Ha il tumore, si laurea in ospedale: “Mamma è per te”

Lorenzo Savini ha 24 anni e da poco si è laureato in Giurisprudenza. Ha discusso la sua tesi in ospedale, a causa di un tumore benigno al femore. Il suo è un messaggio di speranza

4' di lettura

Sorriso smagliante e un messaggio di forza, speranza. Lui è Lorenzo Savini, un giovane ragazzo di 24 anni. Qualche giorno fa, si è laureato in Giurisprudenza. Una laurea, la sua, ancor più insolita di quelle di questo periodo, svolte da casa tramite un computer. Lorenzo si è laureato in ospedale, a causa di un tumore al femore. Ci racconta la sua esperienza.

Lotta al tumore, un messaggio di speranza

“Il mio è un messaggio di speranza – inizia Lorenzo -. Quando ho saputo che avrei dovuto discutere la tesi di laurea in ospedale sono andato in crisi, non lo nascondo.

Ma poi ho riflettuto. Ho pensato alle persone più sfortunate di me, ho pensato a mia madre scomparsa due anni fa. In nome suo e della forza che ha sempre dimostrato e in nome di tutte quelle persone che ogni giorno lottano, contro il Covid e contro tutte le altre malattie che non dobbiamo dimenticare, ho pensato fosse il momento di tirare fuori la grinta. Non avrei dovuto mollare o lasciarmi abbattere”.

La scoperta del tumore

Tutto è iniziato questa estate. Forti dolori impedivano Lorenzo di contrarre il quadricipite. “Ho iniziato a fare le prime visite -spiega il ragazzo- e i primi esami per vedere cosa fosse. Alla fine del periodo estivo, il primario di Ortopedia c/o dell’ospedale di Forlí, il Dott. Casadei, mi ha consigliato l’asportazione chirurgica della massa che avevo.

Lorenzo Savini

Così è avvenuta la prima operazione con l’asportazione della massa. Ci sono state varie complicazioni e ho dovuto operarmi una seconda volta, con un ricovero lungo un mese. Nonostante questo, dall’esame istologico il tumore è risultato benigno. E ho tirato un sospiro di sollievo”.

Il giorno della laurea

Nel frattempo, Lorenzo continua gli studi e termina gli ultimi esami rimasti prima del grande giorno. “Nei mesi prima del ricovero di novembre, ho preparato la mia tesi. Grazie a tutto il personale del reparto ho preparato la discussione nello stanzino in cui la mattina lavoravano le fisioterapiste. Studiavo pomeriggio e sera.

Fino al 4 dicembre, il giorno tanto atteso. Alle due e mezza del pomeriggio, ho iniziato la discussione della tesi. Mi sono collegato online, come se fossi a casa mia.

La discussione della tesi di Lorenzo

Dopo la discussione e la proclamazione – continua -, tutto il reparto, mio padre e la mia fidanzata (fatti eccezionalmente entrare e nel totale rispetto delle nome anti-Covid) abbiamo festeggiato la mia laurea, nei limiti del possibile.

Ero spaesato. Decisamente. Mai avrei pensato di festeggiare uno dei giorni più importanti della mia vita in questo modo. Un traguardo che ho dedicato a mia madre”, dice.

La forza della solidarietà

Oggi Lorenzo si sente cambiato. “In questa settimana ho avuto modo di entrare in contatto con tante persone che soffrono e stanno affrontando battaglie ben più difficili delle mie.

Sono orgoglioso di esser stato promotore di un messaggio di forza per tutte loro e di averle potute aiutare a crederci sempre. E a non permettersi di mollare. Mai. Essere stato di aiuto mi ha riempito di gioia e dato la giusta carica.

E’ l’insegnamento di mia madre, il suo motto, aiutare gli altri, sono felice, nel mio piccolo, di poter onorare così il suo ricordo. La grinta e la forza non devono mai venire meno. Bisogna sempre sostenere chi soffre, in particolare in un anno come questo in cui tante persone hanno visto perdere i propri cari senza nemmeno poterle salutare.

Ci tengo anche a dire che bisogna gioire quando la vita ci pone davanti delle sfide e noi riusciamo a vincerle, nonostante tutti i nonostante. E si, oggi mi sento cambiato. In meglio”.

Lorenzo spera di proseguire il percorso intrapreso con Giurisprudenza, iniziando il tirocinio come praticante avvocato e sogna di ottenere l’abilitazione. Al momento, ha cominciato l’attività di recupero e a breve inizierà la fisioterapia.

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