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Legge 104, come funzionano i permessi per visite e terapie

Scopri come funzionano i permessi per visite e terapie con la Legge 104 sia per i lavoratori disabili che per coloro che assistono una persona con disabilità grave.

di Cassandra Testa

Giugno 2024

Come funzionano i permessi per visite e terapie con la Legge 104? Vediamo come funziona la richiesta e la fruizione dei permessi lavorativi (scopri le ultime notizie su Invalidità e Legge 104, categorie protette, diritto del lavoro, sussidi, offerte di lavoro e concorsi attivi. Leggile gratis su WhatsApp, Telegram e Facebook).

Come funzionano i permessi per visite e terapie con la Legge 104?

I permessi per visite, terapie, prestazioni specialistiche o esami diagnostici sono un diritto riconosciuto ai lavoratori per consentire loro di usufruire di queste prestazioni sanitarie senza subire delle penalizzazioni sul piano lavorativo ed economico.

Anche i lavoratori disabili, quindi, possono richiedere questa tipologia di permessi al proprio datore di lavoro purché vengano rispettati i limiti previsti dal proprio contratto di lavoro.

Per chi assiste un disabile grave, è possibile chiedere i permessi per visite e terapie con la Legge 104 facendoli rientrare nei tre giorni di permessi mensili previsti dalla normativa.

La Legge 104, infatti, prevede la possibilità per i dipendenti disabili e per i loro familiari di richiedere fino a 3 giorni di permessi al mese per la cura e l’assistenza. Essi possono essere anche fruiti a ore e in giornate consecutive.

Nel caso solo del lavoratore disabile che chiede di assentarsi dal lavoro per sé stesso, è possibile scegliere se usufruire dei 3 giorni di permesso mensili oppure di ridurre l’orario lavorativo di 2 ore al giorno.

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La decisione tra prendere il permesso di 2 ore al giorno o di 3 giorni al mese può cambiare da un mese all’altro o anche durante lo stesso mese in caso di emergenza documentata.

In base all’Interpello al Ministero del Lavoro n. 30/2010, l’assenza dal lavoro può essere richiesta anche per la prenotazione di una visita medica per conto del disabile.

Inoltre, secondo il messaggio n. 14480 del 28 maggio 2010 dell’INPS sull’articolo 33, comma 3 della Legge 104/92, i lavoratori possono prendere permessi orari se devono accompagnare un parente gravemente disabile per una visita medica fuori dalla struttura di ricovero.

In questo caso, però, devono fare una richiesta anticipata al proprio datore di lavoro e fornire la documentazione dalla struttura di ricovero che confermi che il disabile è affidato ai parenti per tutto il periodo necessario per effettuare la visita.

Se un dipendente è riconosciuto come invalido civile con un grado di invalidità superiore al 50% o è mutilato, può chiedere, in aggiunta, un congedo straordinario per cure della durata massima di 30 giorni all’anno, frazionabile in base alle ore necessarie. Durante questo periodo si ha diritto a ricevere un’indennità pari a quella prevista per i periodi di malattia.

Per ottenere questo tipo di agevolazione, è necessario presentare la documentazione medica che giustifichi la necessità di un trattamento terapeutico durante il periodo di congedo.

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Come funzionano i permessi per visite e terapie per tutti i lavoratori?

Secondo le disposizioni vigenti, i permessi per visite e terapie spettano a tutti i lavoratori (a prescindere dalla fruizione della Legge 104) e possono essere utilizzati fino a un massimo di 18 ore annuali, comprese le ore necessarie per il tragitto da e per il luogo di lavoro.

È importante, inoltre, sottolineare che questi permessi partecipano al calcolo del periodo di comporto, in quanto vengono assimilati alle assenze per malattia.

Per usufruire di queste assenze dal lavoro è necessario presentare al proprio datore di lavoro una domanda di permesso con almeno tre giorni di preavviso, salvo i casi di comprovata urgenza. Inoltre, al momento della visita dovrai chiedere alla struttura sanitaria di rilasciarti un’attestazione di presenza.

Questo documento dovrà poi essere inviato direttamente alla tua azienda anche in modalità telematica e costituirà una prova per garantirà la regolarità dell’assenza.

Per chi ha bisogno di terapie prolungate, basta una certificazione iniziale del medico che confermi la necessità di ricevere dei trattamenti regolari per la cura della propria condizione. Successivamente, ti verrà comunque richiesto di presentare delle singole attestazioni di presenza per ogni singola terapia programmata.

Chi può usufruire della Legge 104?

Le categorie di soggetti che hanno diritto alle agevolazioni della Legge 104/1992 includono:

  1. Figli con disabilità grave, sia naturali che adottivi.
  2. Partner, compresi coniugi, unioni civili e convivenze di fatto, secondo la sentenza della Corte costituzionale n. 213 del 23 settembre 2016.
  3. Familiari fino al 2° grado di parentela (fino al 3° grado se i genitori o il partner della persona con disabilità hanno oltre 65 anni, sono affetti da patologie invalidanti, sono deceduti o mancanti).
  4. Portatori di handicap con minorazione fisica, psichica o sensoriale stabilizzata e progressiva, che causi difficoltà di apprendimento, relazionali o di integrazione nel lavoro, con svantaggi sociali o emarginazione.
  5. Persone con disabilità grave che riduce l’autonomia personale correlata all’età, richiedendo assistenza permanente, continuativa e totale.
Come funzionano i permessi per visite e terapie con la Legge 104
Come funzionano i permessi per visite e terapie con la Legge 104: in foto un’anziana in carrozzina assistita da un infermiere in uno studio medico.

FAQ su come funzionano i permessi per visite e terapie con la Legge 104

Cosa si può fare durante i permessi Legge 104 INPS?

Durante i permessi Legge 104 INPS si può assistere il familiare disabile o svolgere incombenze personali o di cura per il disabile. Non è, quindi, possibile svolgere delle attività che non siano strettamente legate all’assistenza della persona affetta da disabilità.

Chi usufruisce della Legge 104 può essere controllato?

Sia il datore di lavoro che l’INPS hanno il diritto di controllare l’utilizzo corretto dei permessi Legge 104 al fine di prevenire eventuali abusi o frodi.

Come richiedere il congedo straordinario per cure?

Il dipendente deve presentare al datore di lavoro la domanda di congedo per cure insieme alla prescrizione del medico specialista della ASL. Al termine del congedo, è necessario fornire la documentazione che attesti che il periodo è stato dedicato a cure specifiche.

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