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Home / Invalidità Civile » Lavoro » Previdenza e Invalidità / Legge 104 e ferie estive

Legge 104 e ferie estive

Legge 104 e ferie estive: come funziona quando si usufruisce di permessi o congedo? Si ha diritto a ferie ridotte? Ne parliamo in questo approfondimento.

di Carmine Roca

Dicembre 2023

Oggi vi parliamo di Legge 104 e ferie estive: come funziona? (scopri le ultime notizie su Invalidità e Legge 104, categorie protette, diritto del lavoro, sussidi, offerte di lavoro e concorsi attivi. Leggile gratis su WhatsApp, Telegram e Facebook).

Legge 104: quali sono le agevolazioni lavorative?

La Legge 104 riconosce al lavoratore con disabilità e al lavoratore dipendente caregiver, che assiste il coniuge o un familiare con disabilità grave, due agevolazioni lavorative:

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Ferie estive: quante ne spettano e a chi?

La domanda di questo articolo è la seguente: come funziona per le ferie estive, per chi usufruisce di congedo straordinario o permessi retribuiti con Legge 104? Spettano in eguale misura o vengono ridotte?

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Iniziamo col dire che le ferie sono un diritto fondamentale e irrinunciabile del lavoratore (sono previste dalla Costituzione…).

Le ferie spettano a tutti i lavoratori dipendenti, a prescindere dal settore e dall’inquadramento. I contratti collettivi, però, possono prevedere anche assenze aggiuntive.

Ad ogni lavoratore dipendente spettano almeno 4 settimane di ferie l’anno, ma se il lavoratore non svolge un’attività lavorativa tutto l’anno, le ferie sono proporzionate al suo impiego.

Legge 104 e ferie estive: come funziona con i permessi retribuiti?

Ora rispondiamo alla domanda su Legge 104 e ferie estive: i giorni in cui si usufruisce dei permessi retribuiti non influiscono sulla maturazione dei giorni di ferie, tantomeno le ferie incidono sulla maturazione dei permessi, sia per il lavoratore con disabilità che per il lavoratore dipendente caregiver.

Dunque, chi beneficia dei permessi retribuiti non perde giorni di ferie o non subisce una riduzione dei giorni di permesso, se nello stesso mese ha usufruito dei permessi e delle ferie.

C’è da sapere, inoltre, che durante la fruizione dei permessi retribuiti, le ferie maturano ugualmente, come se il lavoratore disabile o caregiver stesse effettivamente prestando servizio.

Le ferie e le mensilità aggiuntive (tredicesima e quattordicesima) subiscono una decurtazione soltanto quando i permessi retribuiti sono cumulati con il congedo parentale.

Permessi retribuiti durante le ferie estive: è possibile?

E se durante la chiusura dell’azienda o nel periodo in cui si beneficia delle ferie, il lavoratore si ritrovasse a dover assistere il disabile?

In questo caso, se dovesse essere necessaria la fruizione dei permessi retribuiti durante il periodo di ferie, l’assenza sospenderebbe il godimento delle ferie.

Le ferie in più, non sfruttate durante i giorni di permesso, verranno collocate in un altro periodo dell’anno, tramite accordo con il datore di lavoro. Il lavoratore non può allungare il periodo di ferie autonomamente. È sempre il datore di lavoro a dover dare il “via libera” al godimento dei giorni di ferie “extra”.

Permessi retribuiti e ferie estive: c’è un limite di collocazione?

C’è un limite di collocazione del periodo di ferie e dei permessi retribuiti? No, non è prevista alcuna limitazione. Il lavoratore può attaccare i permessi retribuiti dopo l’ultimo giorno di ferie, oppure le ferie dopo l’ultimo dei tre giorni di permesso retribuito.

Ferie e permessi retribuiti collocati uno dopo l’altro possono essere contestati qualora il dipendente decidesse di fruire dei permessi 104 subito dopo le ferie, senza rientrare nella città in cui si trova il familiare da assistere, né in un luogo vicino, ma si trovasse ancora nella meta turistica.

Oppure se il dipendente partisse durante la fruizione dei permessi, verso la meta turistica e non restasse nella città o nelle vicinanze del familiare da assistere.

Congedo straordinario e ferie estive: come funziona?

Mentre si beneficia del congedo straordinario non maturano giorni di ferie, dunque il lavoratore vedrà ridotte le ferie spettanti in proporzione alle giornate di congedo fruito.

Il congedo straordinario può essere interrotto solo in caso di malattia, infortunio o maternità e solo se l’interruzione è richiesta del lavoratore. Ergo, il congedo non potrà essere interrotto dalle ferie.

Per poter godere del congedo straordinario in modo frazionato senza conteggiare i giorni festivi, le domeniche e i giorni non lavorativi, è necessario che, al termine dei periodi di congedo richiesti, il lavoratore riprenda effettivamente servizio.

Legge 104 e ferie estive
Legge 104 e ferie estive: in foto un uomo in carrozzina sorride in spiaggia.

Faq sulla Legge 104

Posso andare al mare se assisto un familiare disabile e ho i permessi 104?

La situazione è un po’ diversa. Se stai assistendo un familiare disabile grave, ci sono delle regole da seguire quando utilizzi i permessi 104. Se vai al mare e non ti occupi del tuo familiare, potresti rischiare una denuncia o addirittura il licenziamento.

Cosa si intende per “continuità” nei permessi retribuiti con la Legge 104?

La continuità nei permessi retribuiti con la legge 104 riguarda l’assistenza regolare e costante che il lavoratore fornisce alla persona disabile. La continuità dell’assistenza è un requisito chiave per ottenere questi permessi.

È possibile ritagliare del tempo per se stessi durante la giornata di fruizione di un permesso con la Legge 104?

Assistere una persona non autosufficiente può essere impegnativo sia fisicamente che psicologicamente. Quindi, non è considerato un illecito ritagliare del tempo per riposarsi durante la fruizione del permesso. Tuttavia, il tempo di riposo dovrebbe costituire la parte minore della giornata dedicata al portatore di handicap.

Si ha diritto ai permessi con la 104 se l’assistito è ricoverato in ospedale?

L’articolo 3, comma 3 della Legge 104 spiega che, per avere diritto ai permessi retribuiti è necessario che il familiare da assistere non sia ricoverato a tempo pieno in una struttura ospedaliera pubblica o privata, che preveda un’assistenza sanitaria continuativa. Per “ricovero a tempo pieno” si intende quello applicato per tutte le 24 ore del giorno.

Con la circolare numero 32 del 2012, l’INPS ha individuato tre situazioni che permettono al lavoratore di avere diritto ai permessi, anche se il familiare disabile è ricoverato in ospedale.

Questo avviene:

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