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Lo Spid salvo per altri due anni: trovati i fondi

Lo Spid salvo per altri due anni, il governo ha stanziato 40 milioni per garantire il servizio fino al 2024.

di The Wam

Aprile 2023

Lo Spid salvo per altri due anni: il governo ha stanziato 40 milioni che garantiscono la proroga del servizio. (scopri le ultime notizie su bonus, Rem, Rdc e assegno unico. Leggi su Telegram tutte le news su Invalidità e Legge 104. Ricevi ogni giorno sul cellulare gli ultimi aggiornamenti su bonus, lavoro e finanza personale: entra nel gruppo WhatsApp, nel gruppo Telegram e nel gruppo Facebook. Scrivi su Instagram tutte le tue domande. Guarda le video guide gratuite sui bonus sul canale Youtube. Per continuare a leggere l’articolo da telefonino tocca su «Continua a leggere» dopo l’immagine di seguito).

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Quindi per ora lo Spid, o meglio la piattaforma per l’identità digitale resta fino al 2024.

Il provvedimento del governo è stato inserito nel decreto Pnrr che si sta discutendo alla Commissione Bilancio al Senato. Lo stanziamento serve, si legge nella bozza, «per garantire la sostenibilità degli adeguamenti tecnologici richiesti ai soggetti gestori di Spid per la fornitura del servizio di identità digitale con nuove modalità operative imposte dalle misure del Pnrr».

Su questo argomento potrebbe interessarti un articolo che spiega come attivare e usare la Cie come uno Spid; in un altro post abbiamo anche verificato come attivare gratis lo Spid; e infine abbiamo verificato come recuperare lo Spid di Poste se si perde la password.

Lo Spid salvo per altri due anni: costi

I 40 milioni saranno quindi utilizzati dai gestori di identità digitale per coprire l’aumento dei costi sostenuti per adeguare le infrastrutture tecnologiche alla sempre più alta richiesta di utenti e di provider pubblici.

Il provvedimento si riferisce all’investimento 1.4.4 (missione 1, componente 1) previsto per migliorare, rafforzare e diffondere il sistema di identità digitale.

Il finanziamento risolve comunque una questione sollevata dai soggetti privati che garantiscono il funzionamento dello Spid: le convenzioni (già in regime di proroga) erano in scadenza il prossimo 23 aprile. I gestori hanno riferito a più riprese che il modello, per come si è sviluppato, è oggi insostenibile.

Il governo, così come ha riferito il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Alessio Butti, ha già comunicato nei mesi scorsi la sua intenzione: far confluire il sistema Spid nella Cie, la Carta d’identità elettronica.

Un passaggio delicato e che non può essere attivato in tempi brevi. Nel frattempo però si deve continuare a garantire il funzionamento dei 34 milioni di Spid. Da qui la scelta di stanziare quei 40 milioni. Consentiranno la gestione dell’attuale sistema fino a quando non sarà pronto il definitivo passaggio alla Cie (che si stima, infatti, in due anni).

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Lo Spid salvo per altri due anni: e dopo?

L’obiettivo finale del governo è dunque chiaro: si vuole arrivare a una sola identità digitale gestita direttamente dallo Stato (e non più quindi dai privati).

Il progetto Carta d’identità elettronica si è portato avanti in questa direzione proprio negli ultimi  giorni con l’attivazione di due nuove funzioni che consentono di accedere a servizi con la sola Cie (prima era indispensabile anche l’attivazione dello Spid).

Lo Spid, che è una sistema pubblico d’identità digitale, deve essere appunto un sistema pubblico. Il concetto è stato ribadito dallo stesso Butti alla Camera rispondendo a un’interpellanza del Movimento 5 Stelle a proposito della possibile soppressione dello Spid.

È stato proprio in quella sede che il sottosegretario alla presidenza del Consiglio ha ricordato che il processo per unificare in un solo strumento l’identità digitale non può essere realizzato in breve, servono infatti prima degli interventi sul piano tecnico, amministrativo e giuridico.

L’intenzione del governo è quella di convergere nell’European Digital Identity Wallet, l’identità digitale europea.

Lo Spid salvo per altri due anni: non si spegne

Quindi non si spegne nulla (al momento), il governo intende costruire proprio sulla base del patrimonio costruito con il successo di Spid e Cie ogni possibile soluzione per il futuro. Un percorso, ha precisato Butti, che l’esecutivo sta seguendo in collaborazione e con il consenso di tutti i gestori.

Non ci sarà quindi una sostituzione, ma una transizione verso un sistema unico. Butti ha anche aggiunto che non ci sarà sperpero di denaro pubblico, la volontà è quella di evitare, come accade oggi, le duplicazioni (con più strumenti che forniscono gli stessi servizi).

Lo Spid salvo per altri due anni: trovati i fondi
Nella foro l’immagine di uno Spid

Lo Spid salvo per altri due anni: il passaggio

Nel passaggio al sistema unico si dovrà quindi valorizzazione la Carta d’identità elettronica. Le prime novità sono state annunciate dal Ministero degli Interni il 27 marzo.

Ora con le credenziali di livello 1 e 2 associate alla carta d’identità elettronica, si può accedere in maniera veloce e semplice ai servizi online della Pubblica amministrazione e dei privati che si sono dotati del pulsante “Entra con Cie”.

Prima di questa novità si poteva accedere ai servizi digitali sono con la Cie di livello 3, che richiede l’utilizzo contemporaneo di un lettore di smart card per il pc o di uno smartphone con tecnologia Nfc (il che ha complicato e non di poco la fruibilità del sistema). 

Dal 27 marzo, invece, tutti i cittadini in possesso di Cie – così spiega in una nota il Ministero – «possono accedere ai servizi online in pochi passi e da qualsiasi dispositivo, semplicemente attivando una coppia di credenziali, username e password. O, se richiesto dal servizio, un secondo fattore di autenticazione (codice temporaneo OTP, scansione QR code)». 

Si può accedere anche senza avere tra le mani la carta fisica. In questo caso sarà sufficiente digitare il codice Puk e il numero di serie, che vengono consegnati dai Comuni al momento della richiesta della carta.

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