Malattia psichica in cella, storica sentenza per avvocato irpino



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Per la prima volta in Italia la Corte di Cassazione ha differito la pena di un detenuto per le conseguenze di una malattia psichica. Sembrerà strano ma è proprio così. Il detenuto in questione non è un personaggio qualunque, ma Santolo Fabi, esponente di primo piano del clan Cava, considerato uno degli uomini più vicini al boss Biagio Cava, morto lo scorso anno.

L’alta corte ha accolto l’istanza presentata dal difensore di Fabi, l’avvocato Raffaele Bizzarro, che ha richiamato dei precedenti della Corte di giustizia europea.

Ora gli atti passeranno al tribunale di Sorveglianza di Roma, che dovrà decidere sul differimento della pena. Il che significa la scarcerazione del detenuto.

Santolo Fabi è in cella – ristretto la 41 bis, il carcere duro -, per reati molto gravi: associazione di stampo camorristico, estorsione e traffico internazionale di droga.

Fino a oggi, in Italia, i giudici non hanno mai concesso il differimento della pena solo per malattia psichica. Avrebbe sempre dovuto essere associata anche a una patologia fisica. Oltretutto, la scarcerazione di Santolo Fabi, dovrebbe essere definitiva. Infatti è molto raro che una malattia psichica regredisca.

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