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Legge 104, come contestare il verbale di visita medica

Legge 104, come contestare il verbale di visita medica se si ritiene di non essere stati valutati correttamente, ecco la procedura e i tempi.

di The Wam

Gennaio 2022

Legge 104, come contestare il verbale di visita medica. E sì, ci occupiamo in questo articolo del caso, non raro, di un rifiuto del riconoscimento dello stato di portatore di handicap da parte della commissione medica. Aggiungiti al gruppo Telegram di news su Invalidità e Legge 104 ed Entra nella community di TheWam e ricevi tutte le news su Whatsapp, Telegram, Facebook, Instagram e YouTube.

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Accade spesso che la commissione non reputi grave la condizione di un disabile, magari anche in presenza di menomazioni e patologie serie.

In questo caso non tutto è perduto. Se si ritiene di avere diritto e che la decisione della commissione non sia né giusta, né adeguata, è possibile contestare il verbale della visita medica per la legge 104.

L’impugnazione deve avvenire davanti al giudice. Il magistrato nomina un consulente tecnico d’ufficio (in genere un medico esperto della patologia che deve essere esaminata). La sua funzione è quella di verificare se la valutazione della commissione sanitaria è stata corretta.

Se non si vuole ricorrere alla magistratura si può comunque chiedere la revisione (per accertare il peggioramento o il miglioramento delle condizioni di disabilità).

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Legge 104, come contestare il verbale di visita medica: handicap

Per accedere ai benefici della Legge 104 è necessario sia riconosciuta la condizione di handicap. Ovvero: lo svantaggio sociale connesso a una infermità o una menomazione.

La commissione giudica un paziente portatore di handicap quando:

Come sapete la legge 104 viene riconosciuta a chi viene ritenuto portatore di handicap in una situazione di gravità.

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Legge 104, come contestare il verbale di visita medica: invalidità

L’invalidità, rispetto all’handicap, è una riduzione della capacità lavorativa permanente o di carattere progressivo associata a una infermità (anche psichica), o a una menomazione (anche congenita).

Quando una commissione valuta l’invalidità di una persona che ha meno di 18 anni o più di 67, non deve fare riferimento alla capacità lavorativa ma a quella di svolgere i compiti e le funzioni proprie dell’età.

Per chiedere il riconoscimento della Legge 104 è necessario l’accertamento della invalidità (guarda qui la procedura).

Legge 104, come contestare il verbale di visita medica: commissione

La commissione medica che deve accertare la condizione di handicap è così composta:

Quali sono i compiti della commissione?

La valutazione dello stato psico fisico dell’interessato (e le eventuali possibilità di miglioramento). E in particolare commisurare il possibile svantaggio sociale, familiare o lavorativo causato dall’infermità o dalla menomazione.

Dopo la visita la commissione rilascia un verbale spedito al paziente. Il verbale può anche essere consultato sul portale dell’Inps (usando il servizio Consultazione domande di invalidità).

Legge 104, come contestare il verbale di visita medica: due possibilità

Arriviamo al dunque: cosa fare se nel verbale è riportato un grado di invalidità minore rispetto a quello che l’assistito si aspettava? Le opzioni sono due:

Legge 104, come contestare il verbale di visita medica: accertamento tecnico

Il cuore del ricorso al giudice è l’accertamento tecnico preventivo che precede il giudizio ed è un passaggio necessario per impugnare il verbale Legge 104.

L’accertamento interrompe anche i termini di prescrizione e decadenza (che sono di sei mesi).

In pratica:

l’interessato chiede al giudice di nominare il consulente tecnico d’ufficio (Ctu). Si tratta sempre di un medico esperto nella patologia da valutare e verifica se la decisione della commissione sia stata corretta.

L’esame del Ctu può avvenire in presenza di consulenti tecnici di parte (sia dell’interessato, sia dell’Inps).

Legge 104, come contestare il verbale di visita medica: decreto di omologa

Dopo la visita il Ctu ha in genere 20 giorni di tempo per trasmettere le conclusioni.

A sua volta il giudice fissa in un limite di tempo non superiore a 30 giorni: entro quel periodo le parti devono depositare un atto scritto per accettare o contestare le conclusioni del Ctu.

Se non si deposita l’atto le decisioni del Ctu vengono considerate accolte.

A questo punto, in assenza di contestazioni, il giudice adotta il decreto di omologa dell’accertamento sanitario che sostituisce il verbale legge 104. L’Inps non deve emettere altri verbali.

Il decreto del giudice non può essere né impugnato, né modificato. Se il ricorso è favorevole all’interessato l’Inps ha 120 giorni di tempo per riconoscere i benefici.

Se una delle parti (l’interessato o l’Inps) contesta le conclusioni del Ctu, ha l’obbligo di presentare entro 30 giorni dal deposito delle relazione un ricorso introduttivo del giudizio di merito dove vengono spiegate le ragioni della contestazione.

A quel punto si nomina un nuovo Ctu. Anche queste valutazioni possono essere contestate.

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