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Home / Invalidità Civile » Lavoro / Legge 104 familiare in struttura

Legge 104 familiare in struttura

Legge 104 e familiare in struttura: è possibile utilizzare i giorni di permesso retribuito se la persona disabile è ricoverata in una struttura ospedaliera? E se invece si tratta di una RSA? Vediamo cosa stabilisce la normativa.

di Romina Cardia

Dicembre 2023

In questo approfondimento parliamo di Legge 104 e familiare in una struttura (scopri le ultime notizie su Invalidità e Legge 104categorie protettediritto del lavorosussidiofferte di lavoro e concorsi attivi. Leggile gratis su WhatsAppTelegram e Facebook).

Legge 104 e familiare in struttura: posso usare i permessi?

Vediamo subito cosa è previsto in caso di Legge 14 e familiari in struttura.

Le condizioni per i permessi Legge 104 includono la certificazione di handicap grave e il requisito che il familiare non sia ricoverato a tempo pieno, definendo questo come un ricovero continuativo per tutte le 24 ore in strutture ospedaliere pubbliche o private.

Tuttavia, sono ammessi permessi in casi di day hospital o centri diurni con finalità assistenziali, riabilitative o occupazionali.

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Eccezioni per la concessione dei permessi Legge 104 e familiari in struttura

Ci sono poi delle eccezioni. I permessi sono consentiti:

La Legge prevede inoltre il prolungamento del congedo parentale fino agli 8 anni del bambino se richiesto dai sanitari, e il congedo retribuito biennale può essere concesso in caso di ricovero a tempo pieno di un disabile grave, se richiesto dai sanitari.

Secondo una sentenza della Corte di Cassazione (n. 21416 del 14/8/2019), i permessi non possono essere fruiti in caso di ricovero in strutture ospedaliere pubbliche o private, ma sono consentiti in strutture residenziali di tipo sociale, come case di riposo o comunità alloggio, a meno che non forniscano prestazioni sanitarie continue, come le RSA.

L’indennità di accompagnamento non viene sospesa in caso di ricovero gratuito, ma se si verificano determinate condizioni. Il chiarimento arriva dall’INPS che ha da poco diffuso una circolare sull’argomento. Vediamo cosa dice e quali sono le procedure da adottare.

Legge 104 e familiare in struttura
Legge 104 e familiare in struttura. Nella foto: persona disabile ricoverata in una struttura.

La sentenza della Cassazione sulla Legge 104 e familiari in struttura

Come abbiamo anticipato, in una sentenza della Corte di Cassazione è stato stabilito che il lavoratore può avvalersi dei 3 giorni di permesso mensili anche se il familiare da assistere non abita più in casa propria ma è ricoverato in una struttura residenziale, come una casa di riposo.

 Il divieto comunque permane se la struttura, oltre ai servizi di tipo alberghiero, fornisce anche prestazioni sanitarie continue, come nel caso della RSA.

La sentenza ha avuto origine dal caso di un dipendente della Asl TO5, che usufruiva dei permessi lavorativi previsti dalla Legge 104, licenziato quando l’azienda ha constatato che la madre dell’uomo era ricoverata presso una residenza di tipo alberghiero.

L’uomo si è pertanto rivolto alla Corte di Cassazione, la quale ha precisato che il divieto di usare i 3 giorni di permesso lavorativo per assistere un familiare disabile rimane valido solo nel caso in cui quest’ultimo sia ricoverato a tempo pieno in una struttura ospedaliera o simile, pubblica o privata, nella quale l’ospite riceve assistenza sanitaria continua (come nella RSA).

Questo genere di assistenza, invece, non è garantito nelle residenze alberghiere come le case di riposo

Perciò, il lavoratore ha diritto ad adoperare i permessi anche qualora il proprio familiare risieda stabilmente in una residenza per anziani di tipo alberghieroo che garantisce anche servizi e assistenza sanitaria, a patto che questi vengano forniti in modo non continuativo.

Fanno eccezione inoltre, i disabili ricoverati in stato vegetativo permanente o in stato terminale oppure che necessitano di recarsi fuori dalla struttura per visite e terapie specialistiche certificate.

Anche in questi casi, infatti, i familiari della persona ricoverata possono usufruire dei 3 giorni di permesso.

FAQ sui permessi Legge 104

Qual è la differenza tra richiedere i permessi per intere giornate o ad ore?

Richiedere i permessi per intere giornate permette di ottenere un totale di 24 ore di permesso al mese, se si lavora 5 giorni alla settimana con un orario di 8 ore al giorno. Richiedere permessi a ore, invece, consente di “spalmare” queste 24 ore per soddisfare esigenze specifiche. Un’opzione popolare è richiedere due ore di permesso al giorno. Anche se lavori 20 giorni al mese, avrai comunque 40 ore di permesso a disposizione, permettendoti di lavorare meno ore al mese e di sfruttare al meglio le agevolazioni previste dalla legge.

Chi può prendere la 104 per due persone?

Con l’eliminazione del principio di esclusività riguardante l’assistenza a un familiare con Legge 104, il diritto viene esteso a più persone. Ora, diversi familiari possono usufruire, a turno, dei permessi per assistere lo stesso familiare disabile, come previsto dall’articolo 3 comma 3 della Legge 104, con un limite massimo di tre giorni mensili complessivi. Prima di questa modifica, l’alternanza era permessa solo ai genitori che assistevano un figlio disabile, ma ora questa possibilità viene estesa a tutti coloro che hanno il diritto di fruire dei permessi previsti dalla Legge 104.

Cosa dice la Legge 104 riguardo l’assistenza fuori regione?

Se un lavoratore deve assistere un familiare con disabilità grave che vive in un’altra regione o a più di 150 chilometri di distanza, deve presentare una documentazione valida al suo datore di lavoro. Questa norma viene regolamentata dal decreto legislativo numero 119 del 2011 che ha modificato l’articolo 33 della Legge 104 del 1992.

Cosa rischio se abuso della Legge 104?

L’abuso della Legge 104 comporta rischi e conseguenze sia dal punto di vista legale che lavorativo. Le conseguenze possono variare a seconda del contesto specifico e della gravità dell’abuso commesso. Ecco alcuni dei rischi che si possono correre:

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