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Legge 104 cognato

Legge 104 per il cognato: vediamo se è possibile ottenere le agevolazioni Legge 104 da parte del cognato della persona disabile grave e a quali condizioni.

di Romina Cardia

Dicembre 2023

In questo approfondimento parliamo di Legge 104 per il cognato (scopri le ultime notizie su Invalidità e Legge 104categorie protettediritto del lavorosussidiofferte di lavoro e concorsi attivi. Leggile gratis su WhatsAppTelegram e Facebook).

È possibile richiedere la Legge 104 per il cognato disabile grave?

Sì, è possibile richiedere la Legge 104 per il cognato disabile grave. I cognati sono considerati affini di secondo grado e possono usufruire delle agevolazioni lavorative previste dalla Legge 104/1992.

Tuttavia, fai attenzione: la legge non riconosce come affini il coniuge del cognato, né i cognati o le cognate del coniuge. Inoltre, non esiste affinità tra i mariti di due sorelle.  

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A quali condizioni è possibile chiedere la Legge 104 per il cognato

Il cognato o la cognata di una persona con disabilità grave, come il coniuge del fratello o della sorella del caregiver, può richiedere le agevolazioni lavorative della Legge 104.

Tuttavia, ciò è possibile solo se il coniuge, i genitori o i figli del disabile sono ultrasettantacinquenni, affetti da patologie invalidanti o deceduti, assenti o mancanti.

In presenza di una di queste condizioni, il cognato può essere nominato assistente della persona con disabilità grave e beneficiare di permessi retribuiti o congedo straordinario.

In presenza di determinate condizioni e solo è possibile fare domanda per Legge 104 al nipote non convivente. Vediamo quali sono queste condizioni e in che modo si possono utilizzare i permessi retribuiti, il congedo straordinario la scelta della sede di lavoro e il trasferimento di sede.

A chi è riconosciuta la Legge 104

La Legge 104 riconosce diritti a diverse categorie di parenti e affini, suddivisi in primo e secondo grado.

Nel primo grado rientrano genitori, figli naturali, adottati o affiliati, mentre nel secondo grado troviamo nonni, fratelli, sorelle e nipoti (figli dei figli).

Gli affini di primo grado comprendono suocero/a, nuora, genero, patrigno e matrigna con figliastri, mentre quelli di secondo grado sono i cognati.

Non sono considerati affini il coniuge del cognato, i cognati e le cognate di moglie o marito, e i mariti di due sorelle.

La Legge 104 concede permessi e congedi anche a parenti e affini entro il terzo grado, ma solo se il coniuge o i genitori della persona da assistere hanno già compiuto 65 anni, sono invalidi, oppure sono deceduti o mancanti.

Ecco la differenza tra parenti e affini di secondo grado: una indicazione che troviamo spesso in numerose normative.

Quali sono le agevolazioni lavorative a cui si ha diritto

La Legge 104 offre importanti vantaggi ai lavoratori con disabilità grave e ai familiari che assistono coniugi o parenti in questa condizione. Tra le agevolazioni lavorative previste, ci sono i permessi retribuiti e il congedo straordinario.

I permessi retribuiti consentono al lavoratore di assentarsi dal lavoro fino a 3 giorni al mese, con possibilità di frazionare anche in ore al giorno.

Questo periodo di assenza è dedicato all’assistenza di un familiare con grave handicap. Durante questi giorni, il lavoratore continua a percepire regolarmente lo stipendio.

Il congedo straordinario è un’aspettativa straordinaria che permette al lavoratore caregiver di assentarsi dal lavoro per un massimo di 2 anni nell’arco dell’intera vita lavorativa.

Questo periodo è retribuito e coperto da contribuzione figurativa. L’obiettivo è consentire al lavoratore di prendersi cura di un familiare con disabilità grave.

È fondamentale che chi richiede questi benefici abbia un legame di parentela o affinità con la persona con disabilità grave che si intende assistere.

In sintesi, la Legge 104 rappresenta un sostegno significativo per chi si trova a gestire situazioni di disabilità grave all’interno della propria famiglia, offrendo soluzioni concrete e supporto economico durante i periodi di assistenza.

Chi paga la 104 INPS o datore di lavoro? Ecco la risposta.

Legge 104 per il cognato
Legge 104 per il cognato. Nella foto: due donne si abbracciano.

A chi spettano i permessi e il congedo retribuiti

I permessi retribuiti e il congedo straordinario sono benefici garantiti a diverse categorie di persone in relazione a individui con handicap grave. Questi includono:

Dal 2016, la Corte Costituzionale ha equiparato i diritti del convivente di fatto a quelli dei familiari appartenenti al primo gruppo, consentendo loro di usufruire dei permessi lavorativi e del congedo straordinario in modo paritario.

Legge 104 per una persona convivente. Eliminazione del referente unico, riconoscimento del convivente di fatto e semplificazione del criterio di convivenza con l’assistito: tutte le novità.

FAQ sui permessi retribuiti e congedo 104

Come richiedere la Legge 104?

Per richiedere i benefici previsti dalla Legge 104, è fondamentale ottenere il riconoscimento dell’invalidità e della disabilità grave, presentando la documentazione necessaria alle competenti commissioni mediche. Successivamente, una volta ottenuta la certificazione, sarà possibile richiedere i permessi retribuiti, come i tre giorni di permesso, presso il proprio datore di lavoro.

Quante persone si possono assistere con Legge 104?

Più persone aventi diritto possono alternarsi nell’utilizzo dei permessi previsti dalla Legge 104 per fornire assistenza alla stessa persona con grave disabilità. Inoltre, i congedi straordinari saranno concessi anche ai conviventi di fatto.

Qual è la differenza tra richiedere i permessi per intere giornate o ad ore?

Richiedere i permessi per intere giornate permette di ottenere un totale di 24 ore di permesso al mese, se si lavora 5 giorni alla settimana con un orario di 8 ore al giorno. Richiedere permessi a ore, invece, consente di “spalmare” queste 24 ore per soddisfare esigenze specifiche. Un’opzione popolare è richiedere due ore di permesso al giorno. Anche se lavori 20 giorni al mese, avrai comunque 40 ore di permesso a disposizione, permettendoti di lavorare meno ore al mese e di sfruttare al meglio le agevolazioni previste dalla legge.

I conviventi di fatto possono beneficiare della Legge 104 anche per l’assistenza di altri familiari?

No, non è possibile. Per quanto riguarda i conviventi o le coppie di fatto, questi, a differenza dei coniugi e degli uniti civilmente, possono beneficiare dei permessi retribuiti soltanto in caso di assistenza al convivente. Secondo l’INPS, “il rapporto di affinità non è riconoscibile, non essendo la convivenza di fatto un istituto giuridico, ma una situazione di fatto tra due persone che decidono di formalizzare il loro legame affettivo stabile di coppia e di reciproca assistenza morale e materiale”.

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