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Legge 104 in caso di separazione

Legge 104 in caso di separazione: entrambi i genitori, in caso di separazione, continuano a beneficiare dei permessi Legge 104? Quali sono le regole in caso di separazione con figli disabili? Cosa succede al raggiungimento della maggiore età? Le risposte in questo approfondimento.

di Romina Cardia

Novembre 2023

In questo articolo parliamo dei Legge 104 in caso di separazione (scopri le ultime notizie su Invalidità e Legge 104categorie protettediritto del lavorosussidiofferte di lavoro e concorsi attivi. Leggile gratis su WhatsAppTelegram e Facebook).

Permessi Legge 104 in caso di separazione

I coniugi conservano entrambi il diritto di usufruire di tutti i permessi Legge 104 in caso di separazione, poiché il vincolo coniugale persiste giuridicamente nonostante la separazione.

Tuttavia, questa regola non si applica al dipendente divorziato, poiché, essendo libero da vincoli coniugali, non soddisfa il presupposto necessario per fruire dei permessi in questione.

La giurisprudenza conferma che la separazione personale non invalida il matrimonio, influenzando solo alcuni suoi effetti.

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La Corte Costituzionale sottolinea che la separazione costituisce una fase del rapporto coniugale, reversibile e senza necessità di scioglimento del matrimonio.

Va tuttavia precisato che il diritto a tali permessi è condizionato al riconoscimento dell’handicap grave da parte dell’assistito, come stabilito dall’articolo 3 comma 3 della Legge 104/92, indipendentemente dal grado di invalidità.

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Mantenimento con Legge 104 in caso di separazione

Anche per quanto riguarda il mantenimento in caso di separazione con figli disabili, non ci sono obblighi particolari.

La legge stabilisce che il figlio disabile, così come un figlio normodotato, ha diritto al mantenimento fino a che non diventi economicamente autosufficiente.

Tuttavia, il figlio disabile, per legge, non può aver “colpa” di essere privo di impiego. In sostanza, a un figlio maggiorenne normodotato può essere revocato l’assegno di mantenimento nel momento in cui venga dimostrata la colpa dell’essere privo di impiego.

Può succedere, per esempio, che sia negligente o che rifiuti le offerte di lavoro perché non abbia voglia di lavorare.

Ai figli disabili, invece, difficilmente si potrà negare il mantenimento per via dello scarso impegno nel trovare lavoro. Ovviamente, poi, tutto dipende dal tipo e dal grado di disabilità.

Queste sono le principali differenze in caso di separazione con figli disabili. Per il resto, come abbiamo detto, valgono le stesse regole: vediamo quali sono.

Agevolazioni Legge 104 per genitori non conviventi: come ottenerle e a che condizioni.

Le regole in caso di separazione con figli disabili

Come abbiamo anticipato, in caso di separazione con figli disabili, gli obblighi sono differenti solo per quanto riguarda l’affidamento e il mantenimento al raggiungimento della maggiore età.

Per il resto, valgono gli stessi obblighi, ovvero:

I genitori di figli disabili possono fruire, alternativamente, dei permessi e del congedo retribuiti. Ecco quali sono le regole in merito a Legge 104 e alternanza dei genitori.

Legge 104 in caso di separazione
Legge 104 in caso di separazione. Nella foto: una coppia con la loro bambina.

In caso di separazione con figli disabili, il coniuge separato può essere nominato amministratore di sostegno?

In caso di separazione con figli separati, il coniuge separato può essere nominato amministratore di sostegno, sempre che sia accertata l’assenza di conflitti di interessi e l’adeguatezza della designazione (Tribunale Varese, Sezione I, sentenza 21 aprile 2011).

Ricordiamo che l’amministratore di sostegno è una figura giuridica introdotta, nel nostro ordinamento, per tutelare quei soggetti che, a causa di una malattia o di una menomazione fisica o psichica, si trovano nell’impossibilità, anche parziale o temporanea, di provvedere ai propri interessi.

L’obiettivo della nomina di questa figura è, dunque, quella di tutelare la gestione patrimoniale di soggetti deboli, ovvero di quelle persone che in un determinato momento della propria vita siano impossibilitate a provvedere alle proprie necessità.

Legge 104 art 3 comma 1 e figli: ecco l’elenco di tutte le agevolazioni a cui si ha diritto se si hanno figli disabili senza condizione di gravità.

FAQ sulla Legge 104 per genitori di figli disabili

Quali sono i permessi lavorativi concessi ai genitori di figli disabili?

I genitori di figli con una grave disabilità hanno diritto a diversi tipi di permessi con Legge 104 per genitori di figli disabili.

La disabilità grave, confermata da una Commissione medico-legale dell’ASL, si verifica quando la disabilità, singola o multipla, limita in modo significativo l’indipendenza della persona e richiede assistenza costante e continua, in particolare per i bambini.

Ecco come funzionano i permessi in base all’età del figlio:

Per i figli fino a tre anni, i genitori possono scegliere tra:

Per i figli dai tre ai dodici anni, il padre o la madre possono scegliere tra:

Per i figli di dodici anni o più, i genitori hanno diritto a tre giorni di permesso al mese, anche in modo consecutivo.

Quali sono le agevolazioni con Legge 104 concesse ai genitori di figli disabili?

Le agevolazioni con Legge 104 concesse ai genitori di figli disabili sono:

Come viene ripartito l’importo dell’Assegno Unico per genitori separati?

 Secondo la normativa, l’Assegno Unico figli disabili per genitori separati deve essere diviso al 50% tra i genitori separati o divorziati, con affidamento condiviso. La somma viene bonificata al 100%, invece, nel caso di genitore affidatario esclusivo.

Previo accordo dei genitori separati e con affido condiviso, invece, si può decidere che l’assegno possa essere riscosso in misura pari al 100% da uno solo dei due genitori.

In caso di violazione da parte di un genitore, come nel caso di domanda di Assegno da parte del genitore non affidatario, spetterà all’altro genitore rivolgersi all’INPS per chiedere la revisione della domanda.

Nel caso di genitori separati con figli minorenni, la somma dell’Assegno Unico spettante al genitore con cui il minore ha la coabitazione si baserà sull’ISEE di quest’ultimo.

Il genitore non convivente potrà comunque presentare richiesta di Assegno Unico, per la sua parte (50%).

Per farlo, dovrà indicare il codice fiscale del figlio nella domanda e sarà l’INPS a ricercare l’ISEE presentato nel quale figura il codice fiscale dello stesso.

Qualora il figlio fosse maggiorenne, potrà presentare lui stesso l’ISEE del nucleo familiare al quale appartiene e ottenere l’Assegno Unico Universale.

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