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Lavoro nel 2023, queste sono le previsioni

Lavoro nel 2023, previsioni non molto ottimistiche: potrebbero perdere il lavoro 63mila persone.

di The Wam

Dicembre 2022

Lavoro nel 2023, le previsioni non sono molto ottimistiche rispetto al 2022. Il prodotto interno lordo e i consumi delle famiglie sono destinati a scendere, fino a toccare una cifra vicina allo zero.

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Una prospettiva che contribuirà a far perdere il lavoro ad altre 63mila persone.

INDICE

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Non si tratta di numeri drammatici, ma l’andamento del 2022 lasciava intravedere prospettive migliori. Ovvero, una ripresa ancora in crescita dopo i disastrosi anni della pandemia.

Ma come sapete sono intervenuti altri fatto a bloccare la ripresa: la crisi energetica e l’inflazione.

Lo scenario è comunque in costante mutazione. Basterebbe infatti la fine della guerra in Ucraina e una gestione meno drammatica dei costi dell’energia per invertire la tendenza. O almeno, per disegnare a tinte più rosee l’anno che verrà rispetto all’occupazione.

Potresti essere interessato a un pezzo che spiega se si possono avere due contratti di lavoro contemporaneamente; verifichiamo anche cosa cambia per il lavoro con la legge di bilancio 2023.

Lavoro nel 2023, quanti disoccupati?

L’aumento della disoccupazione non sarà esponenziale. Ma i 63mila che dovrebbero essere registrati nel 2023 si aggiungono a una cifra molto più rilevante.

Il numero complessivo delle persone senza lavoro salirà a quota 2.118.000. Il dato totale è molto più preoccupante.

Ma dove si verificheranno le situazioni più critiche? Sicuramente nel Centro Sud, dove anche la ripresa post covid è stata più traballante. In particolare in queste province:

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Lavoro nel 2023, lo studio della Cgia

Lo studio è stato effettuato dalla Cgia sulla base dei dati forniti dall’Istat elaborati dal centro previsioni Prometeia.

Gli ultimi dati, quelli di ottobre, erano stati molto positivi, con un record storico dell’occupazione. Un risultato che però non impressiona, perché influenzato dal ritorno al lavoro dei cassintegrati e dalla stabilizzazione di molti contratti a termine.

Lavoro nel 2023, l’inversione di tendenza

Per il prossimo anno sul fronte occupazione sarà dunque un anno che si preannuncia difficile, ma non drammatico. Però, diciamolo: nonostante le “campane a crisi” suonate da mesi, i più ottimisti speravano in qualcosa di meglio. E proprio sulla scia dei risultati che sono stati registrati a ottobre.

Del resto, ma la situazione è profondamente diversa, la Gran Bretagna è in crisi profonda, ma sta comunque registrando tassi record di occupazione.

Anzi, nel Regno Unito il problema è completamente diverso: c’è il lavoro, non ci sono i lavoratori.

Nel 2023 il tasso di disoccupazione dovrebbe salire all’8,4 per cento. Lo stesso dato del 2011, ovvero l’anno che ha anticipato la crisi del debito pubblico, che è esplosa tra il 2012 e il 2013.

Lavoro nel 2023, le Regioni che andranno peggio

Come accennato sarà il Centro Sud la zona della penisola che subirà i peggiori contraccolpi da questo calo dell’occupazione.

In tre regioni l’incidenza riguarda in particolare tre regioni che da sole costituiranno il 58 per cento del numero dei nuovi disoccupati a livello nazionale:

Lavoro nel 2023, le province più colpite

E vediamo invece a livello di province quelle dove l’incidenza dei nuovi disoccupati dovrebbe farsi sentire in modo più significativo:

Lavoro nel 2023, le province dove si andrà meglio

Non sono molte le province dove si verificherà un calo delle persone che non hanno un lavoro.

Tre in particolare:

Lavoro nel 2023, settori a rischio

Non è semplice capire quali saranno i settori dove le difficoltà saranno più evidenti. Tutto lascia supporre, comunque, che la crisi potrebbe essere intensa nel settore manifatturiero, in particolare per quelle imprese che rientrano in questi requisiti:

Ecco, in queste attività imprenditoriali si potrebbe registrare un calo dei livelli occupazionali.

Al contrario, le attese che più sono attive sui mercati globali risultano meno esposte al rischio di un aumento della disoccupazione. In particolare:

Lavoro nel 2023, edilizia e trasporti

Altre difficoltà potrebbero essere riscontrate in questi settori:

Rischia in particolare il settore edile, per la questione legata al Superbonus, ovvero il provvedimento che ne aveva sancito la ripresa dopo anni di profonda crisi, ma che dal prossimo anno avrà effetti sempre più marginali.

Lavoro nel 2023, più dipendenti e meno autonomi

Se si conferma la tendenza già registrata a ottobre dall’Istat, dovrebbe continuare il trend che vede una diminuzione dei lavoratori indipendenti (compresi anche i soci delle cooperative e i collaboratori familiari, tra gli altri) rispetto ai dipendenti. Negli ultimi due anni (dal periodo pre pandemia al 2022), si è verificata questa situazione:

Questo dato è però figlio di una situazione particolare. Prima di tutto bisogna chiarire che tra i dipendenti è cresciuto soprattutto il dato riferito ai contratti a termine.

Il secondo aspetto è questo: la crisi pandemica e la successiva crisi energetica hanno avuto un impatto negativo maggiore sulle partite Iva, che sono più fragili rispetto ai lavoratori subordinati.

Nell’immagine la foto emblematica di una persona che ha perso il lavoro: seduto sulle scale

Lavoro nel 2023, le occupazioni che saranno più richieste

Ci saranno comunque occupazioni dove la richiesta potrebbe essere molto alta e dove quindi si assisterà a un aumento delle assunzioni.

Per quelle ad alta qualifica ci sono:

Per quelle invece a media qualifica ci sono queste occupazioni:

Tra gli operai specializzati le figure che avranno una maggiore richiesta sul mercato ci sono:

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