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Cosa hanno in comune le aride distese brulle dell’Africa e la fredda acqua di nevera dell’Irpinia? Il sorriso e il cuore della stessa persona. Laura Rocco, la Locandiera di Canale, presidente dell’associazione Canalarte, è da sempre impegnata per progetti umanitari in Africa e precisamente in Eritrea. L’ascoltiamo proprio in vista della sua partenza per la Terra degli Elefanti.

Laura Rocco con dei bambini

Laura quando tornerai in Africa e cosa ti spinge a questo viaggio?

“La data del mio ritorno in Africa è imminente, i primi di marzo. Sono felicissima, chi va in Africa può comprendere l’emozione forte che mi accompagna ogni qualvolta che faccio i preparativi. Si sa, quel continente è sopratutto un luogo dell’anima e del cuore, dove ci si confronta e ci si mette in discussione sempre. Volutamente non ho scelto di partecipare con l’associazione, sono solo una volontaria a disposizione delle suore e dei padri missionari di San Vincenzo De Paoli. Progetti ce ne sono tanti”.

Per esempio?

“Con l’aiuto e la generosità di chi mi circonda, si possono sostenere delle piccola ma valide iniziative, come donare il cibo ai bambini dell’orfanatrofio di Hebo, comprare animali, penso a mucche e capre, da regalare alle famiglie numerose. Insegniamo in oltre attività che possono essere utili e generare aggregazione: come il ricamo alle donna. Ma il progetto a cui tengo di più è sicuramente l’adozione a distanza. Tra amici, parenti, conoscenti e persone che credono in me, c’è stata una grande gara di solidarietà nell’adottare bambini, donando un euro al giorno. Piccoli gesti di cuore che permettono di restituire una vita dignitosa a ogni piccolo”.

I bimbi dell’Eritrea

Ecco, qual è il tesoro più bello che ti donano queste attività?

“Uno dei momenti più magic, è incontrare direttamente i bambini. Ne conosco le vite, gli occhi, le condizioni. Oggi l’accoglienza in Italia è fallita, salvo alcune cooperative e associazioni serie. Aiutare questi bambini, a crescere con dignità nel loro Paese, è fondamentale. E si evitano scenari purtroppo noti: questi ragazzi, loro malgrado, spesso passano dall’essere schiavi della povertà nel loro Paese a schiavi di affaristi senza scrupoli nel nostro”. (Leggi anche come Antonio Melchionno salva bambini con i suoi viaggi in moto in giro per il mondo)

Oggi è molto diffuso un clima ostile, non solo nei confronti dei migranti ma di chi è diverso in genere. E, spesso, la politica alimenta questo clima divisivo. Che insegnamento ti ha dato, in merito, la tua esperienza?

“Credo che dovremmo fermarci a guardare questi ragazzi negli occhi, capiremmo tanto di più rispetto quello che ci viene raccontato. L’integrazione non è solo sostentamento, è anche un sorriso, un abbraccio, un “eccomi ci sono” per farli sentire meno soli, ma su questo argomento ci sarebbe ben altro da dire”.

Laura Rocco: aiutare bambini in Africa
Laura Rocco organizza la festa del 22 febbraio per raccogliere fondi

Quest’anno organizzerai una festa il 22 febbraio a Canale di Serino (inizio previsto alle 20). Cosa dobbiamo aspettarci?

“Manterrò la tradizione, come ogni anno prima di partire per l’Eritrea. Organizzo la festa per raccogliere fondi per i bambini dei villaggi di Hebo e Maella. Partecipano tanti amici artisti gratuitamente perché credono nella mia stessa causa. Alla serata ci sarà la formazione “Non Cambiate Canale” con Carmine Losco, Luca Preziosi e Ottavio Giordano, il cabarettista e attore Eugenio Corsi, il gruppo musicale The Corten, i Rosamarina Paisa’ con i loro canti della tradizione. Oltre a un buon buffet, entrata e offerta libere”. (A proposito di Ottavio Giordano, leggi l’intervista che gli abbiamo fatto su The Wam)

C’è un legame fra la tua attività di valorizzazione territoriale e quello che fai per l’Africa?

“No, nessuna correlazione, se non che L’Africa è una grande passione come lo è Canalarte o il mio ristorante, tutte col fatte col cuore, ma certamente con intensità diversa. Sono convinta che, un giorno, Dio non ci chiederà se siamo stati credenti, ma se siamo stati credibili. Ecco: spero di essere stata credibile in tutto quello che faccio perché so che, nel bene o nel male, ho agito col cuore”.

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