Limitazioni per i no vax in fascia gialla o arancione

Limitazioni per i no vax in fascia gialla o arancione: il nuovo decreto per il governo sarà varato la prossima settimana, vediamo cosa prevede. Le persone non vaccinate escluse dalla vita sociale, non ci saranno restrizioni per il lavoro. Sul tavolo la riduzione del periodo di validità del green pass e dei tamponi. Obiettivo: ridurre gli effetti della quarta ondata e scongiurare nuove chiusure durante le feste di fine anno.

5' di lettura

Limitazioni per i no vax se le Regioni passano in fascia gialla o arancione mentre è sempre più probabile un anticipo dei richiami covid a 5 mesi e la riduzione della validità per il green pass

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Il governo è al lavoro per tentare di arginare la quarta ondata di covid in Italia ed evitare nuove chiusure in vista delle feste di Natale.

Limitazioni per i no vax: la linea dura dei governatori

Lo schema immaginato dall’esecutivo, anche su precise richieste arrivate dai governatori (di ogni area politica), prevede dunque limitazioni per i no vax se la situazione epidemiologica dovesse peggiorare. Se, per intenderci, delle singole Regioni dovessero passare da fascia bianca a gialla o arancione.

Limitazioni per i no vax: solo alla vita sociale

Le limitazioni per i no vax saranno comunque estese solo alla vita sociale, non riguarderanno il lavoro, che resterebbe fuori dal nuovo provvedimento.

Il nuovo decreto del governo sarà approvato la prossima settimana. Ci sarà una sorta di doppio green pass (per la vita sociale sarà indispensabile essere vaccinati o guariti dal covid, per andare al lavoro basta il tampone). L’obiettivo, come detto, è quello di evitare nuove chiusure delle attività produttive.

Chiusure che invece stanno caratterizzando molti Paesi europei, anche quelli che hanno tassi di vaccinazione molto simili all’Italia.

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Limitazioni per i no vax: si decide la prossima settimana

Questo lo scenario e le misure più probabili. Se ne discuterà da domani (lunedì) a Palazzo Chigi. Prima l’incontro con le Regioni (che sono per la linea dura e le limitazioni per i no vax), poi giovedì la Cabina di Regia e il Consiglio dei Ministri per l’approvazione definitiva.

La Lega sembra spaccata: Salvini è contrario alle nuove restrizioni, i governatori del suo partito sono sul fronte opposto, a partire da Fedriga, presidente della giunta regionale del Friuli Venezia Giulia, una delle prime Regioni a rischio fascia gialla.

Limitazioni per i no vax: terza dose dopo 5 mesi

Il green pass avrà dunque valore solo per i vaccinati e i guariti. Si attende nel frattempo il via libera dell’Ema per la somministrazione della terza dose dopo 5 mesi e non più 6. Si cerca di accelerare il più possibile. Ma la campagna vaccinale sembra segnare il passo.

Limitazioni per i no vax: piano B, obbligo vaccinale

C’è anche il piano B, ed è più estremo: l’obbligo vaccinale per tutti. Ma si arriverà a quella decisione, già adottata dall’Austria (si inizia a febbraio), solo se la il sistema sanitario dovesse andare di nuovo in grave difficoltà. Per ora non è così, la situazione epidemiologica in Italia è al momento molto meno preoccupante. Anche se i dati di Friuli Venezia Giulia e Provincia autonoma di Bolzano, che confinano con l’Austria, non sono un segnale da sottovalutare.

Il ministro della Salute, Roberto Speranza, vorrebbe adottare maggiori restrizioni da subito per evitare di ricorrere in futuro al lockdown (come accade in Olanda, nella stessa Austria e in molti land della Germania).

Draghi è più cauto. Oltretutto il vaccino obbligatorio impone anche delle questioni di carattere giuridico che non sono di facile soluzione.

Per questo, tra l’altro, il ricorso al vaccino obbligatorio non sembra al momento una strada percorribile. Si passa alla soluzione intermedia: limitazioni per i no vax, estese solo alla vita sociale.

Limitazioni per i no vax: obbligo terza dose per queste categorie

L’obbligo della terza dose di vaccino potrebbe però essere imposto al personale scolastico (tutto) e alle forze dell’ordine. Così come, nel nuovo decreto del governo, sarà imposto il richiamo ai lavoratori della sanità e delle residenze per anziani (a sei mesi dalla fine del primo ciclo vaccinale).

Il motivo è chiaro, ed è stato ripetuto più volte in queste settimane: l’efficacia del vaccino nel contrastare il virus dopo sei mesi inizia a calare in modo significativo. Il che espone anche i vaccinati all’infezione.

Da qui la scelta di anticipare il richiamo a 5 mesi dalla seconda iniezione. Gli esperti stanno ripetendo che non ci sono effetti negativi.

Limitazioni per i no vax: green pass, validità ridotta

Nello stesso decreto sarà anche inserita la riduzione per la validità del green pass: da un anno a 9 mesi. E c’è chi all’interno del governo propone di arrivare a 6 mesi.

Parlavano di limitazioni per i no vax, eccole:

chi non è vaccinato non potrà andare al ristorante, al cinema, a teatro, negli stadi, in discoteca e neppure in palestra.

Sarà redatta una lista molto più dettagliata dopo il confronto con i governatori. Sul campo anche l’ipotesi di impedire a chi non è vaccinato l’accesso agli impianti sciistici.

Le limitazioni per i no vax (ripetiamo: viene escluso il lavoro), sarebbero adottate con un solo obiettivo: restare in fascia bianca e scongiurare in questo modo la chiusura di tante attività (compreso il commercio) durante le feste di fine anno.

Limitazioni per i no vax: si discute sui tamponi

Si discute anche sui tamponi. Una parte del governo vorrebbe escludere la possibilità di ottenere il green pass, sia con l’antigenico, sia con il molecolare. Altri vorrebbero ridurne la durata: 48 ore per il molecolare, 24 per il rapido.

Tutte decisioni che saranno adottate questa settimana, con il nuovo decreto del governo.

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