Luca Abete ci racconta i dieci anni del suo progetto "One photo one day"

One photo one day arriva compie dieci anni. Con 3286 fotografie il progetto di Luca Abete dedicato al racconto dei momenti salienti di tutti i giorni

luca abete e papa francesco
2' di lettura

One photo one day compie dieci anni. Con 3286 fotografie il progetto di Luca Abete dedicato al racconto dei momenti salienti di tutti i giorni riscuote sempre più successo.

L’inviato irpino del noto programma di canale cinque, Striscia la notizia ci ha detto: “Nel lontano 2010 ho pensato che farsi delle foto da solo per raccontare ogni giorno qualcosa di interessante, che lasciasse un segno, fosse un’idea innovativa. Posso dire di essere arrivato prima del selfie. Non esisteva ancora la fotocamera interna a tutti i cellulari e chi l’aveva la usava per fare delle video-chiamate”.

Un’idea che ha avuto origine quasi per caso.

“Questo progetto è nato per gioco – continua Abete – poi è piaciuto sempre di più. Ogni giorno documento con una foto quello che faccio. Quando ho iniziato gli scatti me li facevo da solo con la macchina fotografica. Per strada mi prendevano per matto. Nelle foto ho raccontato tutto, dai fatti ironici alle denunce senza dimenticare quando ho visitato il Papa o quando sono stato in ospedale”.

Luca Abete, foto a Papa Francesco

L’inviato di Striscia ricorda la sua prima foto. “L’ho scattata a piazza d’ Armi. Appoggiai la macchina fotografica su una colonnina dell’Enel e mi scattai una foto con il timer insieme a un venditore ambulante di ombrelli. Per me non c’è una foto più importante di un’altra. Tutte raccontano dei momenti importanti della mia vita e quando le guardo mi ricordo perfettamente l’attimo in cui le ho scattate. Di certo la foto che fa più rumore è quella con Papa Francesco. Che fai come i ragazzini, mi ha detto il pontefice quando gli ho chiesto un selfie. Poi gli ho anche chiesto una benedizione per tutti gli inviati di striscia” (ricorda Abete ridendo ndr).

La forza di questo progetto è la costanza. Anche nei giorni quando ci sono molte cose da fare e molte distrazioni riesco sempre a trovare il tempo per fare una foto. Diciamo che questo progetto rappresenta un po’ anche me stesso. Sono un tipo costante e che ama ricordare i momenti vissuti, belli o meno belli che siano. Oggi, 1 dicembre, saranno dieci anni dall’inizio del progetto. Un giorno di lavoro come gli altri. Sarò a Milano e mi scatterò una foto”, conclude Abete.

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