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Legge 104 per assistere genitori anziani: come richiederla

Legge 104 per assistere genitori anziani: chi può usufruirne e come presentare domanda. Scopriamolo in questo articolo.

di Carmine Roca

Febbraio 2022

Oggi vi parliamo delle agevolazioni previste dalla Legge 104 per assistere genitori anziani (Scopri le ultime notizie su bonus, Rem, Rdc e assegno unico. Leggi su Telegram tutte le news su Invalidità e Legge 104. Ricevi ogni giorno sul cellulare gli ultimi aggiornamenti su bonus, lavoro e finanza personale: entra nel gruppo WhatsApp, nel gruppo Telegram e nel gruppo Facebook. Scrivi su Instagram tutte le tue domande. Guarda le video guide gratuite sui bonus sul canale Youtube. Per continuare a leggere l’articolo da telefonino tocca su «Continua a leggere» dopo l’immagine di seguito)

Vedremo insieme come richiederle e soprattutto quali sono i requisiti da rispettare per beneficiarne.

Se sei interessato/a all’argomento e vuoi saperne di più, continua a leggere l’articolo.

Legge 104 per assistere genitori anziani

Le disposizioni in materia di assistenza, integrazione e diritti delle persone con disabilità sono comprese nella Legge 104, entrata in vigore nel febbraio del 1992, modificata nel 2000, nel 2010 e infine nel 2011.

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Prima di addentrarci nel merito, vediamo cosa si intende per persona con grave disabilità, ovvero chi presenta una minorazione fisica, psichica o sensoriale, stabilizzata o progressiva, che provoca una difficoltà di relazione, apprendimento e di integrazione lavorativa, causando uno svantaggio sociale o di emarginazione.

I familiari, fino al secondo grado di parentela (o fino al terzo grado in casi particolari), che assistono parenti o affini con disabilità gravi hanno diritto a una serie di agevolazioni fiscali o lavorative.

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Per beneficarne, però, c’è bisogno che venga riconosciuta la condizione di disabilità grave. Quindi, ci si deve recare dal proprio medico curante, che inoltrerà la richiesta all’INPS. L’istituto, a sua volta, farà sottoporre la persona con disabilità a una visita medica di accertamento, tenuta dalla commissione medica dell’ASL competente integrata da un medico dell’INPS.

Sarà la commissione medica a riconoscere lo stato di disabilità grave, rilasciando un certificato con il quale sarà possibile usufruire dei vantaggi della Legge 104 per assistere genitori anziani.

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Legge 104 per assistere genitori anziani: permessi retribuiti

Come spiegato dal sito Invaliditaediritti.it, in questo articolo sulla Legge 104 per assistere genitori anziani, i familiari che assistono un genitore anziano con disabilità grave hanno diritto a delle agevolazioni lavorative, a iniziare dai permessi retribuiti.

Ogni lavoratore dipendente ha diritto a 3 giorni al mese di permessi per assistere un genitore o un parente disabile grave. Inoltre può scegliere la sede di lavoro più confacente alle proprie necessità e rifiutarsi di trasferirsi dalla propria sede lavorativa o di lavorare di notte e nei giorni festivi, domeniche comprese.

I tre giorni di congedo retribuito mensili possono essere sfruttati anche non consecutivamente e frazionati in ore. Oltre ai tre giorni di congedo, ogni lavoratore ha diritto di un congedo retribuito fino a un massimo di due anni.

Non è facile ottenerlo. Bisogna rispettare questi requisiti:

Legge 104 per assistere genitori anziani
Legge 104 per assistere genitori anziani: chi può usufruirne.

Legge 104 per assistere genitori anziani: domanda per permessi retribuiti

Il congedo retribuito dal lavoro può essere richiesto e ottenuto dal dipendente della pubblica amministrazione o da chi lavora, come dipendente, in un’azienda privata.

Nel primo caso, la domanda va presentata al dirigente responsabile dell’ente per cui si presta servizio. La domanda consiste in un’autocertificazione con cui si dichiarano lo stato di handicap grave dell’assistito, il grado di parentela, i dati anagrafici del lavoratore e della persona assistita, la convivenza con l’assistito e i dati identificativi dell’ente per cui si lavora.

Nel caso di un’azienda privata, la richiesta va presentata all’INPS, che deve confermare la richiesta. Si tratta sempre di una autocertificazione con gli stessi dati previsti per il dipendente della pubblica amministrazione. La domanda va, quindi, inoltrata al datore di lavoro.

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