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Legge 104 fuori regione  

Legge 104 fuori regione: ecco entro quale raggio chilometrico puoi richiedere la Legge 104 per assistere un familiare disabile.

di Romina Cardia

Gennaio 2024

In questo approfondimento parliamo di Legge 104 fuori regione (scopri le ultime notizie su Invalidità e Legge 104categorie protettediritto del lavorosussidiofferte di lavoro e concorsi attivi. Leggile gratis su WhatsAppTelegram e Facebook).

Quando si può richiedere la Legge 104 fuori regione

La Legge 104 fuori regione può essere richiesta se il familiare da assistere vive entro un raggio chilometrico di massimo 150 kilometri rispetto alla tua abitazione o comunque al tuo luogo di lavoro.

Se devi usufruire dei permessi 104 e vivi a più di 150 chilometri dalla persona con handicap che assisti, devi dimostrare di aver raggiunto il suo luogo di residenza.

Puoi farlo mostrando un biglietto o altri documenti che confermino il tuo spostamento, come stabilito dal decreto legislativo 119/2022 che modifica l’articolo 33 della Legge 104/92.

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Il nuovo comma 3 bis aggiunto al comma 3 specifica che se stai assistendo una persona con handicap in situazione di gravità che non è ricoverata a tempo pieno, hai diritto a tre giorni di permesso mensile retribuito.

Questo vale se sei un lavoratore dipendente, pubblico o privato, e sei coniuge, parente o affine entro il secondo grado.

 Se i genitori o il coniuge della persona con handicap in situazione di gravità hanno compiuto i sessantacinque anni, o sono affetti da patologie invalidanti, o sono deceduti o mancanti, il diritto si estende fino al terzo grado di parentela.

Con l’eliminazione della figura del referente unico, i permessi Legge 104 possono essere concessi a più familiari, sempre nella misura di massimo 3 giorni al mese.

Se si assiste allo stesso figlio con handicap in situazione di gravità, entrambi i genitori, inclusi quelli adottivi, possono usufruire del permesso in modo alternato.

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Documentazione da presentare per beneficiare della Legge 104 fuori regione

Abbiamo detto che se un lavoratore utilizza permessi per assistere un parente in situazione di grave handicap, residente a più di 150 chilometri, deve dimostrare di essere effettivamente giunto presso la residenza dell’assistito.

La documentazione accettabile comprende il titolo di viaggio, ricevute di pedaggio autostradale, dichiarazioni mediche o da strutture sanitarie, e biglietti di mezzi pubblici utilizzati.

L’INPS valuterà l’adeguatezza di questi documenti, ma è fondamentale presentare una documentazione idonea al datore di lavoro per giustificare l’assenza nei giorni dei permessi 104.

La disposizione si basa sulla residenza anagrafica sia del lavoratore che del familiare disabile.

La dimora temporanea è considerata solo se attestata mediante dichiarazione sostitutiva ai sensi del d.P.R. n. 445 del 2000.

La normativa mira a garantire assistenza ai disabili, limitando l’uso dei permessi per altri scopi.

Ci sono sanzioni per chi abusa dei permessi 104 per fini diversi dall’assistenza continua al disabile. Quindi, se il parente disabile è a oltre 150 chilometri, è necessario presentare la documentazione menzionata per assicurare il diritto all’assistenza.

Permessi 104, come evitare di commettere abusi e non rischiare il licenziamento. La normativa è troppo vaga, non impone orari e non specifica cosa si può fare e cosa è vietato. Negli anni ci hanno pensato le sentenze a definire meglio il quadro. Un piccolo vademecum per non correre rischi.

Legge 104 fuori regione: residenza o domicilio?

Se sei un dipendente che necessita di permessi per assistere un familiare disabile grave, è importante conoscere le regole che disciplinano la distanza tra il tuo luogo di residenza e quello del tuo familiare.

La legge, come abbiamo visto, stabilisce che la distanza massima per beneficiare di tali permessi è di 150 chilometri e fa riferimento alla residenza, ovvero il luogo abituale di dimora della persona, e non al domicilio, definito nel codice civile come “il luogo in cui essa ha stabilito la sede principale dei suoi affari ed interessi”.

Se il familiare disabile grave risiede a più di 150 chilometri dal tuo luogo di residenza, potrebbe anche essere possibile considerare una dimora temporanea.

Questa può essere attestata attraverso una dichiarazione sostitutiva resa ai sensi del d.P.R. numero 445 del 2000.

Per dimora temporanea si intende la permanenza in un luogo per un periodo di tempo specifico, che non sia abituale al punto da richiedere al cittadino di fissare lì la sua residenza, ma neppure troppo breve da annullare il concetto stesso di dimora temporanea.

Ad esempio, se si tratta di un soggiorno di breve durata, come una vacanza, potrebbe non qualificarsi come dimora temporanea.

Scopri anche qual è la durata del congedo con Legge 104 e dimora temporanea.

Legge 104 fuori regione
Legge 104 fuori regione. Nella foto: un uomo alla guida di una macchina.

Cosa sono i permessi 104

Se lavori e assisti un familiare disabile grave, la Legge 104 ti garantisce 3 giorni di permessi retribuiti al mese, che puoi utilizzare anche in ore.

Secondo l’articolo 33, comma 3, se assisti un coniuge o un parente entro il secondo grado in situazione di grave handicap, hai diritto a questi permessi.

Importante: i giorni retribuiti non sono concessi se la persona disabile è ricoverata a tempo pieno in ospedale o in strutture sanitarie.

Dal 13 agosto 2022, non c’è più il referente unico. La legge ora consente a più membri del nucleo familiare di richiedere i permessi retribuiti se vivono con un disabile grave.

In precedenza, solo un lavoratore poteva beneficiare di tali permessi per assistere la stessa persona disabile grave.

FAQ sui permessi Legge 104

Come si ottiene il riconoscimento della Legge 104?

Per ottenere il riconoscimento dei benefici previsti dalla Legge 104, è necessario seguire una procedura specifica. Innanzitutto, bisogna presentare una richiesta al medico competente, che valuterà la situazione medica del familiare con disabilità. Una volta ottenuto il parere medico, è possibile inoltrare la domanda all’INPS. Dopo l’approvazione della domanda da parte dell’ente, sarà possibile beneficiare delle agevolazioni previste dalla Legge 104, tra cui i giorni di permesso retribuito e altri diritti specifici.

Qual è la differenza tra richiedere i permessi per intere giornate o ad ore?

Richiedere i permessi per intere giornate permette di ottenere un totale di 24 ore di permesso al mese, se si lavora 5 giorni alla settimana con un orario di 8 ore al giorno. Richiedere permessi ad ore, invece, consente di “spalmare” queste 24 ore per soddisfare esigenze specifiche. Un’opzione popolare è richiedere due ore di permesso al giorno. Anche se lavori 20 giorni al mese, avrai comunque 40 ore di permesso a disposizione, permettendoti di lavorare meno ore al mese e di sfruttare al meglio le agevolazioni previste dalla legge.

Chi può prendere la 104 per due persone?

Con l’eliminazione del principio di alternanza riguardante l’assistenza a un familiare con Legge 104, il diritto viene esteso a più persone. Ora, diversi familiari possono usufruire, a turno, dei permessi per assistere lo stesso familiare disabile, come previsto dall’articolo 3 comma 3 della Legge 104, con un limite massimo di tre giorni mensili complessivi. Prima di questa modifica, l’alternanza era permessa solo ai genitori che assistevano un figlio disabile, ma ora questa possibilità viene estesa a tutti coloro che hanno il diritto di fruire dei permessi previsti dalla Legge 104.

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