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Legge 104 e distacco

Legge 104 e distacco: parliamo della possibilità del lavoratore disabile titolare di Legge 104 di distaccarsi dalla sede di lavoro attuale per sceglierne una più vicina al proprio domicilio e di non poter essere trasferito senza il suo consenso.

di Romina Cardia

Dicembre 2023

In questo approfondimento parliamo di Legge 104 e distacco, ovvero di scelta della sede e rifiuto del trasferimento (scopri le ultime notizie su Invalidità e Legge 104categorie protettediritto del lavorosussidiofferte di lavoro e concorsi attivi. Leggile gratis su WhatsAppTelegram e Facebook).

Legge 104 e distacco: scelta della sede e rifiuto del trasferimento

Quando parliamo di Legge 104 e distacco ci riferiamo alla possibilità, da parte del lavoratore disabile, di scegliere la sede di lavoro più vicina al proprio domicilio e di rifiutare o richiedere il trasferimento in altra sede. Vediamo nel dettaglio cosa significa.

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Legge 104 e distacco dalla sede

La Legge 104/1992, negli articoli 33, comma 5 e 6, concede al genitore o familiare lavoratore e al lavoratore disabile il diritto di scegliere la sede di lavoro più vicina al proprio domicilio, se possibile.

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Tuttavia, questa scelta non è un diritto assoluto, ma un interesse legittimo, soggetto alle esigenze organizzative dell’azienda.

La tendenza interpretativa prevalente è che l’azienda possa rifiutare la richiesta per motivi organizzativi.

Per accedere a questo beneficio, i familiari devono fornire assistenza continuativa ed esclusiva al familiare disabile. Non è richiesta la convivenza per usufruire di questo beneficio.

L’interpretazione comune è che l’agevolazione si applichi a persone con handicap grave, sebbene il testo non specifichi esplicitamente il grado di gravità dell’handicap.

Un’eccezione è data alle persone con un grado di invalidità superiore ai due terzi o invalide per servizio di prima, seconda o terza categoria (Tabella A della Legge 10 agosto 1950, n. 648). In caso di assunzione presso enti pubblici, queste persone hanno diritto di scelta prioritaria tra le sedi disponibili se vincitrici di concorso o per altri titoli.

Ricapitolando: la Legge 104/1992 concede un interesse legittimo al genitore o familiare lavoratore e al lavoratore disabile nella scelta della sede di lavoro, con l’azienda che può motivare un rifiuto per ragioni organizzative.

Il beneficio è legato all’assistenza continua per i familiari e generalmente si applica a persone con handicap grave, con alcune specifiche per coloro con un grado di invalidità superiore ai due terzi o invalide per servizio.

Scopri se il diritto di precedenza per la scelta della sede di lavoro è assoluto, ovvero deve essere sempre concesso, o ci possono essere delle limitazioni. Vediamo anche il trattamento preferenziale di cui godono i docenti.

Limiti al diritto Legge 104 e distacco dalla sede

La Corte di Cassazione ha emesso una sentenza riguardante una dipendente pubblica e ha confermato che il diritto di scegliere la sede di lavoro più vicina al domicilio di una persona disabile non è assoluto e illimitato.

Questo diritto è vincolato alle decisioni organizzative dell’Amministrazione, che può rendere un posto disponibile attraverso un provvedimento di copertura di un posto vacante, in base alle sue esigenze organizzative.

L’articolo 3, comma 5 della Legge 104 specifica che questa scelta è possibile “ove possibile”, indicando un bilanciamento necessario tra gli interessi in conflitto, come il desiderio di trasferimento del dipendente e le necessità economico-organizzative del datore di lavoro.

Questo principio è particolarmente rilevante nel contesto del lavoro pubblico, dove il bilanciamento coinvolge anche l’interesse della collettività.

La Corte di Cassazione ha precedentemente affrontato questo tema in diverse sentenze, come ad esempio nel caso Cass. 25 gennaio 2006, n. 1396; Cass., Sez. Un., 27 marzo 2008, n. 7945; Cass. 18 febbraio 2009, n. 3896; Cass. 30 marzo 2018, n. 7981; Cass. 22 febbraio 2021, n. 4677.

Queste sentenze confermano l’importanza del bilanciamento degli interessi nelle decisioni relative alla scelta della sede di lavoro per dipendenti pubblici con esigenze speciali.

Permessi con Legge 104 per dipendenti pubblici: ecco come e a chi fare richiesta e da quando decorrono.

Legge 104 e distacco: rifiuto del trasferimento

La Legge 104/1992, nei suoi commi 5 e 6 dell’articolo 33, stabilisce che il genitore o familiare lavoratore e il lavoratore disabile non possono essere trasferiti altrove senza il loro consenso.

A differenza della scelta della sede, il rifiuto al trasferimento è considerato un vero e proprio diritto soggettivo.

Questa disposizione amplia e rafforza quanto già previsto dal Codice Civile, in particolare dall’articolo 2103, che richiede ragioni tecniche, organizzative e produttive comprovate per trasferire un lavoratore da un’unità produttiva a un’altra.

Il comma 5 dell’articolo 33 aggiunge al Codice Civile l’importanza del consenso da parte dell’interessato. Se tale consenso non viene ottenuto e il trasferimento avviene comunque, si ha il diritto di ricorrere al Giudice, con forti probabilità di vittoria legale.

Che succede se rifiuto il trasferimento, quali sono le conseguenze e quando si può contestare la richiesta dell’azienda.

Legge 104 e distacco
Legge 104 e distacco. Nella foto: lavoratrice disabile.

Legge 104 e distacco: diritto al trasferimento

Hai diritto a chiedere il trasferimento secondo la Legge 104/1992, articolo 33, comma 5.

Questo diritto si applica quando il posto è vuoto e la Pubblica Amministrazione decide di coprirlo.

Ricorda che, in generale, le esigenze di servizio hanno la priorità sulla richiesta di trasferimento per motivi familiari.

È importante assicurare che il servizio e la funzionalità dell’ufficio siano garantiti, anche se ci sono posti liberi altrove. La tua richiesta potrebbe non essere accettata automaticamente, poiché l’Amministrazione può decidere di coprire il posto vuoto in modi diversi.

FAQ sulla Legge 104

Come si ottiene il riconoscimento della Legge 104?

Per ottenere il riconoscimento dei benefici previsti dalla Legge 104, è necessario seguire alcuni passi. Innanzitutto, bisogna presentare una richiesta al medico competente, che valuterà la situazione medica del familiare con disabilità.

Una volta ottenuto il parere medico, è possibile inoltrare la domanda all’INPS, l’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale. Dopo l’approvazione della domanda da parte dell’ente, sarà possibile beneficiare delle agevolazioni previste dalla Legge 104, tra cui i giorni di permesso retribuito e altri diritti specifici.

Con la Legge 104 posso fare richiesta di part time?

In determinati casi speciali, i dipendenti che richiedono un passaggio a tempo parziale per assistere familiari disabili godono della priorità nella trasformazione del loro contratto da tempo pieno a tempo parziale.

Le situazioni che conferiscono il diritto alla trasformazione, in base alla richiesta di part time, includono:

I parenti che si prendono cura di una persona disabile hanno diritto all’esonero dai turni notturni?

Il lavoratore che ha a carico un disabile non è obbligato a prestare lavoro notturno (dalle ore 24 alle ore 6). La richiesta di esonero dal lavoro notturno va presentata in forma scritta al datore di lavoro entro le 24 ore precedenti l’inizio previsto del turno di lavoro.

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