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Legge 104 aiuto domestico

Legge 104 e aiuto domestico: vediamo quali sono le agevolazioni fiscali che ti permettono di risparmiare sulla spesa degli addetti all’assistenza personale domestica se sei titolare di Legge 104.

Come posso risparmiare sulla spesa della badante per una persona disabile grave? Cosa prevede la Legge 104 e aiuto domestico? (scopri le ultime notizie su Invalidità e Legge 104categorie protettediritto del lavorosussidiofferte di lavoro e concorsi attivi. Leggile gratis su WhatsAppTelegram e Facebook).

Legge 104 e aiuto domestico

La Legge 104, conosciuta anche come Legge 104/1992, rappresenta un importante strumento di supporto per i disabili e le loro famiglie in Italia.

Uno dei benefici più apprezzati è la Legge 104 e aiuto domestico, che consente di accedere a sgravi fiscali significativi per le spese sostenute per colf e badanti. Tuttavia, le modalità di accesso variano in base al grado di disabilità del beneficiario.

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Agevolazioni fiscali per disabili gravi

La Legge 104/92 prevede particolari agevolazioni fiscali per i disabili gravi non autosufficienti ai sensi dell’art. 3, comma 3.

Questi vantaggi includono la Legge 104 e aiuto domestico per l’assistenza ai disabili, che consistono in detrazioni e deduzioni fiscali annualmente richiedibili in sede di dichiarazione dei redditi.

L’agevolazione può essere richiesta sia dal disabile stesso che da un familiare che lo ha fiscalmente a suo carico.

In pratica, questo aiuto permette di recuperare il 19% delle spese sostenute, entro limiti specifici.

L’agevolazione copre una vasta gamma di servizi, dalla detrazione delle spese mediche specifiche alla deduzione delle spese per servizi domestici e assistenza forniti da colf e badanti.

Ecco quanto costa una badante a ore, che tipo di contratto può essere sottoscritto dalle parti e quali sono le sue mansioni se deve occuparsi di una persona anziana o disabile solo per qualche ora al giorno o alla settimana.

Limiti e condizioni

Tuttavia, è importante tenere presente alcuni limiti. La detrazione può essere calcolata solo su spese non superiori a 2.100 euro e si applica solo se il reddito complessivo del contribuente è inferiore a 40.000 euro, includendo il reddito da affitto dei fabbricati locati con regime di cedolare secca.

Per qualificarsi come “non autosufficiente”, è necessaria una certificazione medica. La non autosufficienza include persone incapaci di assumere cibo, svolgere funzioni fisiologiche, gestire l’igiene personale, camminare o vestirsi autonomamente, nonché coloro che richiedono sorveglianza continua.

In questo articolo, esploreremo chi ha diritto all’Assegno unico e persone disabili non autosufficienti, come funziona e come sarà possibile richiederlo.

Come richiedere l’agevolazione fiscale

Dal 2020, le spese sostenute per gli addetti all’assistenza personale devono essere effettuate, per poter richiedere la detrazione, mediante sistemi di pagamento “tracciabili”.

Le spese devono risultare da idonea documentazione, che può anche consistere in una ricevuta firmata dall’addetto all’assistenza.

La documentazione deve contenere il codice fiscale e i dati anagrafici di chi effettua il pagamento e di chi presta l’assistenza, e dalla prova del pagamento tracciato.

Se la spesa è sostenuta in favore di un familiare, nella ricevuta devono essere indicati anche gli estremi anagrafici e il codice fiscale di quest’ultimo.

L’utilizzo di sistemi di pagamento “tracciabili” può essere attestato mediante l’annotazione in fattura, ricevuta fiscale o documento commerciale, da parte del percettore delle somme che effettua la prestazione di servizio.

La detrazione spetta anche se le prestazioni di assistenza sono rese da:

  • una casa di cura o di riposo: in questo caso, la documentazione deve certificare distintamente i corrispettivi riferiti all’assistenza rispetto a quelli riferibili ad altre prestazioni fornite dall’istituto ospitante;
  • una cooperativa di servizi: in questo caso, la documentazione deve specificare la natura del servizio reso;
  • un’agenzia interinale: in questo caso, la documentazione deve specificare la qualifica contrattuale del lavoratore.

Esiste davvero il Bonus caregiver 2023? Lo stato eroga un bonus a chi assiste un familiare non autosufficiente? Facciamo chiarezza in questo approfondimento.

Legge 104 e aiuto domestico. Nella foto: una donna anziana e la sua badante

Cumulabilità con altre agevolazioni

La buona notizia è che la detrazione delle spese per l’assistenza non preclude la possibilità di beneficiare di altre agevolazioni.

È possibile dedurre dal reddito imponibile i contributi previdenziali e assistenziali obbligatori versati per gli addetti ai servizi domestici e familiari, come colf, baby-sitter e assistenti per anziani.

Questi contributi sono deducibili fino a un massimo di 1.549,37 euro, per la parte a carico del datore di lavoro.

Buoni servizio per la non autosufficienza: cosa sono e a chi vengono destinati? Vediamo come funzionano regione per regione.

Bonus assistenza disabili di 1.900 euro

La Legge 104 e aiuto domestico è molto importante per le spese sostenute per colf e badanti, ma si sta lavorando anche a qualcos’altro.

Una delle innovazioni introdotte con la Legge di Bilancio 2018 è stata l’istituzione del Fondo Caregiver, che prevedeva un bonus di 1.900 euro per l’assistenza ai disabili.

Tuttavia, l’attuazione di questa misura è stata ritardata, in quanto il Testo Unico per il caregiver familiare, ancora in fase di discussione, stabilirà i requisiti e le modalità per richiedere questo assegno.

Attualmente, sembra che il bonus sia destinato a coloro che assistono familiari di età superiore agli 80 anni, ma potrebbe essere esteso anche a coloro che hanno un familiare disabile grave che richiede assistenza continua.

Poiché questa misura è ancora in fase di definizione, saranno necessari ulteriori dettagli una volta che il bonus per l’assistenza ai disabili del Fondo Caregiver sarà effettivamente disponibile e si affiancherà alle altre agevolazioni sopra menzionate. Non smettere quindi di seguirci per ulteriori aggiornamenti.

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FAQ (domande e risposte)

Cosa prevede l’assistenza domiciliare?

L’assistenza domiciliare è un servizio dedicato a coloro che necessitano di cure e supporto nel proprio ambiente domestico. Essa copre una vasta gamma di servizi volti a garantire il benessere e la qualità della vita delle persone che, per varie ragioni, non possono accedere a strutture sanitarie o assistenziali. L’assistenza domiciliare può includere la somministrazione di farmaci, la cura delle ferite, l’assistenza nelle attività quotidiane, la preparazione dei pasti e molto altro. Questi servizi sono progettati per consentire alle persone di rimanere nel comfort delle proprie case mentre ricevono l’attenzione di cui hanno bisogno.

Cosa prevede la Legge 162?

La Legge 162 è una normativa italiana che regola l’assistenza domiciliare e i servizi sociali a sostegno delle persone in situazioni di fragilità o disabilità. Questa legge stabilisce le linee guida e i diritti delle persone che necessitano di assistenza a domicilio. Tra le disposizioni più importanti della Legge 162 vi è l’obbligo per le autorità locali di fornire servizi di assistenza domiciliare a coloro che ne hanno bisogno, al fine di promuovere l’autonomia e il benessere delle persone più vulnerabili.

Quali sono i servizi prestati alle persone con disabilità a domicilio?

I servizi prestati alle persone con disabilità a domicilio possono variare in base alle specifiche esigenze di ciascun individuo. Tuttavia, in generale, questi servizi includono assistenza personale per svolgere le attività quotidiane, come il vestirsi, il mangiare e il bagno. Inoltre, possono essere previsti servizi di supporto medico, come la somministrazione di farmaci o la gestione di dispositivi medici.

Qual è la differenza tra SAD e ADI?

La differenza principale tra SAD (Servizio di Assistenza Domiciliare) e ADI (Assistenza Domiciliare Integrata) sta nel tipo di assistenza offerta e nelle condizioni dei destinatari. Il SAD è rivolto principalmente a persone anziane o disabili che necessitano di supporto nelle attività quotidiane, come il vestirsi, il mangiare e l’igiene personale. Si tratta di un servizio di assistenza domiciliare di base.

D’altra parte, l’ADI è un servizio più completo e integrato che va oltre l’assistenza personale di base. È rivolto a persone con esigenze più complesse, che possono richiedere sia assistenza medica che sociale. L’ADI coinvolge una squadra multidisciplinare di professionisti, tra cui medici, infermieri, terapisti e assistenti sociali, per fornire un supporto completo alle persone con disabilità o malattie croniche. Quindi, la differenza principale risiede nella complessità e nell’ampiezza dei servizi offerti.

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