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Home / Diritto » Invalidità Civile » Lavoro » Previdenza e Invalidità / Legge 104, agevolazioni familiari non conviventi: cosa fare

Legge 104, agevolazioni familiari non conviventi: cosa fare

Legge 104 e agevolazioni per familiari non conviventi: quando è possibile e cosa sapere? Ecco cosa dice la legge in merito ai permessi e al congedo straordinario.

di Carmine Roca

Maggio 2024

In questo approfondimento vi parleremo di Legge 104 e agevolazioni per familiari non conviventi: ecco cosa fare (scopri le ultime notizie su Invalidità e Legge 104, categorie protette, diritto del lavoro, sussidi, offerte di lavoro e concorsi attivi. Leggile gratis su WhatsApp, Telegram e Facebook).

Legge 104 e agevolazioni per familiari non conviventi: cosa sapere?

Quando si parla di Legge 104 e agevolazioni per familiari non conviventi è opportuno sapere che quello della convivenza con l’assistito non è un presupposto necessario ai fini della concessione dei permessi retribuiti e del congedo straordinario al lavoratore caregiver.

Lo stabilisce l’articolo 42 del decreto legislativo numero 151 del 2001. Significa che anche un familiare non convivente può richiedere e ottenere le agevolazioni lavorative con la Legge 104.

Attenzione, però, per lo stesso articolo 42 dispone che, seppure non sia prioritario il requisito della convivenza, questa deve avere luogo “entro l’anno dalla richiesta di congedo straordinario e sia conservata per l’intera durata dello stesso”.

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In caso contrario si perderà il diritto al congedo straordinario che spetta, senza convivenza, soltanto ai genitori di figli con disabilità grave.

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Legge 104 e agevolazioni per familiari non conviventi: la documentazione

Ma cosa succede quando la distanza tra il domicilio del caregiver e quello dell’assistito è distante più di 150 chilometri?

Il decreto legislativo numero 119 del 18 luglio 2011 ha stabilito che “Il lavoratore che usufruisce dei permessi Legge 104 per assistere un familiare in condizione di disabilità grave, qualora fosse residente in un comune diverso o a una distanza stradale superiore a 150 chilometri, deve attestare con titolo di viaggio o altra documentazione idonea, il raggiungimento del luogo di residenza del familiare con disabilità”.

Per idonea documentazione, la circolare INPS numero 32 del 6 marzo 2012 e la circolare del dipartimento della funzione pubblica numero 1 del 3 febbraio 2012 hanno chiarito che l’attestazione può essere:

Sarà il datore di lavoro (o l’amministrazione di competenza, per i dipendenti pubblici) a verificare se la documentazione presentata sia adeguata.

Tutte le agevolazioni con Legge 104 per caregiver non conviventi

L’elenco delle agevolazioni con Legge 104 per caregiver non conviventi di un familiare disabile grave comprende:

Cosa sono i permessi mensili retribuiti?

I lavoratori che assistono un familiare fino al 2° grado di parentela, con grave disabilità, hanno diritto a 3 giorni di permessi retribuiti al mese, che possono essere usati in modo continuativo o frazionato.

È possibile utilizzare i permessi giornalieri per assistere un familiare disabile grave, a condizione che non sia ricoverato a tempo pieno. Questi permessi sono sempre retribuiti e contribuiscono alla pensione.

Dal 13 agosto 2022, pur rimanendo il limite totale di 3 giornipiù persone possono richiedere il diritto di assistere la stessa persona con disabilità grave. In alternativa tra di loro, possono fruire di questi giorni su richiesta.

Cos’è il congedo straordinario?

Il congedo straordinario consente di assistere disabili gravi per un massimo di 2 anni, per ogni persona assistita e nell’intera vita lavorativa. Possono richiederlo:

Come detto in apertura, il congedo straordinario senza convivenza spetta solo ai genitori di figli disabili.

figli di genitori disabili, invece, possono chiedere l’agevolazione inizialmente anche senza convivenza, ma devono perfezionare il requisito, altrimenti perdono l’agevolazione.

Il congedo non si applica se il disabile è ricoverato a tempo pieno in istituti specializzati, a meno che la struttura sanitaria non richieda la presenza del familiare. Il lavoratore ha diritto a usufruire del congedo, che può essere continuativo o frazionato, entro 30 giorni dalla richiesta.

Legge 104 e agevolazioni per familiari non conviventi
Legge 104 e agevolazioni per familiari non conviventi: in foto un uomo pensieroso.

Faq sulla Legge 104

Quando è possibile cumulare i permessi di 3 giorni con la 104?

L’articolo 6 del decreto numero 119 del 2011, con il quale è stato aggiunto un periodo al comma 3 dell’articolo 33 della Legge 104, afferma che: “Il dipendente ha diritto di prestare assistenza nei confronti di più persone in situazione di handicap grave, a condizione che si tratti del coniuge o di un parente o affine entro il primo grado o entro il secondo grado qualora i genitori o il coniuge della persona con handicap in situazione di gravità abbiano compiuto i 65 anni di età oppure siano anch’essi affetti da patologie invalidanti o siano deceduti o mancanti.

Quando non è possibile cumulare i 3 giorni di permessi Legge 104?

La legge vieta il cumulo permessi 104 se anche solo uno dei due disabili sia un familiare o un affine di terzo grado. Neppure se il coniuge o il genitore del disabile non siano in condizione di prendersene cura.

Posso andare al mare se assisto un familiare disabile e ho i permessi 104?

Se stai assistendo un familiare disabile grave, ci sono delle regole da seguire quando usi i permessi 104. La legge vuole garantire che la persona disabile riceva l’assistenza di cui ha bisogno. Quindi, se vai al mare e non ti occupi del tuo familiare, potresti rischiare una denuncia o addirittura un licenziamento.

Basta un abuso con i permessi 104 per essere licenziati?

Sì, secondo una sentenza della Corte di Cassazione (la numero 17102 del 2021), basta un episodio negativo per giustificare il licenziamento. Per la legge, dunque, non serve che il lavoratore con disabilità o il caregiver reiteri il comportamento sbagliato: ne basta uno per ledere irrimediabilmente il rapporto di fiducia con il datore di lavoro.

È possibile modificare la scelta dei permessi per la Legge 104?

Sì, la scelta se siano meglio 3 giorni o 2 ore al giorno con i permessi per la Legge 104 non è vincolante e può essere modificata da un mese all’altro, anche all’interno dello stesso mese. Se desideri cambiare le ore di permesso già richieste durante il mese, dovrai convertirle in giorni e calcolare la parte residua a disposizione.

I permessi retribuiti maturano in cassa integrazione?

Soltanto quando il lavoratore è in cassa integrazione a orario ridotto. Ovvero quando il lavoratore è sospeso solo per alcune ore al giorno o in alcuni giorni della settimana. Non maturano e non si ha diritto ai permessi con Legge 104 quando si è in cassa integrazione a zero ore, ovvero quando il lavoratore è messo a riposo per tutto il mese lavorativo.

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