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Legge 104 e flessibilità oraria

Legge 104 e flessibilità oraria: cerchiamo di capire se esiste una normativa che regola i turni di lavoro dei lavoratori disabili o dei familiari che prestano assistenza a una persona disabile. Ci sono specifiche agevolazioni per la scelta dell’orario di lavoro?

di Romina Cardia

Gennaio 2024

In questo approfondimento parliamo di Legge 104 e flessibilità oraria (scopri le ultime notizie su Invalidità e Legge 104categorie protettediritto del lavorosussidiofferte di lavoro e concorsi attivi. Leggile gratis su WhatsAppTelegram e Facebook).

Legge 104 e flessibilità oraria: esiste una normativa?

No, non esiste una normativa che regola Legge 104 e flessibilità oraria. I lavoratori con Legge 104 devono seguire regole specifiche per i turni di lavoro.

Secondo l’art. 33 della Legge n. 104/1992, i dipendenti disabili, sia nel settore pubblico che privato, hanno diritto a 3 giorni di permesso retribuito al mese, frazionati anche in ore.

Se lavorano almeno 6 ore al giorno, hanno diritto a 2 ore di permesso retribuito al giorno; se lavorano meno di 6 ore al giorno, il permesso è di 1 ora al giorno.

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La Legge n. 104/1992 non fa eccezioni per i turni di lavoro dei dipendenti disabili, ma le regole generali sono stabilite dalla normativa ordinaria.

Di solito, l’orario lavorativo è di 40 ore settimanali, ma i Contratti Collettivi Nazionali possono prevedere una durata diversa.

Per quanto riguarda i turni di lavoro notturno, non ci sono disposizioni specifiche per i dipendenti disabili.

Pertanto, coloro che ne sono interessati devono richiedere un giudizio di idoneità presso gli Enti che controllano le condizioni di salute dei lavoratori, come ASL o Commissioni Mediche di Verifica.

In pratica, possono chiedere la verifica se le mansioni notturne sono troppo gravose in relazione al loro stato di salute.

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Legge 104 e flessibilità per il lavoro festivo e notturno?

In ambito lavorativo, ci sono regole speciali per chi fa parte delle categorie protette e viene assunto tramite collocamento mirato.

In questi casi, è possibile chiedere l’esonero dai turni e dal lavoro notturno già al momento dell’assunzione o dell’iscrizione alle liste di collocamento mirato. Questo serve a individuare i percorsi di inserimento più adatti alle esigenze di ciascuno.

Per favorire la flessibilità del lavoro, il Fondo per l’occupazione offre benefici speciali a datori di lavoro pubblici e privati che stipulano contratti con forme di flessibilità oraria e organizzativa.

Queste forme includono il part-time reversibile, il telelavoro, il lavoro a domicilio, la flessibilità sugli orari e sui turni, e l’orario concentrato.

Questi vantaggi sono rivolti ai lavoratori con figli minori disabili o minori fino a 12 anni di età (o fino a 15 anni in caso di affidamento o adozione), a quelli con soggetti disabili o non autosufficienti a carico, e a coloro affetti da grave disabilità.

È importante ricordare che la Circolare INPS 3114 del 7 agosto 2018 specifica che, se un contratto collettivo impone il lavoro notturno o festivo e la salute dei dipendenti interessati non lo consente pienamente, è possibile utilizzare i permessi 104 per svolgere al meglio le mansioni.

Lavoratori disabili e Legge 68/1999: vediamo cosa c’è da sapere su collocamento mirato, categorie protette e concorsi pubblici.

Legge 104 e flessibilità oraria
Legge 104 e flessibilità oraria. Nella foto: due donne in ufficio.

Legge 104 e flessibilità oraria: disposizioni generali sui turni per tutti i lavoratori

In merito alla legge 104 e alla flessibilità oraria, quindi, non vi sono indicazioni specifiche. Le norme da seguire riguardano tutti i lavoratori, disabili o meno, e si basano sul decreto legislativo n. 66/2003, che implementa le direttive dell’Unione Europea 93/104/CE e 2000/34/CE.

Questo decreto definisce l’orario di lavoro come il periodo in cui il lavoratore è al lavoro, a disposizione del datore di lavoro e impegnato nelle sue attività.

Di solito, l’orario è di 40 ore settimanali, ma variazioni possono essere concordate attraverso i contratti collettivi nazionali (CCNL).

Anche i lavoratori disabili, assunti in base alla Legge 68/99 e appartenenti alle categorie protette, seguono le norme economiche e regolamentari dei contratti collettivi, con alcune specificità, come abbiamo visto.

Non ci sono regole particolari per la Legge 104 e i turni di lavoro; i lavoratori disabili devono aderire alle modalità stabilite nel loro contratto collettivo di riferimento.

FAQ sui permessi Legge 104

Cosa fare il datore di lavoro nega i permessi 104?

Se un datore di lavoro nega ingiustamente i permessi 104, il lavoratore dovrebbe innanzitutto tentare un dialogo chiaro e diretto con il datore di lavoro. Se questo non risolve la situazione, è consigliato rivolgersi a un esperto legale, sindacati o associazioni di categoria per ricevere supporto e consigli su come procedere. In casi estremi, è possibile presentare un reclamo all’Ispettorato del Lavoro.

Quali diritti ha il lavoratore per il permesso 104?

Il lavoratore ha diritto a tre giorni di permesso mensile (o ore equivalenti) come riconosciuto dalla Legge 104/1992 per assistere un familiare con disabilità grave. Questo diritto è inalienabile e prevale sulle esigenze organizzative dell’azienda, rendendo illegittimo il rifiuto del datore di lavoro di concedere questi permessi, a meno che la richiesta non sia stata presentata correttamente.

Quante ore spettano al lavoratore con i permessi Legge 104?

Secondo la Legge 104/1992, ai lavoratori spettano tre giorni di permesso mensile. Questi possono essere frazionati a ore, con 2 ore al giorno per chi lavora almeno 6 ore e 1 ora al giorno per chi lavora meno di 6 ore.

In quali casi il datore può negare il permesso 104?

Il datore di lavoro può legittimamente negare i permessi 104 solo quando il lavoratore non ha presentato la richiesta seguendo la modalità telematica prevista. In tutti gli altri casi, compresi carichi di lavoro anomali o altre esigenze organizzative, il datore di lavoro non può opporsi alla concessione dei permessi.

Il permesso Legge 104 può essere fruito durante le ferie?

Sì, è possibile concedere i permessi 104 durante il periodo delle ferie programmate. Un interpello del Ministero del Lavoro stabilisce che il datore di lavoro non può negare i permessi in questo caso, ma può verificare l’effettiva indifferibilità dell’assistenza.

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