Latina, la minaccia degli ultrà: tifosi irpini conigli, a presto



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Gli ultrà del Latina minacciano i tifosi biancoverdi, “L’ultima di campionato della partita non ce ne fregherà un cazzo,la nostra partita sarà fuori dallo stadio. Avellinese coniglio infame”. Firmato: Leone Alato. Littoria Ultras.

Si chiude così un post ai limiti del demenziale. E per capirci anche meglio, i tifosi del Latina sono quelli coinvolti per gli scontri di Fiumicino con un gruppo di ultrà avellinesi. E per essere ancora più espliciti: gli stessi che sono stati segnalati dalla Digos. Quel post su Facebook è da teatro dell’assurdo, va molto oltre la minaccia annunciata, e si impasta di malmostosa retorica ultrà, per concludere con una “promessa”: la prossima partita con l’Avellino sarà guerriglia.

La minaccia degli ultrà: ci vediamo fuori dallo stadio

Nel loro improbabile concetto d’onore lanciano un guanto di sfida ai tifosi biancoverdi. Una cosa del tipo “ti aspetto fuori dallo stadio”. Roba da ragazzini di terza media che si sentono uomini perché fanno a pugni gratis per difendere (ma da cosa?), l’onore della loro squadra di calcio.

La minaccia Facebook degli ultrà del Latina inizia con una premessa: “Alcune tematiche non andrebbero mai trattate sui social”, ma dopo “aver subito una gogna mediatica, colpiti da numerosissime denunce, rompiamo il silenzio sui fatti di Fiumicino”. Perbacco, hanno infranto la prima legge del Fight Club, quella di non parlare mai del Fight Club.

In 15 contro 15, poi arrivano in 50

Ma cosa sarà accaduto di così grave? Ce lo diranno dopo. Prima una postilla, anche per mettere in evidenza la loro diversità rispetto al mondo, la loro unicità in quanto tifosi, la loro delusione incazzata per il tradimento da parte dei supporter biancoverdi delle “sette tavole del perfetto ultrà”.

“Che un giornalista, un tutore dell’ordine, un semplice cittadino che non vive il nostro mondo punti il dito contro certe azioni è comprensibilissimo abbiamo scelto di fare questa vita consci dei pro e contro,ma una tifoseria che prima cerca lo scontro in superiorità numerica, senza neanche avere il coraggio di fare il primo passo, proponendo dei finti 15 vs 15 facendosi trovare in 50 fuori già pronti spalleggiati dai padroni di casa in quel di Olbia si dichiari “Parte offesa” dopo aver ricevuta una risposta per le rime al ritorno non può passare inosservato”.

E certo, non può passare inosservato. Giornalisti, poliziotti e tutti i cittadini “non possono capire” (ma cosa?). “Abbiamo fatto una scelta di vita”, che poi sarebbe quella di bardarsi con i colori sociali e fare risse con i tifosi di squadre avversarie. Non sembra una scelta di vita. Sembra altro… Certo poi, avevamo proposto un salutare quindici contro quindici, e quelli arrivano in cinquanta.

Così vediamo chi è scappato

Poi un sussulto d’orgoglio ultrà: “Non stiamo qui a dire chi ha dato o chi ha preso, a giochi fatti ben vengano i video che testimoniano chi scappa e chi avanza,l’assurdità sta nel fatto che a pagare l’affronto subito in Sardegna siamo stati solo noi”.

Quindi, chi è che scappa? “Che tutta Italia sappia quanto fate schifo, che tutta Italia sappia che pur di non prendere diffide avete preferito scappare, passare da conigli e cosa più vile dichiarare di essere stati aggrediti. La diffida passa, l’infamia resta e si paga”. Ah, ecco. I tifosi dell’Avellino, che erano in cinquanta (ammissione degli ultrà del Latina), evitano lo scontro, e quindi sono degli infami e conigli.

Un sola riposta: una grassa risata

E infine la minaccia degli ultrà del Latina: ci vediamo all’ultima di campionato.

Dunque, noi rispettiamo i tifosi. Anche gli ultrà, chiaro. Ognuno ha la sua filosofia di vita. Ma le minacce, l’onore ferito, ci vediamo fuori, quindici contro quindici, il poderoso insulto “conigli”, davvero siamo al limite del trattamento sanitario obbligatorio. Ci auguriamo solo una cosa, che i tifosi dell’Avellino, dopo aver letto il concentrato di stupidaggini postato dagli ultrà del Latina, si facciano una lunga, grassa e sonora risata. E che quella stessa risata la ripropongano il giorno di quella partita in faccia ai bellicosi laziali che proporranno un quindici per quindici per “lavare l’onore ferito”.

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