Lavoratori fragili, prorogate le tutele al 31 dicembre 2021

Per i lavoratori fragili sono state prorogate le tutele al 31 dicembre 2021 a causa della pandemia: in particolare smart working ed equiparazione assenza/ricovero. Le tutele erano scadute il 2 ottobre. Chi ne ha diritto e quali sono i requisiti. Le patologie che comportano il riconoscimento del diritto al lavoro agile.

4' di lettura

Per i lavoratori fragili sono state prorogate le tutele fino al 31 dicembre. Tutele, lo ricordiamo, che sono state previste per la pandemia da covid e che avrebbero dovuto terminare il 2 ottobre. Una di queste riguarda lo smart working.

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Lavoratori fragili: smart working e assenze

Prorogata anche l’altra tutela, quella che equipara il periodo di assenza al servizio con il ricovero ospedaliero. Questa garanzia era invece scaduta il 30 giugno scorso.

Era scaduta il 30 giugno anche quella per lo smart working, poi prorogata al 2 ottobre e oggi prolungata ulteriormente fino al 31 dicembre.

Due decisioni che erano particolarmente attese, anche perché riguardano lavoratori che potrebbero avere conseguenze molto serie nel caso fossero contagiati dal coronavirus.

Ma vediamo nel dettaglio, quali sono le norme e a chi sono riservate queste tutele.

Le proroghe sono state stabilite nell’articolo 2-ter del decreto legge numero 111 del 2021, che è stato convertito nella legge numero 133/2021 (il decreto Green Pass).

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Lavoratori fragili: per quali c’è la proroga

Ma a quali lavoratori fragili sono riconosciute queste tutele?

Nella norma si fa riferimento:

  • ai lavoratori che sono in possesso di una disabilità grave (ai sensi della legge 104);
  • e ai lavoratori che possono attestare di correre un rischio per immunodepressione a causa di patologie oncologiche o perché sottoposti a terapie salvavita.

Lavoratori fragili: le patologie

Queste sono le patologie per le quali è possibile (nel rispetto di determinati requisiti) avere diritto alle tutele sul posto di lavoro (riferite sempre alla pandemia da covid):

  • malattie croniche a carico dell’apparato respiratorio (incluse asma grave, displasia broncopolmonare, fibrosi cistica e broncopatia cronico ostruttiva-BPCO);
  • malattie dell’apparato cardio-circolatorio, comprese cardiopatia ipertensiva e cardiopatie congenite e acquisite;
  • diabete mellito e altre malattie metaboliche;
  • insufficienza renale/surrenale cronica;
  • malattie degli organi emopoietici ed emoglobinopatie;
  • malattie oncologiche;
  • malattie congenite o acquisite che comportino carente produzione di anticorpi;
  • immunosoppressione indotta da farmaci o da HIV;
  • malattie infiammatorie croniche;
  • sindromi da malassorbimento intestinale;
  • patologie associate ad un aumentato rischio di aspirazione delle secrezioni respiratorie (es. malattie neuromuscolari);
  • epatopatie croniche;
  • patologie per le quali sono programmati importanti interventi chirurgici.

Nel secondo caso (persone che possono correre un rischio grave) la certificazione deve essere rilasciata, se non c’è un verbale di riconoscimento della condizione di handicap, dagli organi medico legali dell’azienda sanitaria locale che è competente sul territorio.

Lavoratori fragili: cosa prevede la norma

Per questi lavoratori le disposizioni che sono state decise per arginare gli effetti della pandemia di covid, prevedono due tutele in particolare:

  • il lavoro agile, per questi lavoratori è previsto lo smart working anche se devono essere impiegati in mansioni diverse da quelle svolte di solito, purché siano comunque definite nella stessa categoria o area di inquadramento; ma anche con lo svolgimento di attività di formazione professionale, anche da remoto;
  • ricovero ospedaliero, dopo la presentazione di una certificazione che attesti la condizione di fragilità, il periodo di assenza dal lavoro sarà equiparato al ricovero ospedaliero. Naturalmente questa equiparazione è possibile solo se il lavoratore non può svolgere la sua attività in smart working (anche cambiando il tipo di mansione).

Lavoratori fragili: non rischiano il lavoro

L’equiparazione tra l’assenza causata da situazioni legate alla pandemia e il ricovero ospedaliero comporta anche queste ulteriori tutele:

le assenze (che vengono ritenute al pari del ricovero ospedaliero) non rientrano nel calcolo del periodo massimo durante il quale il lavoratore non ha più diritto a conservare il posto di lavoro;

questi periodi di assenza non causano la sospensione dell’indennità di accompagnamento, nel caso l’assistito ne avesse diritto.

Lavoratori fragili: sorveglianza sanitaria

È stata prorogata al 31 dicembre anche la sorveglianza sanitaria per i lavoratori che sono più esposti al rischio contagio.

Rientrano in questa categoria:

  • lavoratori che hanno un’età avanzata;
  • che hanno situazioni di salute precaria per gli esiti di patologie oncologiche;
  • che sono sottoposti a terapie salvavita;
  • che hanno delle patologie che se associate al covid possono aumentare il rischio.

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