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Legge 104 per asma

Scopri se è possibile richiedere la Legge 104 per l'asma: quando è possibile e come si può inoltrare la richiesta?

di Cassandra Testa

Dicembre 2023

Legge 104 per l’asma: vediamo se l’applicazione della Legge 104 può essere garantita anche per questa specifica situazione (scopri le ultime notizie su Invalidità e Legge 104, categorie protette, diritto del lavoro, sussidi, offerte di lavoro e concorsi attivi. Leggile gratis su WhatsApp, Telegram e Facebook).

È possibile ottenere il riconoscimento della Legge 104 per asma?

Se una persona affetta da asma vede significativamente ridotta la sua capacità di autonomia, a causa dell’età e della gravità della condizione, al punto da necessitare un supporto assistenziale costante e completo sia a livello personale che nelle relazioni sociali, è possibile richiedere il riconoscimento di determinati benefici legati alla serietà del proprio stato di salute. Questo riconoscimento segue la stessa procedura prevista per l’invalidità civile.

Dopo aver ricevuto la certificazione che attesta la condizione di handicap (articolo 3, comma 1) o di handicap grave (articolo 3, comma 3), la persona deve contattare gli uffici dell’INPS competenti nella propria area geografica per richiedere i benefici specifici legati a tale riconoscimento.

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Qual è il presupposto per ottenere la Legge 104 con l’asma?

Per ottenere il riconoscimento ai sensi della Legge 104, è necessario dimostrare l’esistenza di una condizione di handicap. Tale condizione può essere rappresentata da limitazioni fisiche, mentali o sensoriali, che possono essere stabili o in evoluzione, e che comportano difficoltà nell’apprendimento, nelle relazioni sociali o nell’inserimento lavorativo.

La concessione della Legge 104 non è automatica e richiede la verifica dell’esistenza della disabilità da parte di una commissione medico-legale specifica.

Per quanto riguarda l’asma, la possibilità di accedere ai benefici previsti dalla normativa dipende dalla severità della condizione. Essenzialmente, per essere considerati invalidi civili a causa dell’asma, è necessario che questa patologia impedisca o limiti significativamente le normali attività quotidiane o le interazioni sociali.

Se l’asma è l’unica patologia presente, di solito si può ottenere un massimo del 35% come percentuale di invalidità. Tuttavia, se l’asma si combina con altre condizioni di salute, la percentuale di invalidità può aumentare.

Come richiedere l’invalidità con l’asma?

Per ottenere il riconoscimento della Legge 104 in presenza di asma, è fondamentale avere una diagnosi appropriata. La procedura da seguire include:

  1. Consultare il medico di famiglia per ottenere un certificato medico introduttivo che attesti la condizione di asma del paziente.
  2. Inoltrare una richiesta per l’accesso ai benefici della Legge 104 presso l’INPS. Questa domanda può essere fatta direttamente online dall’interessato o tramite il supporto di enti di patronato.

Dopo la presentazione della domanda, è necessario attendere la chiamata per una visita di controllo da parte di una commissione medico-legale, che generalmente avviene entro 90 giorni dalla richiesta. È importante presentarsi a questo appuntamento con tutti i documenti che comprovano la patologia.

Il risultato del processo di valutazione per l’asma verrà formalizzato in un verbale elettronico stilato dalla commissione, che include anche la percentuale di invalidità riconosciuta. Questo documento verrà inviato al richiedente e indicherà anche il tipo di handicap riconosciuto, che può essere ai sensi dell’articolo 3, comma 1 (per handicap) o dell’articolo 3, comma 3 (per handicap grave) della Legge 104.

Legge 104 per l'asma
Legge 104 per l’asma – L’immagine mostra una ragazza che sta usando un inalatore per l’asma.

Quali sono le agevolazioni usufruibili con la Legge 104 per l’asma?

La Legge 104 offre ai destinatari, ovvero persone con disabilità o a chi assiste un disabile, varie agevolazioni: detrazioni fiscali del 19%, IVA ridotta al 4% per l’acquisto di dispositivi tecnici e informatici, e sgravi per spese mediche, oltre che per l’acquisto di veicoli.

Un aspetto centrale è il diritto ai permessi retribuiti, regolamentati dall’articolo 33, comma 3, della Legge 104. Questi permessi consentono di astenersi dal lavoro, mantenendo la retribuzione e i contributi pensionistici.

Il Decreto Legislativo n. 105/2022, che attua la Direttiva Europea 2019/1158, ha introdotto modifiche: i permessi sono, infatti, ora accessibili ai disabili gravi, ai loro familiari fino al secondo grado (estendibili al terzo in casi specifici), e anche ai conviventi di fatto e alle parti delle unioni civili, grazie alla legge Cirinnà e a una sentenza della Corte Costituzionale.

I permessi includono 2 ore giornaliere o 3 giorni mensili, frazionabili in ore. Per i genitori di bambini disabili sotto i tre anni, ci sono, inoltre, delle opzioni aggiuntive, come il prolungamento del congedo parentale. Anche per il coniuge, convivente di fatto, parenti fino al secondo grado e genitori di disabili oltre i 12 anni, sono previsti 3 giorni mensili di permesso.

FAQ su Legge 104 per l’asma

Cosa comprende l’esenzione per asma?

Per quanto riguarda le esenzioni dal pagamento del ticket sanitario a causa di determinate patologie, l’asma è classificata sotto il codice 007. Questa condizione, che rientra nell’area delle malattie pneumologiche, si manifesta con una contrazione dei bronchi. Le cause dei sintomi dell’asma sono frequentemente legate a reazioni allergiche.

Chi ha l’asma può lavorare?

I datori di lavoro possono essere preoccupati per le possibili assenze frequenti dei dipendenti. È essenziale comunicare con loro e chiarire che, attraverso una gestione efficace e l’uso appropriato dei medicinali, anche le persone con asma possono svolgere il loro lavoro senza problemi significativi.

Quanti punti di invalidità per l’asma?

L’asma si divide in due tipi: asma allergico estrinseco e asma intrinseco. Entrambi i tipi di asma generalmente rientrano in una categoria di invalidità piuttosto bassa, con l’asma allergico estrinseco che varia tra il 21% e il 30% e l’asma intrinseco fissato al 35%. Di conseguenza, le agevolazioni disponibili sono relativamente limitate. Tuttavia, è importante considerare che l’asma può essere associata ad altre malattie respiratorie, il che può portare a un riconoscimento di invalidità più elevato. In particolare, la broncopneumopatia cronica asmatica grave e la broncopneumopatia cronica asmatica severa possono essere riconosciute con una percentuale di invalidità che varia dal 71% all’80% nel primo caso, e dall’81% al 100% nel secondo.

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