo il manifesto, con un sorriso sardonico che stava lì a prenderci per il culo (l’incontro era stato organizzato per la rassegna Natale in Giallo, dall’Associazione Porto delle Nebbie).

Imbottigliati nella bolgia di auto e sotto la pioggia, ci sembrava di essere immersi in una delle sue storie, magari quelle a sfondo horror. Mancava solo che uno dei tigroni sfuggisse al controllo per iniziare una carneficina autostradale.

In contatto con noi, dal luogo dell’incontro, un amico ci ha informato con una serie di messaggi: è arrivato. Sta parlando. E’ divertente. Racconta come nascono le sue storie. E così via. Poche parole per dire niente e lasciar crescere la rabbia per non essere lì, oltre a fomentare la nostra solidarietà incazzata per i tanti che non vorrebbero più vedere animali nei circhi.

E così, immersi in un incubo di metallo, smog e acqua dal cielo, degno di Una notte del Drive in, e in attesa dell’arrivo imminente di qualche tigre infuriata, ci siamo ripetuti – tra una maledizione e l’altra – tutto quello che avremmo voluto chiedere allo scrittore texano.

Perché Lansdale è Wam? Chi lo conosce – tanti -, conosce anche la risposta: ha scritto noir, horror, fumetti, film, serie tv (che divora da spettatore ogni giorno), ama i B Movie, i supereroi, decine di arti marziali, al punto di averne inventata una tutta sua (ci ha anche aperto una palestra), la Maverick Kempo. La sua penna ha dato vita a due sgangherati, violenti, improbabili e indimenticabili detective, Hap e Leonard, ed è famoso in tutto il mondo – Italia compresa – anche per quei libri. Oltre alla sua produzione horror, e a romanzi straordinari come, La morte ci sfida, Il lato oscuro dell’anima, Freddo a Luglio, Tramonto e polvere, Lasottile linea scura, Cielo di sabbia e tanti altri.

Anche la lista dei suoi scrittori preferiti è decisamente Wam: Edgar Rice Burroughs, Jack London, Raymond Chandler, William Faulkner, John Steinbeck, Ernest Hemingway,  Ray Bradbury e soprattutto Philip José Farmer, il suo preferito.

Ma la sua passione immutabile resta la fantascienza, così come i film di Roger Corman.In un’intervista ha dichiarato: «Nei film horror, di fantascienza e fantasy potevo trovare soddisfazione per il mio bisogno di bizzarro, inusuale, weird. Anche se ormai è sempre più dura trovare del buon trash al cinema, sono tutti tributi o remake». O anche scopiazzature evidenti di tanti suoi libri. Quando li vede si chiede perché non ci sia il suo nome nei titoli di coda. Un po’ s’incazza, poi passa oltre. E’ il cinema bellezza.

Uno dei suoi luoghi mito sono sempre stati i drive in (ai quali ha dedicato la famosa trilogia). «Quando ero ragazzo erano ovunque e frequentatissimi. Si andava in auto e in auto si vedevano i film. Proiettavano le pellicole peggiori, a volte fatte apposta per i drive in. Erano anche luoghi di passione e a volte scoppiavano risse…».

Come molti wam, anche JoeR. Lansdale non può essere imprigionato in un’etichetta. Ci provarono negli anni ’80, includendolo nella lista degli scrittori “splatterpunk”, si incazzò come una iena. O meglio: una tigre. A proposito,quelle coinvolte nell’incidente sul raccordo stanno tutte bene. E non sono scappate. Per fortuna. Ma non è una consolazione.

Il Fuoco freddo dell’arte per salvare una gioventù bruciata

Previous article

Regali smart: Powerup Smartphone Controlled Paper

Next article
Login/Sign up
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: