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Legge 104, congedi ai parenti del partner dell’unione civile

Legge 104, congedi ai parenti del partner dell'unione civile: importante novità introdotta dall'Inps per evitare accuse di discriminazione sessuale.

di The Wam

Marzo 2022

Legge 104, congedi ai parenti del partner dell’unione civile. C’è una importante novità per la Legge 104: anche i parenti di un partner dell’unione civile hanno diritto alle tutele alle quali già accedono gli affini delle persone unite in matrimonio. (scopri le ultime notizie su bonus, Rem, Rdc e assegno unico. Leggi su Telegram tutte le news su Invalidità e Legge 104. Ricevi ogni giorno sul cellulare gli ultimi aggiornamenti su bonus, lavoro e finanza personale: entra nel gruppo WhatsApp, nel gruppo Telegram e nel gruppo Facebook. Scrivi su Instagram tutte le tue domande. Guarda le video guide gratuite sui bonus sul canale Youtube. Per continuare a leggere l’articolo da telefonino tocca su «Continua a leggere» dopo l’immagine di seguito).

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E quindi permessi retribuiti e congedo straordinario di due anni per accudire un familiare con grave disabilità. Anche se è un parente del partner.

È esclusa al momento qualsiasi estensione alle coppie che sono conviventi di fatto.

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Legge 104: rapporto di affinità

Una apertura importante e sollecitata dal ministero del Lavoro. L’introduzione di questa novità è stata diffusa dall’Inps con la Circolare numero 36 del 2022.

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In pratica è stato riconosciuto il rapporto di affinità che esiste tra una delle parti dell’unione civile e i parenti del partner. Come del resto già accade per le persone sposate.

La decisione è stata adottata anche per evitare dei richiami dell’Ue su una possibile discriminazione sessuale.

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Legge 104: correzione inevitabile

La decisione era comunque nell’aria da tempo. Del resto la legge sulle unioni civili (la numero 76 del 2016) ha permesso a persone dello stesso sesso di “sposarsi” e di avere gli stessi diritti di una coppia che ha contratto un tradizionale matrimonio.

Una equiparazione completa da un punto di vista giuridico. Fatta salva la questione del rapporto di affinità tra i parenti delle due parti dell’unione civile.

Quel pezzo mancante (l’equiparazione degli affini come per il matrimonio tradizionale) aveva spinto l’Inps a differenziare le valutazioni tra coniugi e partner dell’Unione civile.

In pratica: una parte dell’unione civile avrebbe potuto usufruire delle tutele della Legge 104 (permessi e congedo) sono nel caso prestasse assistenza al partner. Ma è stato negato il diritto di assistere un familiare dell’unito.

Tutte le tabelle per l’invalidità civile suddivise per patologie con relative percentuali

Legge 104: discriminazione sessuale

Chiaro che questa differenza avrebbe potuto innescare una discriminazione sessuale (molte unioni civili sono tra persone dello stesso sesso). Per evitare dunque di andare contro la direttiva Ue (22/78/CE) che vieta espressamente la discriminazione in base all’orientamento sessuale, il ministero del Lavoro ha deciso di effettuare questa correzione.

La discriminazione era evidente: i benefici concessi a parti dell’unione civile non avevano la stessa valenza di quelli riconosciuti a un rapporto coniugale. Del resto, le parti di una unione civile anche volendo non avrebbero potuto contrarre un matrimonio tradizionale.

Ma non solo, veniva ignorata una dinamica tipica delle coppie stabili (sposate o unite): la relazione di affettività che si crea nei confronti del parente del partner.

Legge 104: permessi mensili unione civile

Le conseguenze di questa correzione sono immaginabili: i permessi mensili (articolo 33 comma 3 della legge 104 del 1992) devono essere riconosciuti non solo per l’assistenza al partner dell’unione civile, ma anche ai parenti con disabilità grave del partner. E, proprio come accade per i congiunti in matrimonio, entro i parenti di secondo grado.

Vale a dire:

Ovviamente l’estensione riguarda anche queste persone nei confronti dell’altra parte dell’unione civile.

Elenco delle agevolazioni previste in base alla percentuale di invalidità riconosciuta

Legge 104: congedi unioni civili

Stesso discorso per il congedo straordinario di due anni (articolo 42, comma 5 del decreto legislativo 151 del 2001). E quindi: il diritto a questo beneficio si riconosce non solo quando l’assistenza è rivolta all’altra parte dell’unione civile, ma anche quando è rivolta a un parente dell’unito e viceversa.

Resta ovviamente inalterato il requisito della convivenza.

Legge 104: coppie conviventi

Restano fuori i conviventi di fatto (che possono chiaramente anche essere dello stesso sesso). Possono utilizzare solo i permessi mensili e non il congedo straordinario.

In questo caso non si può parlare di “affini” perché la convivenza di fatto non è un istituto giuridico.

E quindi il convivente di fatto può usufruire dei permessi retribuiti, ma solo se presta assistenza al convivente.

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