Maggiorazioni sociali sulle pensioni 2022: come averle

Scopri cosa sono le maggiorazioni sociali sulle pensioni, a chi spettano, gli importi e i requisiti per ottenerle.

7' di lettura

Quando l’importo della pensione è basso, i cittadini hanno la possibilità di beneficiare delle maggiorazioni sociali sulle pensioni. In questo modo, si va a incrementare il trattamento pensionistico di base. In questo articolo vediamo quali sono, come funzionano e i requisiti per ottenerle (scopri le ultime notizie e poi leggi su Telegram tutte le news sulle pensioni e sulla previdenza. Ricevi ogni giorno sul cellulare gli ultimi aggiornamenti su bonus, lavoro e finanza personale: entra nel gruppo WhatsApp, nel gruppo Telegram e nel gruppo Facebook. Scrivi su Instagram tutte le tue domande. Guarda le video guide gratuite sui bonus sul canale Youtube. Per continuare a leggere l’articolo da telefonino tocca su «Continua a leggere» dopo l’immagine di seguito).

Oltre alla pensione di vecchiaia è possibile accedere a diverse opzioni anticipate, come la pensione anticipata ordinaria, Quota 102, l’Ape Sociale, Opzione Donna, Quota 41 per lavoratori precoci e la pensione anticipata per lavori usuranti.

Indice

Maggiorazioni sociali sulle pensioni: cosa sono

Le maggiorazioni sociali sulle pensioni, che servono ad agevolare i cittadini con trattamenti pensionistici bassi, si possono distinguere in due gruppi: la maggiorazione sociale che arriva mensilmente sulla pensione, e la quattordicesima, che arriva una volta all’anno, in un’unica soluzione.

Talvolta, è possibile che tra le maggiorazioni sulle pensioni potrebbe rientrare anche l’integrazione al trattamento minimo, cioè quello strumento che serve a integrare l’importo della pensione fino ad arrivare alla soglia minima individuata dalla legge.

Tuttavia, nell’articolo di oggi ci concentriamo principalmente sulla maggiorazione sociale e sulla quattordicesima. Leggi i prossimi paragrafi per scoprire come funzionano le due prestazioni e come averle.

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Maggiorazioni sociali sulle pensioni: come funziona la maggiorazione sociale

Prima di capire come funziona la maggiorazione sociale, è bene innanzitutto ricordare che le maggiorazioni sociali non riguardano solo i trattamenti previdenziali, ma includono anche i trattamenti assistenziali come in particolare l’assegno sociale e le provvidenze economiche corrisposte agli invalidi civili, i ciechi civili e i sordi.

Un altro dettaglio che è bene tener presente in merito alla maggiorazione sociale, è che questa si applica sull’importo base della pensione spettante, indipendentemente dall’eventuale integrazione al trattamento minimo.

Inoltre, hanno diritto alla maggiorazione tutti i pensionati con almeno 60 anni di età, titolari di prestazione a carico dell’AGO, delle forme esclusive e sostitutive dell’assicurazione e i lavoratori autonomi iscritti alle gestioni speciali.

Ricordiamo, poi, che la maggiorazione sociale sulle pensioni viene concessa in misura tale che non vengano superati i limi reddituali fissati ogni anno dalla legge.

E a proposito di requisiti, nel prossimo paragrafo vedremo nel dettaglio a chi spettano queste maggiorazioni sociali sulle pensioni.

Maggiorazioni sociali sulle pensioni: a chi spettano

Adesso che abbiamo visto come funziona la maggiorazione sociale, chiariamo meglio quali sono i requisiti da rispettare per averne diritto.

Dunque, in base all’art. 1 della legge 544/1988, che disciplina le maggiorazioni sociali sulle pensioni, la maggiorazione sociale spetta, in presenza delle condizioni richieste, ai titolari di pensione “a carico dell’assicurazione generale obbligatoria per l’invalidità, la vecchiaia ed i superstiti dei lavoratori dipendenti; della gestione speciale per i lavoratori delle miniere, cave e torbiere; delle gestioni dei contributi e delle prestazioni previdenziali dei coltivatori diretti, mezzadri e coloni, degli artigiani e degli esercenti attività commerciali; delle forme esclusive e sostitutive dell’assicurazione generale obbligatoria”.

In breve, hanno diritto alla maggiorazione sociale sia i lavoratori dipendenti (del settore privato e pubblico) sia i lavoratori autonomi (tranne quelli iscritti alla gestione separata) che siano titolari di una prestazione previdenziale a carico delle gestioni menzionate sopra.

Come anticipato anche prima, la maggiorazione sociale viene applicata su tutte le pensioni dirette (vecchiaia, pensione anticipata, assegno ordinario di invalidità o pensione di inabilità), a prescindere dall’integrazione al trattamento minimo e a meno che non si superino i limiti di reddito.

Discuteremo degli importi e dei limiti di reddito nel prossimo paragrafo.

Maggiorazioni sociali sulle pensioni 2022

Maggiorazioni sociali sulle pensioni: importi e limiti di reddito

Dal punto di vista degli importi spettanti per le maggiorazioni sociali sulle pensioni, la normativa ha creato un po’ di confusione nel corso degli anni, incrementando di volta in volta la somma del trattamento pensionistico a seconda dell’età.

L’ultimo provvedimento, quello definitivo, risale al 1° gennaio 2008, che ha previsto un incremento ti 12,67 euro, in modo da raggiungere la cifra complessiva di 580 euro al mese.

In ogni caso, i provvedimenti che si sono susseguiti negli anni hanno dato come esitio questi importi:

  • per coloro che hanno un’età compresa tra i 60 e i 64 anni l’importo della maggiorazione è di 25,83 euro;
  • per coloro che hanno un età compresa tra i 65 e i 69 anni, invece, la maggiorazione sale a 82,64 euro;
  • per i pensionati con almeno 70 anni di età l’importo della maggiorazione sociale è di 136,44 euro, che scende a 124,44 euro per i titolari di quattordicesima mensilità. Il limite di età può comunque essere ridotto, fino ad arrivare a 65 anni, nella misura di un anno di età ogni 5 anni di contribuzione, e si può ottenere la riduzione di un anno anche solo con 2 anni e mezzo di contribuzione.

Inoltre, bisogna specificare che, a differenza delle pensioni che aumentano ogni anno per via della perequazione, gli importi delle maggiorazioni sociali sono fissi e sono esenti da Irpef.

Per quanto riguarda i limiti di reddito, che costituiscono un altro requisito fondamentale per accedere alla maggiorazone sociale, è necessario stare al di sotto di una certa soglia. Nello specifico, il pensionato deve avere:

  • un reddito personale annuo non superiore al valore del trattamento minimo Inps, che nel 2022 è pari a 524,35 euro mensili, 6.816,42 euro annui;
  • per il pensionato coniugato, è richiesto anche che il reddito coniugale non sia superiore all’importo del trattamento minimo integrato dell’assegno sociale, quindi 6.816,42 euro più 6.085,30 euro, per un totale di 12.901,72 euro annui.

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Maggiorazioni sociali sulle pensioni: come averle

Ora che abbiamo visto gli importi fissi della maggiorazione sociale e i requisiti anagrafici e reddituali per averne diritto, ti interesserà sapere come ottenere questa maggiorazione. Spetta in automatico oppure bisogna richiederla?

Ebbene, la maggiorazione sociale non arriva automaticamente sulla pensione, ma bisogna presentare un’apposita domanda dal sito online dell’INPS.

Può essere inoltrata contemporaneamente alla domanda di pensione oppure successivamente e, inoltre, deve presentare anche una dichiarazione dei redditi percepiti nel corso dell’anno, anche se presunti.

Maggiorazioni sociali sulle pensioni: la quattordicesima

Finora abbiamo parlato solo di una maggiorazione sociale sulla pensione. Adesso, invece, è arrivato il momento di capire come funziona la seconda maggiorazione menzionata in apertura dell’articolo: la quattordicesima.

Dunque, a differenza della maggiorazione sociale, la quattordicesima non arriva mensilmente, ma viene erogata in automatico agli aventi diritto una volta l’anno. In particolare, questa arriva insieme all’accredito del cedolino, generalmente a luglio.

La quattordicesima della pensione è stata introdotta dall’articolo 5 del decreto n.81 del 2 luglio 2007 e ha un importo fisso ogni anno, che cambia in base alle caratteristiche di ciascun pensionato.

Per esempio, anche l’importo della quattordicesima dipende dal reddito complessivo personale del cittadino.

Tuttavia, il reddito non è l’unico fattore che influisce sulla somma spettante. Questa, infatti, varia anche a seconda della gestione di riferimento, quindi se si tratta di lavoratori autonomi o dipendenti, e degli anni di contributi maturati.

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