La mia seconda vita senza glutine: diario di una celiaca. Plumcake gluten free

Vita da celiaca. Paola ce lo racconta. E ci offre una ricetta niente male: plumcake gluten free.

plumcake gluten free

5' di lettura

Era il 23 marzo del 2017 quando la dottoressa del Policlinico di Napoli mi comunicò la diagnosi di celiachia. BOOM! (A fine articolo la ricetta dei plumcake senza glutine)

Rimasi in silenzio a fissare il vuoto per qualche secondo.

La mia vita senza glutine

Io, che andavo pazza per pane, pizza, focacce, grissini e qualsiasi altro prodotto da forno dolce o salato che fosse!

Un attimo di sconforto in cui immaginai di lasciarmi andare ad un pianto disperato.

Poi, però, pensai: “Almeno, ho scoperto la causa dei miei mali!”

E’ stato un duro colpo, devo ammetterlo, un cambiamento al quale non ero pronta ma che ho da subito affrontato con grande coraggio. E’ stata una sfida che, da guerriera quale sono, ho deciso di accettare e vincere.

E così è stato.

I primi tempi sono stati difficili; non conoscevo quali alimenti mi erano assolutamente vietati, quali invece mi era consentito mangiare. Comprai tutti i tipi di prodotti senza glutine delle marche più in vista ma, non soddisfatta dei sapori, decisi di prepararli da me.

E’ così che ho imparato a fare biscotti, crostate, plum cake, fette biscottate e pane, il tutto rigorosamente senza glutine.

Molte persone pensano che mangiare gluten free non sia il massimo, ed io ero una di queste; poi, col tempo, ho scoperto che con qualche piccolo accorgimento è possibile variare senza rinunciare al gusto.

Uscire con gli amici: crucci di una celiaca

La parte più complicata è stata (ed ancora è) quella delle uscite con gli amici, quando la scelta del locale viene fatta in base al tipo di cucina, alla conoscenza che il ristoratore ha di questa problematica e dei rischi di contaminazione annessi. Molti la sottovalutano, altri addirittura decidono di non cucinare nulla che sia senza glutine. Poi, per fortuna, c’è chi delizia il palato di tutti i clienti allo stesso modo, preparando piatti gluten free da far invidia a chi nel glutine può sguazzarci.

E’ trascorso qualche anno ed ora vivo il tutto con una maggiore naturalezza.

Adesso ci scherzo su e, quando mi accomodo al tavolo di un ristorante, al momento dell’ordinazione mi rivolgo al cameriere dicendo: “Ho un problema, anzi tanti, la celiachia, è quello minore, ma stasera dobbiamo starci comunque attenti”.

La mia autoironia e la mia tenacia mi hanno aiutato tanto in questo lungo cammino. Credo, infatti, che l’approccio al cambiamento sia determinante perchè influenza totalmente la qualità della nostra vita.

E voi? avete mai dovuto affrontare un cambiamento importante? E quanti non hanno (almeno un pò) avuto paura?

Facendo delle ricerche ho scoperto che gli esperti psicologi sostengono l’esistenza di cambiamenti volontari – frutto di una scelta responsabile e personale che vanno gestiti mediante la realizzazione dei singoli obiettivi che ci si era prefissati di raggiungere – e cambiamenti involontari che sono, invece, fatti, eventi e situazioni imprevedibili che ci colgono alla sprovvista da un momento all’altro: un lutto, un abbandono per volontà del partner, la perdita del lavoro, una malattia. In questo caso la gestione del cambiamento va elaborata in modo diverso gestendo il senso di smarrimento, di dolore e di frustrazione che inevitabilmente ci assalgono quando dobbiamo accettare o subire un cambiamento non voluto.

Concentrandoci sui cambiamenti volontari, Schopenhauer disse che “Il cambiamento è l’unica cosa immutabile”.

Cambiare è l’unica cosa che conta

Ci avete mai pensato? Cambiare è l’unica cosa certa che anima la nostra esistenza: nel corso del tempo cresciamo, il nostro corpo si modifica, viviamo esperienze sempre diverse, modifichiamo il modo di trascorrere le giornate e di vedere le cose, ecc. Insomma cambiamo anche senza muoverci e senza volerlo. Il cambiamento è un crollo dell’equilibrio, delle abitudini e delle condizioni che animano il nostro vivere quotidiano, è tutto ciò che richiede una rottura con il modo di essere abituale e la costruzione di qualcosa di nuovo. Ogni evento vissuto, sia esso positivo o negativo, ha in sé il potere di determinare un’evoluzione della realtà.

Ho appreso che l’ideogramma cinese della parola “Cambiamento” è formato dagli ideogrammi di “pericolo” e “opportunità”. Quindi cosa determina la sua natura? La nostra reazione.

Frequentemente la reazione a ciò che rompe il nostro quieto vivere è la resistenza, cioè un rifiuto, spesso inconsapevole, al cambiamento.

Ma cos’è che ci blocca?

La paura.

Cambiare apre a qualcosa di ignoto, chiede di lasciare la nostra zona di comfort di cui conosciamo gli spazi, i movimenti e in cui sappiamo come agire attraverso una routine rassicurante, ci fa perdere il controllo e sentire impotenti.  Affrontare un cambiamento è come saltare nel vuoto e spesso non si è consapevoli di avere l’attrezzatura per farlo. 

Ed allora come affrontare in modo costruttivo un cambiamento?

Accettando l’evento e cercando di ristabilire un nuovo equilibrio. E’ come una sfida che va affrontata per raggiungere l’obiettivo.

Bisogna vivere profondamente le emozioni: ansia, paura, tristezza, perchè esse ci permettono di entrare in contatto con la parte più profonda di noi, di rielaborare il cambiamento, capire di cosa abbiamo bisogno per affrontarlo e diventare consapevoli delle nostre risorse.

Imparare l’ottimismo

Lo psicologo Seligman, nel suo libro “Imparare l’ottimismo“, parla della possibilità di “apprendere l’ottimismo” modificando la propria modalità di interpretare le circostanze. Bisogna fermare i pensieri negativi sul sé e sulla natura della situazione, pensare a delle possibili alternative di interpretare le cose ed attivarsi per gestire il cambiamento. Il nostro comportamento e le nostre emozioni sono frutto di ciò che pensiamo; modifichiamo il pensiero ed il modo di gestire la realtà cambierà.

E’ con questo spirito ottimista che oggi vi propongo una delle ricette del mio cambiamento.

E’ un semplicissimo plumcake senza glutine soffice e flagrante, ideale da gustare la mattina a colazione o a merenda durante la giornata.

Plumcake glutin free

Vediamo insieme gli ingredienti.

Ingredienti

240 gr di farina di riso

30 gr di fecola di patate

200 gr di zucchero semolato

120 ml di olio di semi

2 uova

la scorza grattugiata di un limone

40 gr di latte

125 gr di yogurt bianco

40 gr di latte

1 bustina di lievito per dolci

Preparazione

In una ciotola mescolate le uova con lo zucchero usando lo sbattitore.

Unite lo yogurt, il latte e l’olio di semi.

Aggiungete la farina di riso e la fecola a poco a poco.

Unite la scorza grattugiata di limone e il lievito.

Imburrate ed infarinate uno stampo per plumcake e versateci l’impasto.

Cuocete in forno statico a 180° per circa 50-55 minuti, verificando la cottura con uno stecchino e regolatevi con il vostro forno.

Sfornate il plumcake, fate raffreddare e servite.

E’ squisito gustato da solo ma se preferite potete accompagnarlo con marmellate o creme.

Buon appetito!

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