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Legge 104 e contributi

Legge 104 e contributi: i contributi figurativi abbassano la pensione delle persone con disabilità? Ne parliamo in questo approfondimento.

di Romina Cardia

Settembre 2023

Cosa sono i contributi figurativi? A chi spettano e come funzionano? Abbassano l’importo della futura pensione? Tutto quello che devi sapere in merito a Legge 104 e contributi (scopri le ultime notizie su Invalidità e Legge 104categorie protettediritto del lavorosussidiofferte di lavoro e concorsi attivi. Leggile gratis su WhatsAppTelegram e Facebook).

Legge 104 e contributi: abbassano l’importo della pensione?

La Legge 104 e contributi figurativi per la pensione offrono benefici quando si prende un congedo straordinario Legge 151/2001 per assistere un familiare disabile.

Durante questo periodo, riceverai lo stesso stipendio come se stessi lavorando, e l’INPS si occuperà di coprire i contributi pensionistici in modo da non penalizzare la tua futura pensione.

Tuttavia, è importante notare che se il tuo reddito supera i 37.341 euro all’anno (circa 102,30 euro al giorno), questa regola potrebbe non essere conveniente per te.

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In tal caso, potresti subire una riduzione sulla tua pensione futura. Questo perché i contributi figurativi vengono calcolati al 33% della tua retribuzione totale, con un limite massimo di 12.322,53 euro.

In pratica, sommando il tuo reddito annuo e i contributi figurativi, il massimale sarà di 49.633,38 euro.

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Ciò significa che anche se il tuo reddito è di circa 37.000 euro, l’indennità massima che riceverai sarà sempre di 37.000 euro, ma i contributi figurativi non potranno superare i 12.322,53 euro. Quindi, perderai l’importo in eccesso.

Inoltre, superando il limite dei 37.341 euro, la retribuzione concessa non supererà mai i 102,30 euro al giorno.

Per comprendere meglio questa situazione, diamo un esempio pratico.

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Quando i contributi abbassano la pensione: esempio pratico

Vediamo come funziona la Legge 104 e contributi nel caso di un lavoratore con un reddito annuo di 50.000 euro, che ha richiesto un congedo straordinario di 2 anni per assistere un familiare disabile grave.

A causa del limite di reddito giornaliero di 102,30 euro, perderebbe circa 26.000 euro di retribuzione durante questo periodo.

Senza il congedo straordinario, avrebbe ricevuto 16.500 euro di contributi all’anno. Ma con il congedo, riceverebbe solo 12.322,53 euro l’anno, con una differenza di circa 8.000 euro in due anni.

Questa perdita avrà un impatto sulla sua futura pensione contributiva, poiché 8.000 euro in meno si traducono in circa 446 euro all’anno (in caso di pensionamento a 67 anni), ovvero meno di 40 euro al mese.

Tuttavia, se il suo reddito rimane al di sotto del limite giornaliero, la Legge 104 e i contributi figurativi per la pensione sono vantaggiosi, poiché continuerà ricevere la retribuzione abituale senza alcun cambiamento nei contributi.

Se superi il limite reddituale e perdi parte dei contributi, nel prossimo paragrafo ti spiegheremo le opzioni disponibili per affrontare questa situazione.

Contributi utili per Opzione Donna: quali rientrano nel calcolo dei 35 anni e quali non possono essere sfruttati? Scopri tutto in questo articolo.

Cosa fare se Legge 104 e contributi abbassano la pensione

Se hai subito penalizzazioni nei tuoi contributi pensionistici a causa del congedo straordinario per assistere un disabile, hai due opzioni per recuperare i versamenti persi:

Queste due soluzioni ti consentono di affrontare le conseguenze della Legge 104 e contributi figurativi per la pensione in modo efficace.

I contributi volontari servono a perfezionare i requisiti per la pensione, vediamo quando sono inutili.

Il riscatto dei contributi

Hai diritto a migliorare la tua pensione con la Legge 104 e contributi figurativi grazie al “riscatto”.

Cosa è il riscatto

Puoi migliorare la tua pensione riscattando i periodi in cui non hai versato contributi. Questa possibilità è regolata dall’articolo 20 del decreto legge del 28 gennaio 2019, n. 4, che è diventato Legge il 28 marzo 2019, n. 26.

Quali periodi puoi riscattare

Puoi riscattare fino a cinque anni di periodi in cui non hai versato contributi, come ad esempio i periodi di congedo straordinario che l’INPS non ha coperto.

Periodi ammissibili al riscatto

Puoi riscattare anche periodi che vanno dal 31 dicembre 1995 al 29 gennaio 2019, che non siano già coperti dai contributi.

Come richiedere il riscatto

Devi presentare la richiesta online sul sito web dell’INPS usando le tue credenziali, oppure puoi chiedere aiuto a un Caf o a un patronato.

Come aumentare i contributi per la pensione? Vediamo come far crescere gli anni di contributi per avvicinare la pensione o far lievitare l’importo dell’assegno.

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Versamento dei contributi volontari

Se hai perso contributi per la tua pensione a causa della perdita del lavoro o altre situazioni, puoi recuperarli tramite i contributi volontari.

Questa opzione è aperta non solo a coloro che hanno perso il lavoro, ma anche a chi desidera garantire i propri diritti pensionistici.

Quando puoi usufruire dei contributi volontari

Puoi richiedere l’autorizzazione per i versamenti volontari se il tuo rapporto di lavoro (sia subordinato che autonomo) è sospeso o interrotto per vari motivi, come ad esempio:

Quando conviene versare i contributi volontari e quando invece è meglio provare delle soluzioni alternative come la pensione integrativa.

Chi può versare i contributi volontari

L’opportunità di versare contributi volontari si estende a diverse categorie, tra cui:

Quando si può riscattare un fondo pensione? Scopri quali sono le possibilità e soprattutto quante tasse dovrai sostenere.

Legge 104 e contributi
Legge 104 e contributi. Nella foto: una donna dubbiosa
Requisiti per l’autorizzazione

Per ottenere l’autorizzazione ai versamenti volontari, devi dimostrare di avere almeno cinque anni di contributi (260 contributi settimanali o 60 mensili), indipendentemente dal momento in cui sono stati versati, o almeno tre anni di contribuzione nei cinque anni precedenti la data in cui presenti la richiesta.

Come versare i contributi volontari e quanto costano? Ecco modalità, aliquote e costi da affrontare.

Cosa prevede la Legge 104 e contributi in breve

Ricapitoliamo quello che abbiamo detto sulla Legge 104 e contributi figurativi, soffermandoci un attimo anche sulle agevolazioni lavorative a cui si ha diritto se si è lavoratori dipendenti con 104 o che assistono un familiare disabile.

Se sei un lavoratore dipendente e hai bisogno di permessi per te stesso o per assistere un coniuge o un familiare disabile grave, hai diritto a 3 giorni al mese, che possono essere suddivisi in ore. Inoltre, puoi usufruire di 2 anni di congedo straordinario.

Durante le assenze dal lavoro, di solito, continuerai a ricevere contributi figurativi, senza costi aggiuntivi per il tuo datore di lavoro.

Il congedo straordinario non retribuito è un’eccezione: dura sempre 2 anni, ma non contribuisce alla tua pensione.

In questo caso, puoi decidere di versare autonomamente i contributi per quei 2 anni, evitando perdite finanziarie quando andrai in pensione.

Se ti assenti dal lavoro per assistere un coniuge o un familiare disabile grave sotto la Legge 104, hai comunque diritto ai contributi figurativi.

Questi contributi sono essenziali sia per il diritto alla pensione sia per determinare l’importo che riceverai.

I contributi figurativi aggiunti a quelli obbligatori ti aiuteranno a ottenere una pensione più sostanziosa e a uscire dal mondo del lavoro con maggiore sicurezza finanziaria.

La quantità di contributi figurativi e il loro impatto sulla pensione possono variare, ma solitamente aumentano l’importo del tuo assegno.

Tuttavia, c’è una condizione da considerare per coloro che ricevono il congedo straordinario con la Legge 104.

Se ricevi un’indennità pari al 100% della tua retribuzione totale, ci sono limiti. Nel 2023, il massimo è di 40.366 euro all’anno o 110,59 euro al giorno.

Sopra questo limite, il 33% della tua retribuzione totale sarà utilizzato per i contributi figurativi, con un limite massimo di 13.320,65 euro all’anno nel 2023.

Quindi, il tuo stipendio, sommato alla contribuzione figurativa, non può superare i 53.686,65 euro.

Per coloro che guadagnano oltre questo limite, ci sarà una riduzione della retribuzione e dei contributi, che si tradurrà in un assegno previdenziale mensile inferiore di circa 40 euro lordi. Questo non influisce su chi guadagna entro i limiti stabiliti dalla legge.

In breve, se sei un lavoratore dipendente e hai diritto ai benefici della Legge 104, i contributi figurativi possono migliorare significativamente la tua situazione pensionistica, ma fai attenzione ai limiti di guadagno imposti per evitare perdite finanziarie.

FAQ (domande e risposte)

Cosa sono i contributi figurativi INAIL?

contributi figurativi INAIL sono un tipo di contributi che vengono riconosciuti quando una persona non può lavorare per motivi di salute. Anche se non lavori, per la legge è come se tu stessi lavorando. Quindi, i contributi per la tua pensione continuano a maturare. Questi contributi figurativi si chiamano INAIL perché sono gestiti dall’INAIL, l’ente che si occupa della sicurezza sul lavoro.

Se devo fare un corso professionale e mi assento dal lavoro, posso avere i contributi figurativi?

Sì, è possibile. Se ti trovi in una situazione in cui devi assentarti dal lavoro per frequentare un corso professionale, i contributi figurativi possono essere riconosciuti. Questo perché per la legge, formarsi è come lavorare. Quindi i tuoi contributi possono continuare a essere accumulati.

Quali tipi di contributi sono esclusi dal calcolo per l’Assegno ordinario di invalidità?

L’Assegno di invalidità considera diversi tipi di contributi nel suo calcolo, ma ci sono alcuni che sono esclusi, secondo l’articolo 37 del DPR 818/1957. Tra questi, ci riferiamo a:

periodi di malattia superiori ad 1 anno;

periodi di iscrizione a forme di previdenza obbligatorie diverse dai fondi sostitutivi dell’Assicurazione generale obbligatoria INPS, per i quali si ha diritto ad un altro trattamento obbligatorio di previdenza, quando non danno luogo a corresponsione di pensione.

Questi periodi vengono considerati “neutri“, ossia “saltati” nella valutazione dei requisiti di contribuzione necessaria per l’Assegno.

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