Mal di testa: cause, rimedi e ricerche. A che punto siamo?

Il mal di testa è diffuso in tutto il mondo. Colpisce grandi e piccini ma soprattutto le donne. Ma non va sottovalutato, meglio chiedere al medico consigli per curarsi. Può essere invalidante.

Non sottovalutare il mal di testa. Un disturbo molto diffuso e poco curato. Va preso sul serio
3' di lettura

Il mal di testa è un disturbo molto diffuso sia in Italia che nel mondo. Colpisce tutti, ma soprattutto le donne. Nei casi più gravi, i sintomi sono possono essere invalidanti. Eppure questo disturbo manca di ricevere la giusta attenzione. Troppo spesso sottovalutato. E’ un problema di salute pubblica.

Il mondo delle cefalee

Avere mal di testa è cosa molto comune.

Spesso si accusa lo stress, la mancanza di sonno, i rumori, gli schermi ai quali si sta connessi tutto il giorno. Ma è di più che una serie di abitudini e condizioni al contorno che creano “tensione”.

Per mal di testa, in gergo, si intendono tutti i dolori localizzati a livello della testa, della fronte e del collo. Anche noto come “cefalea” o “cefalgia“.

Due le macro sezioni in cui si dividono le tipologie di mal di testa.

Le cefalee primarie in cui il mal di testa è uno dei sintomi ed è esso stesso la patologia.

Le cefalee secondarie in cui questo disturbo è in realtà solo uno dei sintomi di un’altra malattia (otite, sinusite, tumori, meningite, nevralgia etc).

Secondo la Fondazione Veronesi la cefalgia colpisce circa 26 milioni di italiani.

Spesso non basta prendere farmaci da banco e auto-medicarsi. Un disturbo ricorrente del genere ha bisogno di essere valutato da un medico.

Ma non è tutto.

Stando a quanto riportato dall’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità), le cefalee sono molto sottovalutate, non sono riconosciute e spesso non trattate adeguatamente. E’ un tratto comune a tutto il mondo.

Emicrania

Lo scorso anno ne ha parlato un report realizzato da Censis intitolato “Vivere con l’emicrania”. Lo ha riportato AGI.

Dall’indagine è emerso che circa il 40% delle persone che manifesta un episodio di emicrania, aspettano almeno un anno prima di consultare il medico. Colpisce più di 1 italiano su 10 e soprattutto le donne.

Ma non è tutto. La fetta di persone che si affida ad internet per capire i sintomi è particolarmente alta, anche se sono più quelle che si affidano al medico:

“I professionisti sanitari sono la fonte più citata (83,7%), in particolare il neurologo (48,6%). Ma non è modesta la percentuale di quanti indicano Internet come fonte primaria d’informazione (43,2%)” (AGI)

Non solo. L’emicrania è una delle malattie più diffuse al mondo e può essere molto invalidante.

Riduce sensibilmente la qualità della vita nei casi più gravi e ha un costo economico non indifferente.

Secondo il report citato, la gran parte dei farmaci prescritti per alleviare i sintomi dell’emicrania sono forniti dal Sistema Sanitario Nazionale, di cui solo il 19,5% è gratuito. Mentre per il 42,7% serve pagare il ticket.

Un parte consistente dei costi, il 37,8%, vanno sostenuti di tasca propria.

Mal di testa: un problema pubblico

Lo ribadisce l’OMS. Il trattamento e la cura delle cefalgie è un problema pubblico, per la disabilità che può comportare e il costo finanziario.

Considerando che colpisce persone nell’età più produttiva, dall’adolescenza ai 65 anni circa, la perdita è consistente. Tanto che milioni di persone ogni giorno sono costrette e mancare da scuola o dal lavoro a causa dei sintomi dell’emicrania o di altri tipi di cefalee.

La ricerca per affrontare questa sfida è al lavoro per perfezionare farmaci più efficaci per trattare questa malattia.

Ma pare che la resistenza sia proprio degli Stati. Con la necessità costante di tagliare fondi alla Sanità, spesso le prime risorse a mancare sono quelle destinate a questo tipi di disturbi, racconta l’OMS.

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