La pandemia di covid sta finendo in Italia? Forse sì

La pandemia di covid sta finendo in Italia? Il report dimostra l'alta efficacia dei vaccini che hanno ridotto contagi, morti e ricoveri. Ma la campagna deve ora andare avanti e accelerare ancora. Restano da mettere in sicurezza ancora troppi anziani. Alcune regioni sono molto in ritardo.

4' di lettura

La pandemia di covid sta finendo in Italia? Forse. I segnali sono positivi, ci riferiamo agli effetti di questi primi cinque mesi di vaccinazione. I dati sono stati forniti dall’Istituto Superiore della Sanità nel suo abituale report settimanale.

E allora eccoli i numeri, quelli che ci spingono a dire che sì, forse la pandemia di covid sta finendo in Italia.

Dopo la prima dose di vaccino il rischio di morte è calato del 95%. Quasi azzerato.

Il rischio di ricovero è sceso del 90%. E si spiegano così gli ospedali meno in affanno e le terapie intensive finalmente non sature.

La possibilità di contrarre l’infezione, sempre dopo una sola dose, si è ridotta dell’80%. E questo dato fa comprendere perché i casi giornalieri siano calati nonostante le aperture decise ormai più di due settimane fa.

La pandemia di covid sta finendo in Italia?

Dunque, la pandemia di covid sta finendo in Italia?

Cinque mesi dopo l’iniezione del primo vaccino possiamo essere almeno più sicuri che la strada imboccata sia quella giusta.

Vaccinazioni, a giugno supermercati e commercianti

Ma non solo: che al momento le varianti non influiscono sull’efficacia dei vaccini.

E che forse potremo avere una estate se non normale, molto più simile a quelle pre pandemiche. Ma questa volta in sicurezza.

26 milioni di dosi iniettate

Sono quasi 26 milioni (tra prima e seconda) le dosi iniettate nel nostro Paese. Numeri sufficienti per una analisi credibile sui risultati.

Lo studio è stato effettuato dall’Iss in collaborazione con il ministero della Salute, i referenti regionali della sorveglianza integrata Covid e l’anagrafe nazionale dei vaccini.

Quello che è subito evidente è l’efficacia dei vaccini già dopo la prima dose: l’80% è un dato altissimo, che ha spinto gli esperti a prolungare il tempo tra la prima iniezione e il richiamo con l’obiettivo di mettere in sicurezza il numero di italiani più alto possibile.

«Si confermano l’efficacia delle vaccinazioni e della campagna vaccinale – ha dichiarato il presidente dell’istituto superiore di Sanità, Silvio Brusaferro – e la necessità di raggiungere presto le coperture in tutta la popolazione per uscire dall’emergenza grazie a questo strumento fondamentale».

L’analisi dell’Iss ha raccolto i dati dal primo giorno di campagna vaccinale (27 dicembre 2020) e fino al 3 maggio.

I quattro vaccini

Sotto esame 13,7 milioni di persone vaccinate. E con tutti e quattro i vaccini, che come sapete sono stati immessi sul mercato in tempi diversi:

Pfizer: 27 dicembre

Moderna: 14 gennaio

AstraZeneca: 1 febbraio

Johnson e Johnson: 22 aprile

Nel report non è stata specificata l’efficacia dei singoli vaccini: sono stati somministrati con tempistiche diverse e non per tutti sono già state effettuate le due dosi.

È un dato complessivo. Un dato rassicurante.

Il confronto con Israele e Gran Bretagna

Lo studio italiano è stato confrontato con quelli analoghi realizzati in altri Paese con alte percentuali di persone vaccinate, in particolare Gran Bretagna e Israele. Anche lì, dopo la terza settimana, il vaccino Pfizer ha dimostrato di essere efficace pure come prevenzione al covid.

In Italia è stato verificato come i rischi diminuiscano con il passare dei giorni dalla prima dose, fino ad arrivare a quell’80% dopo due settimane.

Un dato che coincide per tutte le categorie valutate. Sia professionali (con diversi gradi di esposizione al rischio), sia anagrafiche.

Ancora troppi anziani senza protezione

Resta però una macchia sulla campagna di vaccinazione in Italia. Una macchia che ancora non può farci rispondere con sicurezza alla domanda se la pandemia da covid sta finendo in Italia. Riguarda i gli over 70.

O meglio: i ritardi che si stanno accumulando per la messa in sicurezza dei cittadini che hanno più di 70 anni

Sono ancora due milioni le persome che rientrano in questa fascia di età a non aver ancora ricevuto una dose di vaccino.

Come abbiamo purtroppo compreso in questa pandemia, sono anche le più a rischio. Quelle con una incidenza più alta di morte in caso di infezione.

Tra gli over 80 la percentuale dei non vaccinati è dell’11,49%.

Nelle isole il dato peggiore

La Sardegna è la regione dove gli ultra 80enni si sono vaccinati di meno (il 30% non ha ricevuto neppure una dose).

La Sicilia detiene il record dei 70enni non vaccinati: il 42,5%.

Numeri che preoccupano.

Tant’è vero che il generale Figliuolo, commissario per l’emergenza covid, e artefice della campagna vaccinale italiana, ha dichiarato che presto si aprirà alla vaccinazione dei 40enni, ma «il focus nazionale restano gli ultra 80enni, visto che ne mancano ancora troppi all’appello».

Per tornare alla domanda iniziale, la pandemia di covid sta finendo in Italia?

Siamo sulla buona strada. Ma resta ancora molto da fare. Aumentare la percentuale delle persone vaccinate e risolvere la questione anziani che, chissà per quale motivo, in alcune regioni sono ancora lontani da una protezione adeguata.

Gruppo WhatsApp offerte di lavoro, bonus, concorsi e news

Ricevi ogni giorno gratis i migliori articoli su offerte di lavoro, bandi, bonus, agevolazioni e attualità. Scegli il gruppo che ti interessa:

  1. Telegram - Gruppo esclusivo

  2. WhatsApp - Gruppo base

Seguici anche su Google | Facebook | Instagram



Come funzionano i gruppi?
  1. Due volte al giorno (dopo pranzo e dopo cena) ricevi i link con le news più importanti

  2. Niente spam o pubblicità

  3. Puoi uscire in qualsiasi momento: la procedura verrà inviata ogni giorno sul gruppo

  4. Non è possibile inviare messaggi sul gruppo o agli amministratori

  5. Il tuo numero di cellulare sarà utilizzato solo per inviarti notizie