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Legge 104 a ore minimo

Scopri qual è il minimo di ore di permesso con la Legge 104 che puoi richiedere e in base a cosa vengono calcolate le ore fruibili.

di Romina Cardia

Novembre 2023

In questo approfondimento parliamo di minimo di ore di permesso con la Legge 104 (scopri le ultime notizie su Invalidità e Legge 104categorie protettediritto del lavorosussidiofferte di lavoro e concorsi attivi. Leggile gratis su WhatsAppTelegram e Facebook).

Minimo di ore di permesso con la Legge 104

Per i dipendenti privati

Molti lavoratori dipendenti hanno la necessità di frazionare i permessi retribuiti, ovvero di non usufruirne a giorni (per un totale di 3 giorni al mese), ma a ore.

In questo modo, si assicura un’assistenza quotidiana a familiare disabile grave in un orario che coincide con quello lavorativo.

Il minimo di ore di permesso con la Legge 104 che è possibile richiedere per un dipendente privato, è di 18 ore.

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L’INPS, nel passato, permetteva di frazionare i tre giorni di permesso in mezze giornate secondo la Circolare INPS del 31 ottobre 1996, n. 211.

Successivamente, ha modificato questa regola consentendo anche la suddivisione in ore, come specificato nel Messaggio 16866 del 28 giugno 2007.

La suddivisione in ore è limitata a un massimo di 18 ore per i lavoratori con un orario settimanale di 36 ore distribuite su sei giorni lavorativi.

Per gli altri casi, il calcolo del monte ore massimo varia a seconda che l’orario di lavoro sia settimanale o plurisettimanale.

Per l’orario settimanale, la formula è la seguente:

Per l’orario plurisettimanale, la formula è:

Ecco tre esempi pratici:

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Minimo di ore di permesso con la Legge 104 per i dipendenti pubblici

Anche per i dipendenti pubblici, il minimo di ore di permesso con la Legge 104 è di 18 ore.

La Circolare del Ministero per la Pubblica Amministrazione 8/2008 regola la questione, collegandosi alla precedente n. 7, più restrittiva su alcuni aspetti.

La normativa conferma i diritti del lavoratore disabile certificato con handicap grave secondo la Legge 104/1992.

Questi lavoratori hanno diritto a due ore di permesso giornaliero (ridotte a un’ora se l’orario è inferiore a 6 ore al giorno) oppure a tre giorni di permesso al mese.

Tuttavia, la limitazione di 18 ore mensili, introdotta dalla Legge 133/2008, si applica solo nel caso in cui i tre giorni vengano frazionati in ore.

Il Ministero evidenzia che la limitazione delle 18 ore è irrazionale per i lavoratori disabili, poiché possono usufruire direttamente delle due ore giornaliere senza ricorrere alla frazionatura.

Questa limitazione si applica solo se i Contratti Collettivi Nazionali di Lavoro prevedono la corrispondenza in ore dei tre giorni di permesso.

Per i lavoratori che assistono familiari con handicap grave, la stessa limitazione delle 18 ore mensili si applica solo se si frazionano i tre giorni in ore, e solo se il Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro prevede la corrispondenza in 18 ore.

In tutti gli altri casi, il Ministero afferma che non vi è alcun limite di ore. In conclusione, il lavoratore che sceglie di usufruire dei permessi di tre giorni, con un orario totale superiore a 18 ore, non è soggetto a limitazioni.

Legge 104 e cumulo dei permessi: è possibile usufruirne per sé stessi e per i familiari? Vediamo cosa dice la legge.

Minimo di ore di permesso con la Legge 104 per i dipendenti part-time

La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 4069 del 20 febbraio 2018, ha confermato il diritto di fruire dei permessi 104 di tre giorni al mese anche nel caso di lavoro part-time.

La decisione è stata presa in risposta al reclamo di una lavoratrice che, nonostante avesse ottenuto in passato il riconoscimento di tre giorni di permesso mensili, ha visto ridurre tale periodo a due giorni a causa del suo impiego part-time verticale.

La Cassazione ha sostenuto che il diritto ai permessi non può essere ridimensionato in base all’orario di lavoro ridotto e ha sottolineato il principio di non discriminazione nei confronti dei lavoratori part-time rispetto a quelli a tempo pieno.

La sentenza della Corte di Cassazione stabilisce un importante precedente giuridico nel garantire l’uguaglianza di trattamento per i lavoratori part-time, confermando la validità dei tre giorni di permesso mensili indipendentemente dalla tipologia di contratto.

Scopri come si usano i permessi con la Legge 104 a ore, a giorni, insieme ad altri familiari e per assistere più familiari disabili.

Minimo di ore di permesso con la Legge 104
Minimo di ore di permesso con la Legge 104. Nella foto: un orologio.

Minimo di ore di permesso con la Legge 104 per genitori lavoratori

L’INPS, tramite la Circolare 17 luglio 2000, n. 133, stabilisce che i genitori di figli disabili minorenni possono usufruire di giorni di permesso, massimo tre al mese, alternandosi.

Questi giorni possono essere divisi in modo flessibile tra i genitori, consentendo anche assenze simultanee dal lavoro, ad esempio, la madre per 2 giorni e il padre per 1 giorno, anche nello stesso periodo.

L’alternanza riguarda solo il totale dei giorni permessi nel mese (tre). Un genitore può usufruire dei giorni di permesso anche quando l’altro è in astensione facoltativa normale.

La Circolare INPS 11 luglio 2003, n. 128, estende questa opportunità anche per i figli disabili maggiorenni, ma non si applica ad altri parenti.

Ecco nel dettaglio quali sono le regole in merito a Legge 104 e alternanza dei genitori.

FAQ sui permessi 104

Qual è la differenza tra richiedere i permessi per intere giornate o ad ore?

Richiedere i permessi per intere giornate permette di ottenere un totale di 24 ore di permesso al mese, se si lavora 5 giorni alla settimana con un orario di 8 ore al giorno. Richiedere permessi ad ore, invece, consente di “spalmare” queste 24 ore per soddisfare esigenze specifiche. Un’opzione popolare è richiedere due ore di permesso al giorno. Anche se lavori 20 giorni al mese, avrai comunque 40 ore di permesso a disposizione, permettendoti di lavorare meno ore al mese e di sfruttare al meglio le agevolazioni previste dalla legge.

Posso chiedere i permessi se la persona disabile che assisto è ricoverata?

 L’articolo 3, comma 3 della Legge 104 spiega che, per avere diritto ai permessi retribuiti è necessario che il familiare da assistere non sia ricoverato a tempo pieno in una struttura ospedaliera pubblica o privata, che preveda un’assistenza sanitaria continuativa.

Ma cosa si intende per “tempo pieno”? L’INPS (circolare numero 155 del 2010) e il Dipartimento della Funzione Pubblica (circolare numero 13 del 2010) hanno chiarito che per “ricovero a tempo pieno” si intende quello applicato per tutte le 24 ore del giorno.

Quali sono le eccezioni per richiedere i permessi anche quando il disabile è ricoverato?

La circolare numero 32 del 2012, l’INPS ha individuato tre situazioni che permettono al lavoratore di avere diritto ai permessi, anche se il familiare disabile è ricoverato in ospedale.

Questo avviene:

Ogni singola situazione andrà esaminata avendo cura di documentare la ricorrenza.

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