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Carenza personale: lavori più richiesti e snobbati d’Italia

È allarme nella ricerca di operai specializzati in Italia. Scarseggiano i profili tecnici ed è crisi in diversi settori. Di seguito mostriamo i lavori più richiesti con meno competizione.

di Valerio Pisaniello

Febbraio 2023

Le giovani generazioni non sono più attratte dai cosiddetti lavori manuali. Ed è crisi in diversi settori. Nonostante le numerose agevolazioni e i fondi PNRR si fa fatica a trovare operai specializzati. In edilizia soprattutto. Di seguito mostriamo la classifica dei lavori più richiesti con meno competizione. (scopri le ultime notizie su bonus, Rem, Rdc e assegno unicoLeggi su Telegram tutte le news su Invalidità e Legge 104. Ricevi ogni giorno sul cellulare gli ultimi aggiornamenti su bonus, lavoro e finanza personale: entra nel gruppo WhatsApp, nel gruppo Telegram e nel gruppo Facebook. Scrivi su Instagram tutte le tue domande. Guarda le video guide gratuite sui bonus sul canale Youtube. Per continuare a leggere l’articolo da telefonino tocca su «Continua a leggere» dopo l’immagine di seguito).

INDICE

Lavori più richiesti con meno competizione: la classifica 

Sono diversi i settori in cui c’è più domanda: dalla digital transformation all’informatica, passando per data protection, machine learning, ristorazine ed edilizia.

I lavori più richiesti per profili ad alta qualifica

I lavori più richiesti per profili a media qualifica

I 10 Lavori Più Richiesti Tra Operai Specializzati E Conduttori Di Impianti E Macchine

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Quale sarà il lavoro del futuro?

Vediamo nel dettaglio le professioni del futuro più ambite e redditizie sul mercato del lavoro nei prossimi cinque anni.

  1. Salesforce Consultant 
  2. Manager della Transizione Digitale 
  3. Machine Learning Specialist
  4. Project Manager
  5. E-commerce Manager
  6. SEO Specialist
  7. Big Data Scientist
  8. Cloud Architect
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Lavori più richiesti con meno competizione: mancano gli operai edili 

Lavori più richiesti con meno competizione? I lavoratori specializzati sono quasi tutti over 50 e i giovani non sono attratti da queste mansioni. La filiera resiste a caro prezzi ed energia.

Tuttavia, continua il boom di richieste di personale qualificato per il settore dell’edilizia anche per il 2023, in cui si prevede un aumento del 25% delle opere pubbliche con l’avvio dei cantieri finanziati dal PNRR. Muratori specializzati e qualificati, manovali, carpentieri, cappottisti, idraulici, pavimentisti, assistenti cantieri sono tra le mansioni più ricercate nel settore, ma allo stesso tempo sempre più difficili da trovare.

L’Agenzia per il lavoro Orienta ha stimato, al momento, una ricerca di oltre 150 di queste figure. Il comparto è di fronte un preoccupante cortocircuito: da un lato le figure specializzate sono tutte collocate e spesso hanno un’età intorno ai 50 anni, dall’altro per molti giovani questo tipo di professione non è attrattiva e per coloro che sono disponibili si evidenzia una scarsa qualificazione e specializzazione.

Si conferma, tuttavia, una disponibilità verso questi lavori da parte di cittadini immigrati che in parte sopperiscono a tale carenza, ma allo stesso tempo manca una formazione e qualificazione adeguata. La crisi dell’edilizia negli anni precedenti (che ha fatto perdere molte professionalità) e la ripresa di questi due anni, grazie anche a misure come il Superbonus, sono all’origine della carenza di personale qualificato.

Negli ultimi dieci anni, infatti, il settore ha subito una forte crisi nell’edilizia civile, residenziale e abitativa oltre allo stallo delle gare d’appalto pubblico che hanno generato un impoverimento del bacino di imprese e di conseguenza di professionalità specializzata disponibile, migrata in questi anni in altri ambiti produttivi.

In questi ultimi due anni, per contro, la ripresa a seguito di misure governative di forte sostegno ha prodotto una imponente e repentina richiesta di profili di settore, ma a fronte di una scarsa disponibilità sul mercato. Oltre alle figure già elencate, inoltre, mancano sempre di più: 

Di seguito un nostro approfondimento sulle figure professionali in Italia.

Lavori più richiesti con meno competizione: cosa cercano i giovani 

Lavori più richiesti con meno competizione? In modo particolare, il settore che vedrà aumentare maggiormente le offerte di lavoro sarà quello medico-sanitario dove si stima un’offerta di 11-13mila laureati all’anno e nei vari ambiti Steam, nell’indirizzo scientifico-matematico-fisico. Lo conferma anche Jacopo Piana, fondatore e direttore della startup innovativa Quick alghoritm: “Fatichiamo a trovare giovani con competenze in data science, data engineering, computer scientist, ma soprattutto sviluppatori front end, che cerchiamo negli istituti tecnici”.

La carenza di richieste di lavoro da parte dei giovani, oltre alla possibile mancanza di competenze, sembra essere frenata anche da un altro deterrente:il dover accettare un lavoro in cambio di un compenso troppo basso se paragonato con la media dei paesi esteri. In Germania infatti, come riporta il Sole 24 Ore, i laureati percepiscono uno stipendio quasi doppio rispetto all’Italia, mentre in Svizzera è addirittura 2,5 volte in più. La vicina Francia invece offre stipendi superiori del 25%, mentre Oltremanica, il Regno Unito del 16%.

Lavori più richiesti con meno competizione
Lavori più richiesti con meno competizione: nella foto un gruppo di giovani che cerca lavoro

Lavori più richiesti con meno competizione: i settori più in voga in Italia 

Lavori più richiesti con meno competizione? Esistono altrettanti settori nei quali si stenta ad assumere non per la mancanza di offerte di lavoro, bensì perché non ci sono richieste. Ambiti che bisognerebbe tenere ben in considerazione quando si sceglie in quale facoltà universitaria iscriversi, così da non rischiare di impiegare diversi anni prima di trovare un lavoro stabile che rispecchi il proprio percorso di studi.

Ad esempio, il settore informatico: tra i mestieri introvabili prevale il progettista di sistemi informatici, seguito dal consulente di software, dall’analista programmatore, dal programmatore informatico e dallo sviluppatore di software.

Langue anche il settore dei progettisti, prevalentemente meccanici e navali: da quelli che si occupano di impianti industriali a quelli impegnati nel settore dei servizi (in particolare i laureati in economia bancaria, finanziaria e assicurativa).

Irreperibile anche il profilo di revisore contabile (si cercano soprattutto laureati in scienze economico-aziendali, marketing e amministrazione).

Il luogo comune che vede la laurea in ingegneria come un passo essenziale per entrare nel mondo del lavoro ha ragione da vendere: non è un caso, infatti, che i laureati in ingegneria sono i più difficili da trovare, nonostante le elevatissime opportunità di assunzione.

Di seguito un approfondimento sulle nuove regole del contratto a tempo determinato.

Lavori più richiesti con meno competizione: opportunità anche per la ristorazione 

Lavori più richiesti con meno competizione? Un enorme mancanza di forza lavoro si registra anche nel settore turistico e della ristorazione uno dei più colpiti nell’ultimo anno dalla pandemia. Secondo un report dell’Ente bilaterale nazionale per il turismo basato su dati Inps, dal 2019 al 2020 è stato registrato un calo del 26,7% del numero di occupati. In modo particolare hanno perso il lavoro soprattutto coloro che avevano contratti a tempo determinato o stagionali.

All’interno di questo scenario la Federazione italiana pubblici esercizi-Confcommercio stimava una carenza di circa 150mila lavoratori nella ristorazione alla fine di maggio, di cui 120mila professionisti a tempo indeterminato e 20mila lavoratori a tempo determinato, al momento beneficiari di strumenti di sostegno al reddito.

Lavori più richiesti con meno competizione: il “posto fisso” non appassiona più

Lavori più richiesti con meno competizione? Uno studio dell’AIDP mette sul piatto il boom di dimissioni volontarie che sta caratterizzando il modo del lavoro. I protagonisti sono i Millennials e Gen Z che scappano dalle aziende rinunciando a contratti indeterminati. I ritmi di oggi non consentono più tempo per se stessi e per i propri affetti. 

Stando alla ricerca, questa volta ad incidere non è la recessione economica ma la volontà delle giovani leve a non gradire la tipologia di mansioni presente oggi nelle aziende. 

Si opta sempre più per altri inquadramenti lavorativi, per la maggior parte da liberi professionisti o free lance – e in questo lo smart working trova ampio spazio di gradimento -, con lo scopo di avere più tempo libero per se stessi. Già, perché i ritmi di oggi nelle aziende tolgono tempo libero da dedicare agli affetti, ai propri hobby, alla propria vita.

In più gioca il fatto che la recessione economica ha collocato i cosiddetti lavori “sicuri” al Nord Italia con difficoltà di mobilità. In poche parole, chi ottiene il cosiddetto “posto fisso” lontano da casa è costretto a rimanerci per molto tempo dovendo sopportare costi onerosi di vita (affitto e spese varie). Insomma, il gioco non vale più la candela. 

È chiaro che si trasforma il mondo del lavoro, non solo dal lato aziendale, ma anche dal lato antropologico. Il dossier dell’AIDP sostiene che tale fenomeno sta guidando le aziende a ripensare il proprio metodo organizzativo soprattutto nel campo delle risorse umane.

Fonti e materiale di approfondimento

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