Lockdown, l’Italia si ferma: non solo le zone rosse

Lockdown. L'Italia si ferma di nuovo, mezza è in zona rossa, una buona parte in zona arancione con restrizioni importanti e nelle altre regioni in fascia gialla sono stati disposti divieti su divieti. Era in fondo l'obiettivo del governo. In Campania sono stati tre giorni di caos e un De Luca furioso ha attaccato tutti, il governo, de Magistris, Di Maio e pure Saviano. Cronaca di un lockdown annunciato.

Lockdown, l'Italia si ferma: non solo le zone rosse
Lockdown: l'Italia si ferma di nuovo con una buona parte delle regioni in zona rossa o zona arancione mentre i contagi continuano ad aumentare.
4' di lettura

L’Italia è praticamente in lockdown. La Campania e la Toscana si aggiungono a Lombardia, Piemonte, Calabria, Val d’Aosta e Alto Adige nell’elenco sempre più lungo delle zone rosse quelle dove c’è la massima allerta per il coronavirus. Mentre sono nove le regioni del cosiddetto lockdown light, con Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna e Marche che si aggiungono ad altre cinque regioni arancione, Abruzzo, Basilicata, Liguria, Puglia, Sicilia e Umbria. Lockdown light per modo di dire: in molte di queste regioni – tutte arancioni – i governatori hanno emesso ordinanze ancora più restrittive.

L’Italia si ferma di nuovo

Stop a molte attività produttive, a buona parte del commercio, con la riduzione drastica della mobilità e della socialità. L’Italia si ferma di nuovo. Non sarà un lockdown totale come quella di marzo e aprile, ma ci somiglia molto. Con le conseguenze sociali che il governo ha cercato disperatamente di evitare. Le ha provate tutte: decreti su decreti, le tre fasce colorate. Ma alla fine ha dovuto alzare bandiera bianca di fronte all’inesorabile progressione dei contagi da coronavirus.

A Napoli c’è chi è già sceso in piazza. Nessuno urla “libertà, libertà”, ma in corteo si pretendono sostegni economici.

Sono rimaste gialle – ovvero con un basso livelli di allerta – solo Lazio, Veneto, Molise, Sardegna e la Provincia di Trento. Ma è un giallo che già vira sull’arancio, almeno nel Lazio, nel Veneto e in Sardegna.

Il ministro della Salute, Roberto Speranza, ha avvertito del lockdown (o zona rossa, ma è uguale), i presidenti delle Regioni interessate dall’ultimo provvedimento. La stretta entrerà in vigore domenica prossima.

Il lockdown Campania

Il lockdown in Campania è arrivato dopo giorni segnati da furiose polemiche, scene drammatiche negli ospedali, parole a vanvera di un De Magistris, il sindaco di Napoli, che dopo mesi di insolito silenzio, ha ripreso al straparlare in ogni dove. E le incomprensibili scelte del governatore De Luca, così arroccato in difesa dell’efficienza della sanità campana, da non dare peso alle oggettive e gravissime difficoltà vissute in tanti ospedali della regione. Eppure, De Luca, il lockdown lo aveva già minacciato qualche settimana fa, senza però arrivare mai a proclamarlo, anche per gli incidenti che hanno sconvolto Napoli in un venerdì nero segnato dalla violenza.

De Luca: è un governo che produce caos

Oggi De Luca ha attaccato il governo per aver perso tempo, per non aver dichiarato il lockdown in ottobre, quando la pandemia mordeva feroce, ma non era ancora fuori controllo.

«Fatti salvi 3-4 ministri – ha dichiarato nel pomeriggio durante la sua settimanale diretta Facebook – non è un governo, anziché andare allo sbaraglio sarebbe meglio avere un Governo che non produca il caos che è stato prodotto in Italia. In queste condizioni meglio mandare a casa il Governo».

Il governatore campano ha preso di mira anche De Magistris (un appuntamento fisso), Roberto Saviano (il camorrologo milionario) e il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio. Un fiume in piena, più del solito.

Il lockdown in Toscana

L’altra regione in lockdown è la Toscana, che ha uno dei sistemi sanitari più efficienti del Paese, ma è stato messo in ginocchio dall’aumento vertiginoso dei contagi. Per correre ai ripari il presidente Eugenio Giani ha firmato un’ordinanza per velocizzare le assunzioni negli ospedali: il nuovo personale entrerà in servizio una settimana dopo la chiamata.

Stefano Bonaccini, governatore dell’Emilia Romagna

Bonaccini positivo, ha la polmonite

Intanto il governatore dell’Emilia Romagna, Stefano Bonaccini, positivo al coronavirus, è ora affetto da una polmonite bilaterale, che continua nonostante tutto la sua battaglia, Così come Luca Zaia, indifferente alla decisione del governo di lasciare giallo il Veneto: ha infatti disposto misure restrittive del tutto simili a quelle adottate nelle zone arancioni, come del resto ha fatto Zingaretti nel Lazio.

E’ un’Italia in lockdown, light o totale che sia. A prescindere dai colori. La speranza è quella di bloccare la curva epidemiologica. Forse per Natale dovrebbe andare meglio. Speriamo.

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