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Legge 104 bambini soldi?

Sono previsti aiuti in soldi per i bambini con la Legge 104? Quali sono le agevolazioni per i minori disabili?

di Romina Cardia

Gennaio 2024

In questo approfondimento cerchiamo di capire se si ricevono soldi per i bambini con la Legge 104 (scopri le ultime notizie su Invalidità e Legge 104categorie protettediritto del lavorosussidiofferte di lavoro e concorsi attivi. Leggile gratis su WhatsAppTelegram e Facebook).

Si ricevono soldi per i bambini con la Legge 104?

Gli unici soldi per i bambini con la Legge 104 che si ricevono, sono quelli dell’indennità di frequenza e quelli dell’indennità di accompagnamento, per le quali però devono essere rispettati dei requisiti sanitari e, nel caso dell’indennità di frequenza, anche reddituali, come vedremo tra poco.

Si tratta però di prestazioni che non vengono erogate direttamente al minore ma alla famiglia e non sono legate prettamente alla Legge 104, ma a situazioni sanitarie particolari, che si associano anche alla gravità dell’handicap riconosciuta.

Per il resto, i benefici per i bambini con Legge 104 sono di natura non economica, e anche questi li vedremo a breve.

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Fino al compimento del 15esimo anno di età, infatti, non viene indicata la percentuale di invalidità così come viene fatto per gli adulti, e l’invalidità civile viene calcolata in base alle difficoltà che il minore con la 104 presenta nell’affrontare le attività quotidiane, come per esempio nello svolgimento dei compiti scolastici o nelle normali attività quotidiane.

Solo con il riconoscimento di una percentuale di invalidità, infatti, si ha diritto a prestazioni economiche (dal 75% di invalidità).

Vediamo a questo punto quando viene riconosciuta la Legge 104 a un bambino e quali sono le agevolazioni che spettano in attesa del compimento dei 15 anni (collocamento mirato Legge 68/1999) e dei 18 anni (prestazioni economiche a partire dal 75% di invalidità). iniziamo parlando proprio dell’indennità di frequenza.

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Soldi per bambini con la Legge 104: l’indennità di frequenza

L’indennità di frequenza, istituita con la Legge 289 del 1990, rappresenta un sostegno assistenziale destinato ai bambini con la 104 di età inferiore ai 18 anni, che incontrano difficoltà nell’esecuzione di funzioni e compiti tipici della loro fascia d’età e/o presentano una perdita uditiva superiore ai limiti stabiliti.

Questo beneficio economico è concesso solo nel caso di:

L’indennità di frequenza è erogata a:

Anche i minori che frequentano l’asilo nido possono beneficiare di questo sostegno economico.

Importo dell’indennità di frequenza nel 2024: ecco cosa è cambiato quest’anno in termini di importi e limiti di reddito.

Importo e limiti reddituali dell’indennità di frequenza

Per il 2024, l’importo dell’indennità di frequenza per il bambino con la 104 è stabilito a 333,33 euro al mese, erogati per 9 mensilità consecutive (o 12 se il bambino frequenta centri anche d’estate). Il limite di reddito per richiedere questa prestazione assistenziale è fissato a 5.725,46 euro.

Nel calcolo del reddito da considerare, sono esclusi la casa di residenza e il valore stesso dell’indennità di frequenza. Includono invece tutti i redditi considerati per l’Irpef.

L’indennità di frequenza può essere accumulata con varie forme di ricovero, ma non è concessa ai minori disabili già beneficiari dell’indennità di accompagnamento o di altre indennità a favore di ciechi parziali o sordi. In tal caso, è possibile scegliere la misura ritenuta più vantaggiosa.

Scopri come passare da indennità di frequenza ad accompagnamento.

Soldi per bambini con la Legge 104: l’indennità di accompagnamento

L’indennità di accompagnamento viene concessa quando viene riconosciuta un’invalidità totale, che si verifica quando un minore non può camminare o svolgere autonomamente le attività quotidiane.

L’indennità di accompagnamento:

Cosa cambia per l’indennità di accompagnamento nel 2024? Ecco i nuovi importi e cosa c’è da attendersi quest’anno.

Riconoscimento della Legge 104 ai bambini

Il bambino con la 104 è colui al quale è stata riconosciuta una minoranza fisica, psichica o sensoriale, causante difficoltà nell’apprendimento, nelle relazioni o nell’integrazione, creando uno svantaggio sociale o di emarginazione. Questo diritto si estende anche agli adulti beneficiari della Legge 104.

Per i bambini con la 104, la legge garantisce diritti quali cure, educazione, istruzione, integrazione scolastica e spazi riservati nei parcheggi pubblici e privati.

Nel caso di ridotta autonomia personale, l’art. 3 comma 3 della Legge 104 riconosce la gravità della condizione fisica o psichica, garantendo un intervento assistenziale permanente e continuativo.

Ecco quali sono i requisiti per richiedere la Legge 104 art 3 comma 3 per bambini, come presentare domanda e a cosa si ha diritto con il riconoscimento della disabilità grave.

Soldi per bambini con la Legge 104
Soldi per bambini con la Legge 104. Nella foto: un bambino in sedia a rotelle.

Diritti dei genitori del bambino con la Legge 104

Per quanto riguarda i genitori di un bambino con la 104, essi hanno diritto a:

Quando la situazione di minorazione è riconosciuta come handicap grave sin dalla nascita, i genitori hanno diritto al prolungamento del congedo parentale fino al terzo anno di vita del bambino.

Alternativamente, possono usufruire di permessi giornalieri o mensili, adattandoli all’orario di lavoro.

Al compimento dei tre anni del bambino, i genitori hanno diritto a tre giorni di permesso al mese, utilizzabili anche in frazioni di ore.

Inoltre, possono richiedere il congedo straordinario retribuito di 2 anni per assistere il proprio figlio, conformemente alla Legge 151/2000.

I genitori di figli disabili possono fruire, alternativamente, dei permessi e del congedo retribuiti. Ecco quali sono le regole in merito a Legge 104 e alternanza dei genitori.

Diritto della famiglia e del lavoro: semplificazioni della Legge 114

Le semplificazioni della Legge 114 riguardano i diritti del lavoro e della famiglia del bambino con la 104.

I genitori o chiunque si occupi del minore hanno il diritto di scegliere una sede di lavoro vicina al domicilio del bambino disabile e di non essere trasferiti senza il loro consenso.

Il rifiuto del trasferimento deve essere valutato in relazione alle esigenze economiche dell’azienda.

L’art. 25 comma 5 della Legge 114 stabilisce che i minori già titolari di indennità di frequenza, che hanno presentato domanda entro sei mesi prima del compimento della maggiore età, ricevano provvisoriamente le prestazioni erogabili agli invalidi maggiorenni.

A 18 anni, il ragazzo disabile deve sottoporsi a visita sanitaria per accertare la condizione di disabilità e i requisiti per l’erogazione delle prestazioni.

I minori titolari di indennità di accompagnamento possono godere delle prestazioni economiche degli invalidi maggiorenni al compimento della maggiore età, senza ulteriori accertamenti sanitari, mantenendo gli altri requisiti previsti dalla normativa.

FAQ sui soldi per bambini con la Legge 104

Cosa succede all’indennità di frequenza al compimento dei 18 anni?

Una volta maggiorenne, l’invalido perde il diritto all’indennità di frequenza, che si trasforma, a seconda della percentuale di invalidità riconosciuta, in assegno mensile di assistenza (dal 74 al 99% di invalidità) o in pensione di inabilità civile (100% di invalidità).

Quando non viene pagata l’indennità di frequenza?

L’indennità è erogata per l’intera durata della frequenza, con un limite massimo di 12 mensilità. Tuttavia, durante i periodi di ricovero prolungati e continui, o una volta terminata la frequenza presso la scuola, il centro ambulatoriale o il centro di formazione, l’erogazione dell’indennità viene sospesa.

Chi percepisce l’indennità di accompagnamento può vivere da solo?

La legge attuale non impone alcuna restrizione sulla libertà personale delle persone che ricevono l’indennità di accompagnamento. Piuttosto, viene prevista la possibilità di valutare quali persone con disabilità necessitino di un accompagnatore, senza che ciò comporti alcun obbligo nei loro spostamenti.

Posso trasferire l’accompagnamento a un mio parente?

No, l’accompagnamento non è trasferibile. Questo perché l’accompagnamento è un diritto personale, che si basa sulle specifiche necessità di assistenza della persona che lo richiede.

Posso lavorare mentre percepisco l’indennità di accompagnamento?

Sì, non esistono regole che vietano di lavorare mentre si percepisce l’indennità di accompagnamento. Tuttavia, se la persona che beneficia dell’indennità è in grado di svolgere un’attività lavorativa, potrebbe essere rivalutata la necessità di assistenza continua.

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