Lezioni da un’ora: la scuola riapre con l’orario lungo

Lezione da un'ora: si torna all'orario pieno nelle scuole italiane nel tentativo di recuperare il tempo perduto nei due anni di lezioni a distanza. Le singole scuole potranno organizzarsi secondo le rispettive esigenze. Restano gli orari d'ingresso scaglionati per evitare assembramenti sui mezzi di trasporto. Gestione diversa degli orari anche nelle aziende.

4' di lettura

Lezioni da un’ora per la riapertura delle scuole. Si torna all’antico anche nel tentativo di recuperare il tempo perduto durante la pandemia. Il tempo perduto, capiamoci, lontano dalla scuola, senza le lezioni in classe.

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Lezione da un’ora e non più da 50 minuti, come prima del Covid.

Lezioni da un’ora: perché era stato ridotto

L’orario ridotto era stato deciso, in molti casi, per far uscire prima i ragazzi. Un’ora circa, in qualche caso anche di più. La scelta è stata adottata per facilitare gli studenti che hanno seguito da casa, staccavano gli occhi dal monitor molto prima. S’era tenuto conto del livello di attenzione che per chi segue a distanza è oggettivamente più limitato.

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Lezioni da un’ora e niente Dad

Lezioni da un’ora, anche perché, appunto, le lezioni a distanza non sono previste. Il governo vuole gli alunni in classe. La Dad potrebbe essere reintrodotta solo in casi eccezionali, per un periodo breve e in territori limitati. Ovvero, solo laddove si presenta una vera emergenza sanitaria.

Lezione da un’ora e le scuole si stanno già attrezzando. La novità è rivolta in particolare ai ragazzi delle superiori.

Lezioni da un’ora: decideranno le scuole

Quella del ministero è comunque una indicazione. L’ultima parola spetta ai singoli consigli d’istituto. Non tutti gli istituti hanno le stesse esigenze o le stesse possibilità di applicare un orario lungo. Ma le prime reazioni sembrano positive.

Recuperare il tempo perduto è importante. Due anni di istruzione sono quasi andati persi. Questo potrebbe avere un impatto negativo sul futuro degli studenti. Si può ancora rimediare,.

La possibilità delle lezioni di un’ora è estesa naturalmente anche i ragazzi delle medie.

Lezioni da un’ora: entrate scaglionate

Per le lezioni da un’ora resta comunque un problema da superare: lo scaglionamento dell’entrata e dell’uscita, che dovrebbe essere adottato per non creare affollamenti, anche sui mezzi di trasporto.

Lo scorso anno l’ingresso a scuola era alle 8 e alle 10. Due ore di differenza, dunque.

Quest’anno non ci sono indicazioni precise da parte del ministero. Ovvero: ci sono, ma saranno le singole scuole, in base alle rispettive esigenze, a decidere gli orari.

La questione riguarda in particolare gli studenti delle scuole superiori, quelli che più di altri si spostano con mezzi pubblici. Un orario di riferimento potrebbe essere adottato dopo un confronto tra la prefettura e il provveditorato agli studi. E quindi su base provinciale, dove è possibile.

Lezioni da un’ora: resta il doppio ingresso

In linea di massima si stanno studiando due fasce orarie per l’ingresso a scuola: alle 8 e alle 9,40. Ma sembra una soluzione non destinata a funzionare. Anche perché la differenza tra i due ingressi è di 100 minuti, quindi due lezioni da 50. Non da 60.

La scelta più logica è quella di due orari, alle 8 e alle 10.

Oppure, con la conferma eventuale dei due ingressi, alle 8 e alle 9,40, la soluzione possibile potrebbe essere questa: le prime due lezioni durano 50 minuti, le successive 60.

La cosa certa è l’intenzione del ritorno alle lezioni da 60 minuti.

Lezioni da un’ora e trasporto pubblico

Intanto si affronta la questione del trasporto pubblico. Legato sia alla riapertura delle scuola, ma anche alla ripresa delle attività lavorative a pieno regime dopo la pausa estiva.

La capienza massima sui mezzi di trasporto urbano è dell’80% (e non è previsto il green pass). Ma è già certo che molti, rispetto al passato, sceglieranno il trasporto privato, cioè le auto o gli scooter per raggiungere scuole e uffici. Non è una buona notizia: dovrebbero aumentare i disagi causati dal traffico.

Trasporto pubblico e lavoratori pendolari

Ma dall’altra parte, l’uso dei mezzi privati riduce la domanda del trasporto pubblico, e consente di gestire il flusso di pendolari anche con la capienza ridotta.

La questione degli orari d’ingresso “spalmati” riguarda anche gli uffici e i luoghi di lavoro in genere. In alcune regioni è stato chiesto alle aziende con più di 100 dipendenti di istituire la figura del mobility manager. Avranno un compito preciso: distribuire l’attività dei dipendenti anche tenendo conto dei mezzi di trasporto.

Sono stati stanziati dei fondi per aiutare le imprese e le amministrazioni a distribuire in modo razionale gli orari di lavoro e impedire assembramenti, traffico, bus e treni pieni. Ossia, quello che accadeva ogni giorno prima della pandemia.

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