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Home / Diritto » Lavoro » Previdenza e Invalidità / Legge 104 e ritorno a casa

Legge 104 e ritorno a casa

Legge 104 e ritorno a casa: si ha diritto ai permessi retribuiti anche se non si è in casa con l'assistito? E anche se la persona con disabilità è ricoverata? Scopriamolo in questo articolo.

di Carmine Roca

Febbraio 2024

In questo approfondimento vi parleremo di Legge 104 e ritorno a casa: ecco cosa sapere (scopri le ultime notizie su Invalidità e Legge 104, categorie protette, diritto del lavoro, sussidi, offerte di lavoro e concorsi attivi. Leggile gratis su WhatsApp, Telegram e Facebook).

Legge 104 e ritorno a casa: è consentito?

Si può prestare assistenza a un familiare con disabilità grave, usufruendo dei permessi retribuiti con la 104, anche non convivendo con l’assistito?

Spieghiamoci meglio: al caregiver è consentito assentarsi da lavoro per prestare assistenza al familiare con disabilità grave, restando a casa in attesa di un’eventuale chiamata dall’assistito?

, è consentito e lo dispone la Corte di Cassazione con la sentenza numero 16930 del 12 agosto 2020. Secondo l’organo giudicante il caregiver può tranquillamente stare in casa, prestando assistenza a distanza, rimanendo a disposizione del familiare disabile, intervenendo in caso di necessità e nel frattempo riposarsi o dedicarsi alle proprie faccende.

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Legge 104 e ritorno a casa: la sentenza della Cassazione

La Cassazione intervenne per un caso che riguardava una lavoratrice licenziata dopo essere stata “scoperta” mentre trascorreva le giornate di permesso in casa propria, recandosi dal fratello disabile solo per pochi minuti (una ventina circa).

Ci sarebbero stati gli estremi del licenziamento soltanto se la lavoratrice, anziché rimanere a disposizione del fratello disabile, come accadeva frequentemente, avesse abbandonato la propria abitazione andandosene in giro a fare compere, in vacanza al mare, in palestra o al bar con gli amici (attività di esclusivo interesse del lavoratore).

Invece, la lavoratrice, in qualsiasi momento avrebbe potuto intervenire in caso di necessità, prestando un’assistenza graduata, che non interrompeva il legame con le finalità dei permessi retribuiti e senza abusarne.

La sentenza ha legittimato la possibilità di non trascorrere tutte le ore e i giorni di permesso in compagnia dell’assistito.

Legge 104 e ritorno a casa: come assistere un familiare disabile?

Allo stesso tempo, però, la Corte di Cassazione ha compreso che c’è una linea molto sottile che separa il diritto alla Legge 104 dall’abuso delle agevolazioni lavorative.

Per questo motivo ha ricordato che l’assenza dal luogo di lavoro per i permessi retribuiti è legittima e non può intendersi esclusiva al punto da impedire al caregiver di avere tempo a sua disposizione per personali esigenze di vita.

Ma, comunque, chi assiste una persona disabile deve garantire all’assistito un intervento assistenziale permanente, continuativo e globale: le esigenze personali del lavoratore non devono interferire o limitare l’assistenza.

In caso contrario si configurerebbe un abuso, poiché si andrebbe a spezzare il nesso tra l’assenza dal lavoro e l’assistenza al disabile.

La Cassazione ha aggiunto che occorre verificare se l’eventuale esercizio di altre attività o, come nel caso che qui occupa, la semplice attesa dell’occorrente assistenza possano integrare un uso legittimo del permesso.

In un caso precedente, la Corte di Cassazione aveva confermato la legittimità del licenziamento di un lavoratore, beneficiario dei permessi retribuiti con la Legge 104, poiché sorpreso in casa a riposare.

In questo caso, era emerso che l’assistenza mancava a causa del comportamento egoistico del lavoratore, che preferiva rimanere in casa a riposarsi, anziché assistere il familiare disabile.

Legge 104 e ritorno a casa: spettano i permessi con familiare ricoverato?

La Corte di Cassazione ha sentenziato che un lavoratore titolare dei permessi retribuiti con la Legge 104 ne ha diritto anche se il familiare da assistere non abita più in casa propria ed è ricoverato in una struttura residenziale (una casa di riposo).

Se, invece, il disabile dovesse essere ricoverato presso una struttura sanitaria che offre assistenza e prestazioni sanitarie continue, come una RSA, in quel caso il lavoratore caregiver non avrebbe diritto ai permessi retribuiti.

Fanno eccezione anche i disabili ricoverati in stato vegetativo permanente o in stato terminale o che necessitano di recarsi fuori dalla struttura per visite e terapie specialistiche certificate.

Legge 104 e ritorno a casa
Legge 104 e ritorno a casa: in foto due giovani assistono una donna in carrozzina.

Faq sui permessi con Legge 104

Posso andare al mare se ho i permessi 104 come lavoratore disabile?

Sì, se sei un lavoratore disabile con Legge 104, puoi approfittare dei permessi retribuiti per andare al mare. Questi permessi sono pensati per permetterti di riposarti e prenderti una pausa dal lavoro, che potrebbe essere più gravoso per te rispetto ai colleghi senza disabilità.

Posso andare al mare se assisto un familiare disabile e ho i permessi 104?

La situazione è un po’ diversa. Se stai assistendo un familiare disabile grave, ci sono delle regole da seguire quando utilizzi i permessi 104. Se vai al mare e non ti occupi del tuo familiare, potresti rischiare una denuncia o addirittura il licenziamento.

Cosa si intende per “continuità” nei permessi retribuiti con la Legge 104?

La continuità nei permessi retribuiti con la legge 104 riguarda l’assistenza regolare e costante che il lavoratore fornisce alla persona disabile. La continuità dell’assistenza è un requisito chiave per ottenere questi permessi.

Chi può richiedere i tre giorni di permesso retribuito con la Legge 104?

I tre giorni di permesso retribuito previsti dalla Legge 104 possono essere richiesti dai dipendenti che hanno ottenuto il riconoscimento della condizione di handicap o che assistono un familiare con disabilità grave.

Questo diritto è esteso ai lavoratori del settore pubblico e privato che rientrano nelle categorie previste dalla legge.

Come richiedere la Legge 104?

Per richiedere i benefici previsti dalla Legge 104, è necessario seguire alcuni passi semplici ma importanti. Innanzitutto, è fondamentale ottenere il riconoscimento dell’invalidità o della disabilità grave, presentando la documentazione necessaria alle competenti commissioni mediche.

Successivamente, una volta ottenuta la certificazione, sarà possibile richiedere i permessi retribuiti, come i tre giorni di permesso, presso il proprio datore di lavoro.

È importante comunicare tempestivamente la necessità di usufruire di tali permessi e fornire al datore di lavoro la documentazione comprovante la condizione di handicap o di assistenza a un familiare disabile.

Ricordate sempre di verificare le specifiche procedure interne dell’azienda o ente in cui si lavora per garantire una corretta gestione delle richieste secondo la Legge 104.

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