Long covid e il diritto all’invalidità civile

Long covid e il diritto all'invalidità civile: i casi sono decine di migliaia e comportano la riduzione della capacità lavorativa e patologie croniche, cosa fare? Molti pazienti usciti da una grave infezione covid non sono più tornati al lavoro, ma non hanno diritto a una trattamento assistenziale perché la malattia non è stata ancora inserita nell'elenco.

4' di lettura

Invalidità civile con il long covid. La questione è di estrema attualità e non può essere ignorata o rinviata ancora: quando il virus colpisce in modo duro non provoca solo molta sofferenza, ma anche postumi lunghi e pesanti. Aumentano i casi di conseguenze croniche.

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Tra le persone colpite in modo severo dal covid i medici hanno riscontrato danni permanenti per circa un terzo dei guariti.

Long covid e nuovi invalidi civili

Il dato è stato diffuso qualche mese fa dalla Cisl, ed è quindi riferito a lavoratori (e non pensionati). Molti guariti si ritrovano con una «ridotta capacità lavorativa». Che è uno dei requisiti principali per avere accesso a uno dei diversi trattamenti assistenziali previsti dalla legge.

Si tratta di nuovi invalidi civili.

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Long covid: le conseguenze

Le conseguenze del long covid sono molto serie per i polmoni, ma non solo. Ci sono anche problemi psicologici e neurologici. Per altri i disturbi hanno colpito l’apparato cardiocircolatorio o altri organi.

I sintomi più ricorrenti per chi è affetto da long covid sono:

  • fame d’aria;
  • affaticamento;
  • palpitazioni.

Long covid: lo studio

Un primo studio sulle conseguenze del long covid risale a qualche mese fa. E da allora, purtroppo, sono arrivate solo conferme. Una fra tutte: il timore che diverse conseguenze siano ormai croniche.

Questi i dati di quella prima analisi:

  • Su 767 persone dimesse dopo la fine dell’infezione grave, metà aveva ancora dei sintomi.
  • L’1,8% non riusciva a svolgere il lavoro quotidiano.
  • Il 20% continuava ad avere dei problemi ai polmoni.

Le più colpite dalla sindrome del long covid sono le donne, perché – ha sostenuto Walter Malorni, direttore scientifico del Centro per la salute globale della Cattolica – hanno maggiori componenti autoimmuni, sia nella fase della contrazione del virus, sia in quella successiva.

Long covid e i disagi prolungati

Non tutti hanno dei disagi fisici prolungati nel tempo. Ma ci sono a volte conseguenze di lunga durata anche per chi ha sviluppato l’infezione in maniera blanda.

In questo caso i sintomi più diffusi sono:

  • stanchezza
  • scarsa concentrazione;
  • problemi ad addormentarsi.

Long covid: piccole percentuali e grandi numeri

La percentuale di chi contrae il long covid è piccola, ma i casi di infezione sono talmente tanti che anche da una percentuale ridotta viene fuori un numero importante. Più alto di tante altre patologie che pure darebbero diritto all’invalidità civile.

Long covid: nessuna direttiva

Al momento mancano anche delle direttive precise per curare la sindrome del long covid, anche perché può colpire in modo serio diversi organi. Può anche comportare dei problemi di natura oculistica e con il tempo causare trombosi oculari: altri disturbi che possono diventare cronici. C’è comunque questo opuscolo dell’Istituto Superiore della Sanità che descrive questa patologia e le sue conseguenze.

La lista è lunga.

Long covid e il diritto all’invalidità civile

Non esiste ancora un protocollo certo per i pazienti affetti dalla sindrome del long covid figurarsi se è stato inserito nella lista della patologie che possono dare diritto a qualche beneficio legato al riconoscimento della invalidità civile. I tempi, in questo caso, sono biblici.

Per ora sono due gli aspetti:

  • il long covid causa una serie di gravi conseguenze che si protraggono nel tempo con effetti invalidanti per i lavoratori;
  • non è ancora possibile stabilire quante di queste patologie innescate dall’infezione del virus diventeranno croniche.

Long covid: il sostegno economico

Ma la seconda considerazione non è certo sufficiente per giustificare la lentezza con la quale si sta valutando l’opportunità di inserire anche la sindrome del long covid tra le patologie invalidanti.

Il cronicizzarsi o meno delle patologie sarà poi eventualmente dimostrato dalle commissioni mediche durante le periodiche visite di revisione. Ma nel frattempo si deve dare sostegno economico anche a questi pazienti.

L’appello arriva da associazioni e sindacati: le persone in grave difficoltà per la sindrome del long covid sono decine di migliaia (il 76% nel settore sanitario e dell’assistenza).

Non è giusto continuare a perdere tempo.

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