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Home / Diritto » Invalidità Civile » Lavoro / Legge 104 per i conviventi non sposati

Legge 104 per i conviventi non sposati

Come funziona la Legge 104 per i conviventi non sposati? È possibile beneficiare di permessi e congedo straordinario? Le risposte in questo approfondimento.

di Romina Cardia

Dicembre 2023

In questo articolo parliamo di Legge 104 per i conviventi non sposati (scopri le ultime notizie su Invalidità e Legge 104categorie protettediritto del lavorosussidiofferte di lavoro e concorsi attivi. Leggile gratis su WhatsAppTelegram e Facebook).

Si può richiedere la Legge 104 per i conviventi non sposati?

La Legge 104, nota come Legge-quadro per l’assistenza e i diritti delle persone con disabilità, offre ai familiari di chi ha bisogni speciali il beneficio dei permessi 104.

Questi permessi includono tre giorni di riposo al mese, frazionabili in ore, oppure riposi giornalieri di una o due ore.

È importante notare che tali permessi sono retribuiti in base alla paga oraria o giornaliera del lavoratore, sia per coloro che hanno una disabilità grave sia per i familiari che assistono una persona con handicap grave.

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Hanno diritto a questi permessi i lavoratori familiari e i parenti fino al 3° grado del disabile.

Ma come funziona la Legge 104 per i conviventi non sposati? La risposta è fornita dalla Circolare n. 38/2017 dell’INPS, che esamina la Legge n. 76/2016 (Legge Cirinnà).

Quest’ultima riconosce alcuni diritti alle coppie di fatto e a coloro che sono unite civilmente.

Ricapitolando: la Legge 104 offre importanti benefici ai familiari e ai caregiver, garantendo loro permessi retribuiti per assistere i propri cari con disabilità. Le coppie conviventi o unite civilmente possono anch’esse usufruire di tali permessi, seguendo le normative stabilite dalla Legge Cirinnà e la relativa circolare dell’INPS.

Vediamo a questo punto cosa è previsto nel dettaglio per le persone conviventi ma non sposate.

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Cosa cambia per la Legge 104 per i conviventi non sposati

La legge sulle unioni civili tra persone dello stesso sesso e le convivenze di fatto, regolamentata dalla Legge n. 76/2016, estende i diritti previsti per il matrimonio alle coppie conviventi non sposate.

Queste disposizioni si applicano a leggi, atti legali, regolamenti, atti amministrativi e contratti collettivi.

La legge riconosce ai conviventi alcuni diritti, inclusi i permessi per assistere familiari disabili.

Per “conviventi di fatto” si intendono due adulti legati da legami affettivi e di mutuo sostegno, non vincolati da parentela, affinità, adozione, matrimonio o unione civile.

La Corte Costituzionale, con la sentenza n. 213/2016, ha dichiarato incostituzionale la parte della Legge 104 che esclude il convivente dal permesso mensile retribuito per l’assistenza a persone con handicap grave.

Questa decisione si basa sulla tutela del diritto alla salute psico-fisica del disabile grave come un diritto inviolabile dell’uomo, come stabilito dall’art. 2 della Costituzione.

Scopri tutto sulla Legge 104 art. 33 comma 3 e 6: a chi spettano le agevolazioni lavorative e come possono essere fruite.

Assistenza ai parenti della persona convivente

Se sei parte convivente di fatto, hai diritto a permessi speciali per assistere il tuo partner.

Tuttavia, questi permessi non si applicano per assistere i parenti del tuo partner, poiché nella convivenza di fatto non sono considerati legami familiari stretti.

Inoltre, i conviventi di fatto hanno diritto solo ai permessi retribuiti e non al congedo straordinario.

Ecco i requisiti del congedo Legge 104 e in quali casi spetta ai figli non conviventi.

Come richiedere la Legge 104 per i conviventi non sposati

Quindi: se hai un partner convivente che necessita di assistenza a causa di una disabilità grave, puoi richiedere i permessi 104.

In presenza di determinate condizioni è possibile fare domanda per Legge 104 al nipote non convivente. Vediamo quali sono queste condizioni e in che modo si possono utilizzare i permessi retribuiti, il congedo straordinario la scelta della sede di lavoro e il trasferimento di sede.

Legge 104 per i conviventi non sposati
Legge 104 per i conviventi non sposati. Nella foto: una coppia di conviventi.

Valutazione del diritto a richiedere la Legge 104 per i conviventi non sposati

Per determinare l’ammissibilità dei permessi Legge 104 per i conviventi non sposati, occorre considerare che il termine “convivente” si riferisce a una “convivenza di fatto” definita dall’articolo 1, comma 36, della legge n. 76/2016.

Questo implica, come abbiamo detto, una relazione stabile tra due adulti legati da legami affettivi e reciproca assistenza, senza vincoli di parentela, affinità, adozione, matrimonio o unione civile.

Poiché questa valutazione coinvolge dati detenuti da altre Pubbliche Amministrazioni, è sufficiente la dichiarazione del richiedente nella domanda, attestando di essere convivente di fatto secondo quanto stabilito dalla legge n. 76/2016, con l’onere per l’operatore di verificare le dichiarazioni in modo appropriato.

Infine, è importante notare che la convivenza di fatto può coinvolgere sia persone dello stesso sesso che di sesso diverso.

FAQ sui permessi con la Legge 104

Quando è possibile cumulare i permessi con la 104?

L’articolo 6 del decreto numero 119 del 2011, con il quale è stato aggiunto un periodo al comma 3 dell’articolo 33 della Legge 104, afferma che: “Il dipendente ha diritto di prestare assistenza nei confronti di più persone in situazione di handicap grave, a condizione che si tratti del coniuge o di un parente o affine entro il primo grado o entro il secondo grado qualora i genitori o il coniuge della persona con handicap in situazione di gravità abbiano compiuto i 65 anni di età oppure siano anch’essi affetti da patologie invalidanti o siano deceduti o mancanti.”

Quando non è possibile cumulare i permessi con la Legge 104?

La legge, allo stesso tempo, vieta il cumulo permessi 104 se anche solo uno dei due disabili sia un familiare o un affine di terzo grado. Neppure se il coniuge o il genitore del disabile non siano in condizione di prendersene cura.

Posso andare al mare se assisto un familiare disabile e ho i permessi 104?

Se stai assistendo un familiare disabile grave, ci sono delle regole da seguire quando usi i permessi 104. La legge vuole garantire che la persona disabile riceva l’assistenza di cui ha bisogno. Quindi, se vai al mare e non ti occupi del tuo familiare, potresti rischiare una denuncia o addirittura un licenziamento.

Qual è la differenza tra richiedere i permessi per intere giornate o ad ore?

Richiedere i permessi per intere giornate permette di ottenere un totale di 24 ore di permesso al mese, se si lavora 5 giorni alla settimana con un orario di 8 ore al giorno. Richiedere permessi ad ore, invece, consente di “spalmare” queste 24 ore per soddisfare esigenze specifiche. Un’opzione popolare è richiedere due ore di permesso al giorno. Anche se lavori 20 giorni al mese, avrai comunque 40 ore di permesso a disposizione, permettendoti di lavorare meno ore al mese e di sfruttare al meglio le agevolazioni previste dalla legge.

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