Liverpool, sangue fresco per continuare il ciclo vincente

Alla vigilia dell'inizio della Premier League la squadra vincitrice dell'ultimo torneo si presenta ai nastri di partenza senza grossi cambiamenti in organico. Per Jurgen Klopp la squadra ha solo iniziato il suo cammino. L'ultimo campionato è stato stradominato e vinto con sette giornate di anticipo. Una analisi di una delle squadre più emozionanti degli ultimi anni e che ha un obiettivo preciso: vincere il titolo numero 20 in un Anfield gremito di tifosi.

Liverpool, sangue fresco per continuare il ciclo vincente
Il Liverpool ai nastri di partenza della nuova Premier League: dopo aver dominato l'ultima stagione si appresta a ripartire senza aver rinforzato una squadra che forse era già perfetta.


3' di lettura

Un’attesa lunga 30 anni per rivincere il titolo. Tre decenni interminabili per il Liverpool e i suoi tifosi, e ora c’è tutta la voglia di aprire un ciclo vincente e ritornare agli anni d’oro di una delle squadre più prestigiose della Premier League (e d’Europa). Anche Jurgen Klopp, il carismatico tecnico tedesco, ci crede.

Difendere il titolo? Attaccheremo

E lo lascia intendere anche una sua dichiarazione sulla stagione che sta per partire: «Il prossimo anno? Non difenderemo il titolo, attaccheremo…».

«Non mi sento soddisfatto, siamo solo nel bel mezzo di qualcosa». Come dire: il percorso è appena iniziato e l’obiettivo è vincere altre Premier e riprovarci in Champions.

Un campionato stradominato

Nell’ultimo torneo i campioni hanno demolito gli avversari, 99 punti. Due in più del Manchester City 2018-19, quello delle meraviglie, per intenderci. E il punteggio avrebbe potuto essere più alto, ma la squadra con il titolo in tasca a sette giornate dalla fine ha inevitabilmente rallentato.

Il titolo è stato vinto prima ancora dell’arrivo del Covid e per il terzo anno consecutivo la squadra è rimasta imbattuta ad Anfield. Un record storico per il club.

Difficile colmare quel divario

Una superiorità schiacciante, così come la raccontano quei 18 punti di vantaggio sulla seconda. Un divario che sembra difficile da colmare. Anche per il City di Guardiola, lo United in perenne costruzione, l’Arsenal rigenerato dalla cura Arteta e un Chelsea dalle rinnovate e costose ambizioni.

Solo quattro ko in campionato, ma due a torneo già vinto.

La squadra è in “mezzo al cammino”, dice Klopp, e lo conferma anche il contratto che ha firmato a dicembre: resterà a Liverpool altri cinque anni. Il tempo di un ciclo di vittorie.

La forza del Liverpool è la difesa

Il tecnico tedesco vuole “attaccare”, ma la vera forza del Liverpool è in difesa. È lì che la squadra ha un vantaggio netto su City, Chelsea e Manchester United. Oltretutto una difesa che avrà un altro anno di consolidata esperienza, cosa che farà solo bene a gente come Trent Alexander Arnold e Andy Robertson, due talenti che possono ancora crescere.

C’è un dato che impressiona rispetto a questi due formidabili terzini: nell’ultima Premier solo Kevin De Bruyne ha prodotto più assist dei due difensori. Roba da non crederci.

Ma la vera arma del Liverpool risiede anche altrove, nella forza mentale. Klopp ha anche un altro vantaggio rispetto a Lampard (Chelsea) e Solskjer (Manchester United): non deve preoccuparsi di tutte le incognite che riserva in genere una squadra in piena transizione.

Ma non manca qualche dubbio

Ma non mancano certo gli interrogativi. Il primo è scontato: riuscirà il Liverpool a mantenersi su livelli così alti per il terzo anno di fila?

Dal mercato non è arrivato molto. Kostas Tsimikas sarà un ottimo sostituto per la fascia sinistra della linea difensiva. La società ha puntato su Thiago Alcantara, ma al momento resta ancora un giocatore del Bayern Monaco. E su Timo Werner le attenzioni si sono spente già all’inizio della pandemia.

Organico da rinfrescare

E’ anche vero che la squadra di Klopp non ha un urgente necessità di rinforzi, ma c’è anche bisogno di un po’ di gente fresca, e serve iniettare dosi di concorrenza in una squadra che è praticamente invariata da tre anni.

Gli unici calciatori senior ingaggiati dal 2018 sono Tsimikas e Takumi Minamino. C’è anche da rendere più profonda la panchina, ora che Dejan Lovren e Adam Lallana hanno superato e da un po’ la soglia dei 30 anni, e ci sono dubbi sul futuro per Divock Origi e Xherdan Shaquiri. La stagione è lunga e stressante servirebbe qualche altro innesto di qualità.

Può essere l’anno di tanti giovani

E’ anche vero che ci sono talenti che nell’ultima stagione si sono solo parzialmente espressi. Su tutti Naby Keita, che ha fatto vedere il suo potenziale solo dopo la ripresa. C’è Minamino che ha impressionato negli incontri che anticipano la nuova stagione. E alcuni giovani interessanti, come Harvey Elliott, Curtis Jones, Rhian Brewster e Neco Williams.

Comunque l’obiettivo è chiaro: vincere la 20esima Premier League, con un sogno, alzare il trofeo davanti ai tifosi in un Anfield gremito.

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